Editoriali / L'opinione

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Quando i cartoni animati sono maestri di vita


Nella foto Rei, Asuka e Shinji, i protagonisti di Neo Genesis Evangelion
Nella foto Rei, Asuka e Shinji, i protagonisti di Neo Genesis Evangelion
03/05/2013, 16:42

Capita spesso che, quando un adulto si trovi di fronte ai cartoni animati, liquidi il tutto con frasi del tipo: "E' roba da bambini". 
Beh, una parte lo è. Se si guardano i cartoni animati della Disney - lungometraggi e serie - sono roba per bambini. Lo stesso per quelli della Warner Bros. (Bugs Bunny, Daffy Duck, Wil Coyote, Bip Bip, ecc.) o per quelli della Hanna & Barbera (Flinstones, orso Yoghi, ecc.). Già la tendenza degli ultimi anni, con cartoni animati come i Simpson, Futurama, I Griffin, South Park, dimostra come il pubblico richieda anche altro. Ma questi sono cartoni animati che dimostrano una qualità molto limitata: la qualità grafica è pessima, i personaggi sono stereotipati e sono una caricatura dei vari aspetti dell'americano medio. 
Poi c'è una terza categoria di cartoni animati, che sono quelli legati alla vendita di gadget: roba tipo Winx (legati aklla vendita delle bambole) oppure Pokemon, Yu-Gi-Oh, ecc.. E sono cartoni animati senza una vera storia, servono solo a vendere i suddetti gadget, interessando ragazzi e ragazze con la loro "avventurosità". 
Ma c'è una categoria di cartoni animati pensati e fatti per ragionare. Chiaramente non li si trova negli Usa, ma in Giappone. Certo, non tutti quanti sono didattici. Per esempio, quelli che possiamo vedere in Tv di didattico non hanno niente, sono cartoni animati. Sia se parliamo delle reti Mediaset, sia se parliamo della Rai, sia se parliamo dei canali Sky, abbiamo quasi esclusivamente cartoni animati per bambini o per adolescenti o cartoni animati legati ai gadget. 
Per trovare i cartoni animati didattici ormai bisogna andare nelle videoteche o su Internet e scaricare qualche cartone animato in lingua originale e sottiotitolato. Per carità, si può elencare qualche titolo, che però saranno sconosciuti ai più. Qualcuno ricorderà per esempio quando su MTV trasmettevano Neon Genesis Evangelion, che in questo campo è stato un grande cartone animato, con una introspezione psicologica dei personaggi veramente eccezionale. Ma insegnava a capire le persone, a cercare di andare oltre la facciata. Insegnamenti morali (senza sconfinare nella religione) di rilievo c'erano anche in Death Note. Qui si tocca un tasto che non è raro trovare nei cartoni animati giapponesi: fino a che punto le buone intenzioni giustificano i mezzi? Nel cartone animato, infatti, i protagonisti appartengono a due gruppi: coloro che sono in grado di uccidere le persone, semplicemente scrivendo il nome su un pezzo di carta strappato da un particolare quaderno e coloro che cercano di bloccare gli assassini. Il punto, all'inizio del cartone animato, è che il protagonista uccide solo criminali, gente che è in carcere o che è stata condannata per reati gravi. Il primo per esempio è un uomo che ha sequestrato dei bambini in una scuola elementare. Il protagonista scrive il nome del criminale nel Death Note e così salva tutti. E probabilmente molti concordano. Ma quando poi uccide uno che sta molestando una ragazza? Certo, è un reato. Ma è così grave? E poi può un singolo arrogarsi tale potere? In breve tempo uccide centinaia di delinquenti: ma è giusto? E' lecito? O non è solo un criminale peggiore degli altri? E quando uccide con lo stesso sistema i poliziotti che cercano di catturarlo? E poi la ragazza di uno di loro che sta proseguendo le indagini? Insomma, quando un giustiziere diventa solo un criminale come gli altri? E così via. 
Ma questo è solo un esempio. Andando a cercare tra quello che non è disponibile in lingua italiana (almeno io non l'ho mai visto tradotto), tra i cartoni animati didattici c'è Spice & Wolf, cartone animato dove i protagonisti sono un mercante e uno spirito volpe di sesso femminile. E in ogni puntata ci sono lezioni di economia, oltre ad un po' di avventura e un po' di romanticismo (soprattutto tra i due). Ovviamente tutto in maniera semplificata, ma è fatto bene. 
Poi ci sono molti cartoni animati dove "descrivono" ragazzi e ragazze nei loro tentativi - più o meno imbranati - di instaurare una relazione solida (per lo più ai tempi della scuola). E per certi versi anche quella è didattica, anche se molto approssimativa. Tuttavia questi sono esempi di come i cartoni animati posso anche essere didattici, se si vuole. Naturalmente bisogna avere l'occhio attento e una mente predisposta ad imparare. 
Lascio in fondo un'ultima categoria, quella degli hentai, cioè i cartoni animati hard, vietati ai minori dei 18 anni. Qui di solito non c'è niente da imparare. Sono per lo più un coacervo di luoghi comuni, per lo più maschilisti. A cominciare dal fatto che spesso si vedono donne (o ragazze) che iniziano a subire uno stupro e poi diventano consenzienti per il troppo piacere; e non di rado cominciano ad avere rapporti sempre più frequenti perchè sono alla ricerca di sempre maggior piacere. Una tipica fantasia sessuale maschile, ma che ha rarissimi riscontri (per lo più indice di piccole patologie mentali) nella realtà. Ma anche qui c'è una eccezione, un fumetto e cartone animato, Angel. I protagonisti somigliano molto a quelli di un altro celebre fumetto, Orange Road, ma la storia è diversa: una ragazza torna adolescente nella città che ha lasciato con i genitori da bambina. Vuole trovare il suo amichetto di giochi dell'infanzia, con cui si era scambiata la promessa do rivedersi, dopo che lui le aveva salvato la vita (anche se per caso, ma lei non se n'era accorta). Ma trova un ragazzo incapace, un mezzo disastro a scuola, interessato solo a trovare ragazze con cui fare una sveltina. Lei si trova in una scuola dove ci sono parecchi problemi: violenza tra le ragazze, alle volte anche dei ragazzi, ecc. Ma lei, pur essendo di animo dolce, al momento opportuno sa come usare la violenza; ma la usa solo quel minimo che basta per sistemare la situazione. E alla fine, piano piano, riesce anche a cambiare il cuore del suo ragazzo. Una bella storia di amore, dove il sesso è solo di contorno. Una rarità, in quel settore.  

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di Antonio Rispoli
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