Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Quanto è diffusa la povertà in Italia?


Quanto è diffusa la povertà in Italia?
23/10/2012, 15:33

Può sembrare una domanda sciocca, con risposte del tipo: "Siamo in crisi, quindi è in aumento". Oppure spolverare i dati del Censis. che parla di oltre 10 milioni di persone. 
Ma preferisco farlo con alcuni episodi che mi sono capitati. Per esempio oggi: ho dovuto spostarmi per delle incombenze di lavoro in alcune parti di Napoli. Ho incontrato tre diverse persone, tutte e tre persone anziane, che chiedevano l'elemosina. E si trovavano in tre zone diverse della città. Ma non erano mendicanti abituali, erano vestite potrei dire in amniera quasi normale. Anzi, una era vestita quasi bene, con una gonna pieghettata e un maglioncino rosa, che mi ha chiesto i soldi per poter comprare qualcosa da mangiare. Sinceramente, in tutti i casi mi è venuta in mente una immagine di un vecchissimo film, Umberto D. E' la storia di un pensionato, Umberto DOmenico Ferrari, che non ce la fa a vivere con la sua pensione. Ad un certo punto, cerca di chiedere l'elemosina, ma letteralmente non ci riesce, si vergogna. Queste tre signore mi hanno fatto venire in mente quei tentativi, dignitosi ma disperati. 
Qualche tempo fa poi mi capitò di andare a fare la spesa nel solito supermercato. Vedo un tizio, abbastanza anziano, che stava vicino al reparto dove vendevano cibo per animali. Ma sembrava indeciso, allungava la mano per prendere una scatoletta e poi la ritirava. Un comportamento strano, ma non ci feci molto caso. A pochi metri di distanza, due donne stavano parlando di quell'uomo. Sentii una delle due dire: "Ma da quando ha un cane?". E l'altra: "Ma non l'ha mai avuto. Forse gliel'hanno regalato adesso i figli". In un attimo capii: l'uomo non aveva animali. Se li avesse avuti, perchè tanta titubanza? Semplicemente era entrato per comprare qualcosa da mangiare, ma probabilmente aveva pochi soldi. E quindi ha deciso di comprare il prodotto alimentare più a buon mercato che ci fosse. 
Ora, lasciamo stare cosa ho fatto io in ciascuno di questi singoli casi: è chiaro che non gli ho cambiato l'esistenza. Tuttavia sono episodi significativi. Anche perchè a questi vanno aggiunti i tanti casi di cui parla la stampa: anziani che rubano la scatoletta di tonno per fame, o che frugano tra i rifiuti del supermercato alla ricerca di qualcosa da mangiare; e cose del genere. Senza contare dei tanti (anche impiegati o operai) che mangiano solo grazie alle mense pubbliche della Caritas. Se sommiamo tutte queste persone, a quanto arriviamo? Probabilmente siamo ben oltre le cifre del Censis. 
Eppure nessuno sembra preoccuparsi di queste cose. Non il governo che prima massacra i cittadini con nuove tasse e poi spende un miliardo di euro per l'acquisto di due aerei di lusso per loro. Non il Parlamento, che approva le leggi del governo Monti, ma poi non muove un dito nè per ridurre gli sprechi, nè per fare leggi che puniscano chi ruba i soldi pubblici. Nè i singoli partiti, la cui attenzione è concentrata solo sulle prossime elezioni. 
E quindi i problemi economici si aggravano. Ormai ci sono oltre 4 milioni di persone che hanno un regolare lavoro a tempo indeterminato e full-time ma che hanno bisogno di ricorrere ad aiuti esterni (appunto, tipo Caritas oppure i parenti). Ormai l'emergenza del Paese è questa. Sono i milioni di persone che non è che abbiamo problemi ad arrivare alla quarta settimana o alla terza, ma anche ad arrivare alla seconda o alla prima. Ed è questo il problema che bisogna affrontare. 
Per cui, quando vi parlano di risolvere la situazione tagliando le tasse o vendendo il patrimonio pubblico oppure uscendo dlal'euro, non credetegli. E' gente che non sa quello che dice o, peggio ancora, mente sapendo di mentire. Un Paese in cui un quarto della popolazione non ha di che mangiare tutti i giorni è destinato ad impoverirsi. Bisogna che ci siano i soldi per acquistare il minimo indispensabile. E bisogna che un lavoro sia pagato almeno quanto basta per sopravvivere degnamente l'intero mese. Cosa che del resto è scritta anche in Costituzione, all'articolo 36: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa". Cosa che oggi non avviene, se non in una minoranza dei casi. perchè 400 euro al mese per lavorare 10 ore al giorno in un call center non sono certo uno stipendio dignitoso. 
Ma nessuno se ne occupa di questo. Perchè a nessun politico fa comodo. Se la gente avesse uno stipendio dignitoso, non accetterebbe soldi per votare questo o quel politico; non procurerebbe a questo o quel politico pafcchetti di voti, in cambio di posti di lavoro; se non fosse presa per la gola, non accetterebbe questo schifo di classe politica. E così si continua ad ammazzare la gente, privandola del lavoro, del denaro e, alla fine, della dignità. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©