Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Prosegue la cura Monti: tasse anche sul bere. E sull'aria?


Prosegue la cura Monti: tasse anche sul bere. E sull'aria?
29/08/2012, 15:25

Ancora una volta, le peggiori previsioni si sono avverate. Come vado dicendo da un paio di mesi, a settembre il governo ha pronte tutta una serie di misure. Lo chiamano "decreto Balduzzi", col nome del Ministro della Sanità, per farlo passare come un provvedimento che riguarda la salute. Ma in realtà sono solo tasse, come quella sugli alcolici e sulle bevande, insieme a qualche provvedimento inutile come quello che vieta di avere slot machines entro i 500 metri da una scuola (se sono 501 o 520 cambia qualcosa?). Ora, chi colpiranno queste tasse? Sono le cosiddette "imposte indirette", cioè quelle che vengono pagate da tutti alla stessa maniera, dai ricchi come dai poveri. E queste imposte quindi "pesano" di più sui bilanci di chi ha di meno da spendere. 
Insomma, siamo al solito schema usato prima da Berlusconi e poi da Monti: colpire le classi medio-basse, gli operai, gli impiegati, i pensionati. Colpirli nel portafoglio, e ancora, e ancora, e ancora. Certo, questa è la causa della crisi - persino un ultraliberista come l'economista Morando questa mattina, durante la trasmissione Omnibus l'ha ammesso - ma il dettaglio non sembra importare a nessuno. Perchè così la possibilità di acquistare beni e servizi diminuisce sempre di più. Vorrei fare un esempio, banale ma semplice da capire: se tassando la Coca Cola, ci sono 100 persone che non possono comprare più una bottiglia di Coca Cola per il proprio figlio, non ci sarà un ricco imprenditore che si compra 100 bottiglie in più per pareggiare le vendite. E questo significa che lo Stato non solo non incasserà l'aumento di tasse per quelle 100 bottiglie, ma neanche le tasse che prenderebbe normalmente. Inoltre qualche negozio che vende Coca Cola finirà per dover licenziare unopd ei dipendenti, aumentando la disoccupazione. Ed infine, dato che la Coca COla ha diversi stabilimenti in Italia, licenzierà degli operai, dato che sarà costretta ad abbassare il livello della produzione. 
QUesta è la trafila che segue la nostra economia da molti anni. Perchè quello che ho detto per le bevande gassate vale per ogni singolo prodotto della nostra economia. E la soluzione? Ancora questa mattina Morando sosteneva che bisognava continuare a massacrare il welfare (lui usava il termine "revisione della spesa pubblica", ma intendeva tagli a scuola, sanità e pensioni) per ricavare i soldi per tagliare le tasse alle imprese. Ed è questo che mi lascia basito: una volta che hai regalato soldi agli imprenditori (perchè questo significa tagliare le tasse alle imprese), questo forse dà agli operai potere di acquisto? DI solito l'economista "esperto" (nel senso che sta sempre in TV o sui giornali perchè ha le conoscenze giuste) a questo punto dice: "Ma così aumenta l'occupazione". 
Ora, a parte che non aumenta un beneamato (e a dirlo non sono io, ma Warren Buffel, multimiliardario americano ed uno dei cinque uomini più ricchi del mondo), ma se il problema è solo quello di aumentare l'occupazione, la soluzione è semplice: reintroduciamo la schiavitù. Con tanto di catene ai piedi ed aguzzino con la frusta pronta ad abbattersi sulla schiena dei malcapitati. Almeno ci sarebbe la piena occupazione e senz'altro una maggiore onestà rispetto alla situazione attuale, che vede moltissima gente ammazzarsi di lavoro solo per barcamenarsi faticosamente e sopravvivere. 
Oppure si decida l'invasione di un altro Stato: si arruolano 2 o 3 milioni di persone sotto le armi (fa nulla che andiamo contro le limitazioni che ci venneroi imposte all'indomani della Seconda Guerra Mondiale e che sono ancora valide) e si procede all'ivasione e la conquista di un Paese vicino. ANche così si ridurrebbe la disoccupazione. 
Ma se non si vogliono usare queste misure, l'unica è aumentare gli stipendi. E non di 30 euro al mese, come fece il governo Prodi, tagliando il cuneo fiscale (cioè la differenza tra quello che pagano gli imprenditori all'operaio come stipendio e quello che l'operaio incassa) del 5%. Una misura del genere oggi come oggi è inutile. Serve una misura più stabile e duratura, che metta ogni mese nelle tasche degli operai 300 euro almeno. Perchè sia ben chiaro che anche questa misura, nell'immediato, non sposta la situazione di una virgola. La gente userà quei soldi per pagare i propri debiti o la metterà da parte. Ci vorranno alcuni mesi perchè questo denaro cominci ad essere riversato sul mercato; ed altri mesi perchè comincino a manifestarsi quei moltiplicatori economici che permettano di ricominciare una risalita del Pil. Quindi è una misura da prendere al più presto, se si vuole che faccia effetto entro l'inizio del 2013, evitando di condannarci ad una serie infinta di aumenti di tasse e di licenziamenti di massa che ci ridurranno come la Grecia. 
Ma c'è questa intenzione? Assolutamente no. Per un governo ultraliberista come quello che abbiamo noi ed un Parlamento che non ha alcun interesse se non la propria autoconservazione, la cosa migliore è aumentare le tasse sui poveri cristi, che tanto sono costretti a pagare. Quindi, a quando una tassa per l'aria che respiriamo?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©

Correlati