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Quali sono i benefici per i condannati?


Quali sono i benefici per i condannati?
08/02/2016, 15:20

Spesso, quando succede qualche fatto eclatante di cronaca nera o comunque di violenza, capita che la gente invochi pene esemplari. Poi, magari qualche giornalista fa presente che la persona in questione resterà in galera meno del previsto e subito si scatenano le proteste contro i giudici "che mettono in libertà i delinquenti. Quindi, esaminiamo quali sono i benefici che spettano ad una persona che è stata condannata. 

Prima una precisazione: in ogni caso, i giudici agiscono sulla base delle leggi fatte dal Parlamento. Certo, la valutazione è la loro e quindi possono sbagliare. Ma comunque, anche quando mettono in libertà un delinquente non è una loro scelta, ma è previsto da una legge a cui anche i giudici sono soggetti (nonostante le immani stupidaggini che vengono dette in Tv o scritte sui giornali su una presunta intoccabilità dei magistrati). Chiarito questo punto, passiamo ad esaminare i vari benefici. 

Il primo beneficio può essere concesso direttamente in aula, al momento della lettura della sentenza. Infatti, se si tratta di una persona incensurata e la condanna è inferiore a due anni (anche se secondo una linea giurisprudenziale ormai minoritaria, si può concedere anche quando c'è un reato precedente, purchè la somma delle pene per il vecchio reato e quello nuovo non superi i due anni), scatta la sospensione condizionale della pena. In pratica, significa questo: la pena viene sospesa per 5 anni. Se in questi 5 anni l'imputato non commette altri reati, la condanna viene cancellata. Se ne commette, sconta sia la nuova condanna che la vecchia. Insieme alla sospensione della pena c'è la "non menzione": cioè se l'imputato deve presentare per un lavoro il certificato penale aggiornato, non comparirà la condanna ricevuta. Condanna che invece compare se il certificato penale viene chiesto dalla Polizia o dai magistrati. 

C'è poi un altro tipo di beneficio, che riguarda coloro che hanno più condanne. Certe volte può capitare che una persona venga processata in due momenti diversi per reati che invece sono accaduti quasi contemporaneamente. Per esempio, supponiamo che uno rubi un'auto e usi quell'auto in un'altra città per fare una rapina. Magari per la rapina viene condannato subito perchè è stato preso sul fatto; per l'auto in un secondo momento perchè si deve indagare per scoprire chi l'ha rubata. In questo caso, si applica il principio della continuazione. Cioè si vede qual è il reato più grave commesso: questo viene punito normalmente; gli altri reati collegati vengono invece puniti con una forte riduzione di pena. Nell'esempio che ho fatto prima, se la persona si merita 6 anni per la rapina e 1 anno per il furto, non verrà condannato a 7 anni, ma a 6 anni e 2 mesi, per esempio. Questo tipo di beneficio viene dato anche in fase di "incidente di esecuzione": una udienza a porte chiuse, presenti il giudice, l'avvocato dell'imputato e il Pm, in cui si chiede di "fondere" due sentenze emesse in due momenti diversi. Per esempio questo potrebbe accadere con i fatti della cosiddetta "banda dell'acido": la Lonato sta affrontando diversi processi per i fatti di cui è accusata e si avranno diverse sentenze. Per cui si potrebbe chiedere di unificarle con il cincolo della continuazione. 

Vorrei parlare anche di un'altra situazione. Non so se definirla un beneficio, ma è comunque una possibilità per chi commette reati lievi. Se si viene condannati ad una pena massima di 6 mesi, si può chiedere la conversione della condanna in una multa. Si pagano 250 euro per ogni giorno di reclusione e la pena viene considerata estinta. Si è parlato sui giornali di questa possibilità qualche tempo fa, in occasione del processo a carico dei clienti di due prostitute quindicenni che operavano in un appartamento ai Parioli, a Roma. E c'era la possibilità teorica, per alcuni clienti (tutta gente facoltosa), di essere condannati ad una pena di 5 mesi e 20 giorni, con il patteggiamento, che si sarebbe trasformata in una multa di poco superiore ai 40 mila euro. Cifra sostanziosa, ma non inarrivabile per le persone coinvolte (tra cui il marito di Alessandra Mussolini, se si cerca un riferimento sui giornali facile da trovare). 

Poi ci sono i benefici per i detenuti. Il primo riguarda il tempo da trascorrere dietro le sbarre. C'è un "bonus" di un giorno ogni due. Vuol dire che se Tizio passa 20 giorni in carcere, gliene vengono conteggiati 30. E 1questo è un beneficio automatico, cioè viene concesso a tutti, a prescindere. Poi ci sono invece i benefici che vengono concessi dal Tribunale della libertà. Il più semplice di cui discutere è l'affidamento ai servizi sociali. Può essere chiesto da chiunque debba scontare meno di 4 anni di reclusione. In pratica si tratta di fare volontariato, per un certo numero di ore a settimana (concordate col Tribunale), in un luogo concordato. Passato il periodo che si dovrebbe scontare in carcere, la pena è considerata chiusa. Ma in casi speciali è possibile che si scontino anche più di 4 anni con l'affidamento ai servizi sociali. Come nel caso di Fabrizio Corona (il cui periodo di affidamento è stato di molto abbreviato). 

C'è poi l'istituto della semilibertà. Può essere chiesto, nel caso di lunghe condanne detentive, da chi abbia scontato almeno metà della pena. Consiste nel fatto di andare a lavorare la mattina (ovviamente il luogo di lavoro deve essere ad una distanza ragionevole dal carcere e il lavoro deve essere verificabile; per intenderci, non si può fare il pony express o il commesso viaggiatore) e tornare poi in carcere la sera verso le 18 per restare lì fino alla mattina successiva. Questo istituto può avere l'effetto di velocizzare la fine della pena. Infatti, dopo 5 anni di semilibertà, la pena è da considerarsi automaticamente terminata, anche se in teoria ci sarebbero ulteriori periodi di detenzione da scontare. Naturalmente poi ci sono altri benefici temporanei: assenze per visite mediche che non possono essere risolte nell'infermeria del carcere, assenze per lutti in famiglia o cose del genere. Ma sono sempre casi eccezionali, che vengono autorizzati dal Tribunale del Riesame volta per volta. 

Ora, queste sono le regole generali. E' chiaro che poi di volta in volta i giudici valutano se concedere o meno i singoli benefici. Ma la norma generale è che i benefici vengono concessi, a meno che non ci siano problemi ostativi specifici. E' chiaro che questo porta alle volte ad una eccessiva "bontà" verso chi non se lo merita; ma - come ho detto prima - queste sono le regole e i giudici devono adeguarsi. 

Vorrei concludere con un episodio che mi scioccò parecchio. Ero in Tribunale e tra i processi previsti per quel giorno ce n'era uno a carico di una persona, condannata per omicidio volontario. E allora che ci faceva per strada? Semplice: il cancelliere - che conosce a fondo il Codice - mi spiegò che aveva chiesto il rito abbreviato, per poter avere uno sconto di pena (avrebbe dovuto avere almeno 20 anni di reclusione e ne aveva avuti solo 15 anni). Poi dopo 5 anni aveva ottenuto la semilibertà (5 anni in galera significa che è come se ne avesse scontati 7 e mezzo, cioè la metà di 15). E dopo due anni di semilibertà era stato arrestato perchè accusato di aver ucciso un'altra persona. Quindi è inutile parlare di "pene severe". Con tutti i benefici previsti dalla legge, è possibile tenere qualcuno in galera solo se è un mafioso.

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di Antonio Rispoli
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