Editoriali / L'opinione

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Chi chiede oggi l'election day lo negò nel 2010.E viceversa

Quando i risparmi dell'election day sono di convenienza


Quando i risparmi dell'election day sono di convenienza
16/11/2012, 17:14

C'è una divertente inversione delle parti politiche, oggi, rispetto a solo due anni fa. Infatti oggi abbiamo il Pdl e la Lega che vogliono un "election day", che comprenda sia le elezioni regionali in Lazio, Molise e Lombardia che le elezioni politiche. Con Alfano che strilla, accusando il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, di voler imporre una tassa di 100 milioni ai cittadini italiani, perchè quest'ultimo invece si è detto d'accordo con la decisione del governo di tenere le due elezioni in date diverse. 
Le posizioni erano diametralmente opposte nel 2010: c'erano le elezioni regionali in 15 regioni (tra cui proprio Lazio e Lombardia) ma c'erano anche i quattro referendum: nucleare, due sulla privatizzazione dell'acqua e l'ultimo sul cosiddetto lodo Alfano, cioè la legge che garantiva a Silvio Berlusconi di bloccare tutti i suoi processi per 18 mesi. E in quel caso il Pdl e la Lega, che erano al governo, si rifiutarono di fare un election day, unificando le due cose. Per cui si fecero le elezioni regionali a marzo e il referendum a metà giugno, con una spesa extra di 300 milioni. Ma allora Angelino Alfano non aveva alcun interesse a risparmiare 300 milioni? 
In realtà ai politici non gliene importa nulla, nè dei 100 nè dei 300 milioni. Il punto è di convenienza: nel 2010 il governo aveva fatto quelle quattro leggi e ci teneva a mantenerle. Perchè le due norme sull'acqua, se non abrogate, avrebbero consentito di far guadagnare milioni alle aziende che avessero acquistato la gestione dell'acqua stessa; idem per il nucleare: gli appalti per la costruzione di una sola centrale superano il valore di 10 miliardi di euro all'estero. Dato che in Italia gli appalti costano più che all'estero, si può anche considerare il doppio di quella cifra. E quindi c'erano molte grandi imprese pronte con forchetta e coltello. Il quarto referendum riguardava personalmente Silvio Berlusconi e quindi anche per questo doveva essere messo a tacere. E quindi si cercò - come sempre sin dagli anni '80 - di impedire il raggiungimento del quorum. Per questo venne fatto a metà giugno, sperando che la gente andasse a mare. Per la prima volta il tentativo fallì: la rete si arttivò e ci furono milioni di persone che fecero propaganda al referendum anche nella vita reale. Ma i costi ci furono e furono affrontati dal governo di allora con una alzata di spalle. 
Oggi invece è tutta un'altra storia. Attualmente il Pdl ha gravissimi problemi, dato che Berlusconi ha quasi completamente abbandonato il partito e molti degli ex AN vogliono fare lo stesso. Si sta cercando di fare qualcosa con le primarie, ma sono fissate per il 16 dicembre. Se le elezioni fossero il 10 febbraio, ci sarebbe la scusa per annullare tutto e a quel punto anche le scissioni rientrerebbero. Ma con le doppie elezioni (10 febbraio regionali e 7 aprile le politiche) il rischio è che possano essere gli stessi risultati delle elezioni di Lazio e Lombardia a spaccare il Pdl. Infatti, non dimentichiamo che il Lazio è una delle roccaforti del centrodestra, data anche la forte presenza dei partiti di estrema destra; e la Lombardia è da decenni un feudo di Roberto Formigoni. Una doppia sconfitta segnerebbe la fine del Pdl. 
Problema simile per la Lega: una sconfitta in Lombardia alle regionali potrebbe suonare uil De Profundis per il Carroccio. Entrambi i partiti quendi arriverebbero alle elezioni politiche ai minimi storici e rischierebbero il Pdl di essere ininfluente e la Lega di non entrare neanche in Parlamento. 
Per questo si sta cercando di modificare la legge elettorale per cercare di diminuire i danni, dato che Pdl e Lega hanno comunque la maggioranza dei Deputati e dei Senatori, ancora per pochi mesi. Ma la stanno modificando per i propri comodi, non per i cittadini. Ed è per i propri comodi che oggi ALfano "cazzea" Bersani accusandolo di voler far spendere 100 milioni in più e due anni fa era per i propri comodi che sosteneva la necessità di sprecare 300 m,ilioni facendo il referendum a metà giugno. 

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di Antonio Rispoli
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