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Processo Mediaset, in Tv tante menzogne e poche verità


Processo Mediaset, in Tv tante menzogne e poche verità
08/05/2013, 14:17

Come sempre, quando si avvicina la sentenza di un processo che riguarda Silvio Berlusconi, in TV e sui giornali è tutto un fiorire di menzogne, falsità e distorsioni del vero, per ingannare lettori e telespettatori. A cominciare da giornalisti e politici che parlano di persecuzione dei magistrati nei confronti di Berlusconi, per continuare conla presenza continua dell'imputato in TV a raccontare menzogne e a diffamare i giudizi. 
Ma quali sono le accuse di questo processo? Tralasciando le definizioni tecniche, sono quelle di avere scaricato spese mai fatte per creare fondi neri. Il meccanismo era alquanto complesso: prima sono state create una serie di società nei paradisi fiscali. Poi, quando Berlusconi comprava i diritti di trasmissione - in Italia sulle sue Tv - dei film prodotti negli Usa, non li comprava direttamente, ma attraverso una società di un tal Frank Agrama. Dopo di che i diritti venivano venduti ad una di queste società fittizie create, che la passava ad un'altra società e così via. Ad ogni passaggio il prezzo aumentava. Per cui dei film che Berlusconi aveva pagato negli Usa per 100, li acquistava come Mediaset per 300. Quindi nei bilanci Mediaset scriveva che aveva pagato 300 e i 200 di differenza costituivano il fondo occulto creato, A questo si aggiungeva anche il fatto di aver pagato meno tasse, dato che una società può scaricare dalle tasse quello che spende. E visto che aveva le fatture gonfiate da scaricare, scaricava quelle e non i costi veri. 
Naturalmente questa è la versione dell'accusa; una versione che però i giudici di primo grado hanno confermato e che ora è alla valutazione dei giudici della Corte d'Appello. Qualora dovessero confermare la sentenza, vorrà dire che nel merito i fatti sono da consioderarsi accertati. 
Invece si sentono in Tv immense sciocchezze, dal fatto che il reato non è provato (ma non lo devono verificare i giudici dopo aver ascoltato tutte le parti?) al fatto che in fondo qui si discute solo di pochi milioni, una inezia, rispetto alle entrate di Mediaset. Come se un ladro fosse meno ladro se ruba solo un portafogli al giorno. 
In realtà questo fatto, se risulterà dimostrato, è andato avanti per anni; non per niente una parte dei reati sono stati prescritti. Quyindi pochi milioni qui, pochi milioni lì... è la somma che fa il totale, come diceva Totò.
Ma la cosa che trovo gravissima è che queste cose non trovino mai un contraddittorio. Cioè non c'è mai un giornalista o un politico che contesti queste false dichiarazioni. Una volta c'erano Di Pietro e i colleghi dell'Idv a farlo, ma dall'autunno scorso vengono invitati sempre più raramente in Tv ed intervistati ancora di meno. E quindi c'è spazio libero per questi mentitori, che distorcono la verità allo scopo di ingannare la gente. 

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di Antonio Rispoli
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