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Quousque tandem abutere, Berlusconi, patientia nostra?


Quousque tandem abutere, Berlusconi, patientia nostra?
17/09/2013, 18:06

"Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?". Questa la celebre frase contenuta nella Catilinariae, una delle opere lasciataci da Cicerone. E significa: "Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?". 
Beh, a questo punto la stessa domanda la si può fare a Silvio Berlusconi, alla figlia Marina e a tutta la masnada di leccapiedi (dentro e fuori dal Parlamento, con o senza la tessera dell'Ordine dei Giornalisti in tasca) che rompono le scatole da mattina a sera. Fino a quando abuseranno della nostra pazienza? Fino a quando racconteranno balle che poi nessun giornalista smentisce mai, spiegando perchè sono balle? Perchè qui non si tratta di opinioni - che sono sempre ammesse, che siano ragionevoli o meno - ma di pure e semplici menzogne. 
Il clamoroso esempio lo da oggi Marina Berlusconi, in un comunicato sulla sentenza che riduce il risarcimento danni che Fininvest deve pagare alla Cir di De Benedetti a soli 541 milioni. Nel comunicato si legge, oltre ai soliti insulti e le solite diffamazioni contro i magistrati che abitualmentre la famiglia Berlusconi riversa a piene mani: "Oggi la Cassazione aveva la possibilità di cancellare quello che non esito a definire uno scandalo giuridico. Ha deciso di non farlo". In realtà, questa è una colossale menzogna. Infatti il processo civile è un processo per la quantificazione del danno. Cioè c'è una precedente sentenza della Cassazione penale che ha già stabilito che la Fininvest di Silvio Berlusconi ha dato i soldi a Previti affinchè corrompesse un giudice del Tribunale civile che doveva decidere se la Mondadori spettasse a lui o a De Benedetti. Questo è già stato accertato, è accertato giudizialmente che la casa editrice Mondadori, Panorama, e tutti i settimanali di proprietà del gruppo dovessero andare tutti a De Benedetti e che Berlusconi ne ha acquisito la proprietà in modo illegale. Però ha anche stabilito che, data l'entità della cifra, ci fosse un apposito giudice civile che dovesse decidere la somma esatta. In questo editoriale, scritto dopo la sentenza di appello, spiegai perchè pagare 560 milioni di risarcimento fosse un enorme regalo fatto a Berlusconi. A maggior ragione se la cifra è stata ridotta a 541 milioni. Quindi la Corte di Cassazione non poteva annullare il risarcimento. Già i giudici civili hanno violato la sentenza della Cassazione penale, stabilendo una cifra eccessivamente bassa e non seguendo i criteri stabiliti (danno subito e mancato guadagno, il tutto mo0ltiplicato per 20 anni). Ma annullarla proprio no, non potevano farlo. Non si è mai vista in Italia una violazione di legge così profonda a favore di un imputato, se non quando poi si è scoperto che i giudici erano corrotti. 
Discorso simile lo si può fare per la vicenda della legge Severino. Giornalisti e parlamentari al soldo di Berlusconi si affannano a dire che la legge non è applicabile a Berlusconi, perchè il reato è stato commesso 10 anni fa e la legge è del dicembre 2012. E nessun giornalista, nè in TV nè sui giornali che fa notare che anche questa è una menzogna. Infatti la legge Severino non fa mai (e sottolineo MAI) riferimento al reato commesso, ma solo alla condanna. Perchè non è collegata alla commissione di un reato, non è una sanzione inflitta da un magistrato. E' legata ad una condanna e quindi la data di riferimento è la condanna, che nel caso di Berlusconi è arrivata il primo agosto 2013, cioè 8 mesi dopo l'approvazione della legge. Per capirci, facciamo un esempio assurdo. Supponiamo che, per un attacco di pazzia collettiva, in Parlamento venga approvata una legge che stabilisce che ogni primo gennaio coinque cittadini italiani vengono sorteggiati e condannati a 5 anni di reclusione, senza aver commesso alcun reato. Ebbene, in questo caso non ci sarebbe nessun reato; eppure la legge Severino scatterebbe lo stesso, se il sorteggiato fosse un parlamentare. Quindi tutti questi discorsi sui ricorsi alla Corte Costituzionale, alla Corte dei Diritti dell'Uomo e tutto il resto sono aria fritta. Fumo negli occhi degli stolti che ci credono e materiale per i servi e i conniventi per creare un polverone mediatico. Del resto, ho analizzato le varie possibilità in questo editoriale, dimostrando come sono tutte balle. 
Il punto è molto più semplice. Il fatto è che Silvio Berlusconi è una persona che ha sempre violato la legge. Indipendentemente dalle condanne, violava la legge quando negli anni '70 (per sua stessa ammissione), andava dai sindaci dei comuni del milanese "con i soldi in bocca", per avere le licenze edilizie (a me risulta che ci vogliano disegni tecnici e altri documenti); violava la legge quando nel 1974 incontrava boss mafiosi come Bontate e Terenzi, come è scritto nelle motivazioni delle quattro sentenze di condanna di Marcello Dell'Utri; violava la legge quando entrava nella P2; violava la legge (anche se non è stato condannato) quando venivano corrotti a più riprese diversi ufficiali della Guardia di Finanza che indagavano sulle attività del Cavaliere; violava la legge quando David Mills veniva pagato (come dice la sentenza della Cassazione) per andare al processo sulle tangenti di Berlusconi alla Guardia di Finanza a giurare il falso; violava la legge quando faceva falsi in bilancio con le sue aziende (anche se nel 2001 ha fatto una legge che rende impossibile punire chi commette questo reato); violava la legge quando frodava il fisco, come ha stabilito il primo agosto la Cassazione; violava la legge quando pagava la minorenne Karima El Maghroub, alias Ruby Rubacuori, per partecipare ai bunga bunga (come stabilisce la sentenza di primo grado); violava la legge quando telefonava in Questura a Milano per far liberare Karima prima che venisse fotosegnalata e processata per furto; violava la legge quando pagava Sergio De Gregorio per fargli cambiare partito (indipendentemente dal fatto se verrà riconosciuto reato o meno, comunque è una violazione di ogni legge etica); e così via. La differenza qual è? Che negli anni '80 poteva contare su Bettino Craxi che gli faceva leggi ad hoc; negli anni '90 poteva contare sull'aiuto di D'ALema, Veltroni, Napolitano, Violante, ecc. ecc. che gli hanno permesso di quotare Mediaset in Borsa anche se non ce n'erano i requisiti e quindi salvarsi dal fallimento; Il primo decennio del 2000 è stato suo, ha governato quasi sempre lui e si è fatto tutte le leggi che voleva a proprio uso e consumo. Adesso però tutti gli scudi stanno cadendo: il suo potere mediatico vale meno di una volta, dato che Grillo sta utilizzando i suoi stessi mezzi ma sul web, dividendo quindi la platea dei creduloni; con quello è venuto meno anche il suo potere politico (può ottenere qualcosa, ma non più come una volta farsi le leggi su misura); e senza potere politico non riesce più a cancellare i suoi processi, come una volta. Il processo Mediaset è sopravvissuto a ben 15 leggi ad personam che Berlusconi ha usato per cercare di fermare i giudici. Per i suoi processi (una mezza dozzina) per falso in bilancio, è bastata una semplice legge; per essere assolto nel processo per le tangenti alla Guardia di Finanza gli è bastato pagare Mills con 640 mila dollari, fattigli arrivare tramite Bernasconi, ex manager della Fininvest ora defunto. Per il processo Ruby invece cosa ha ottenuto? Solo di essere indagato con tutti i testimoni che ha portato (e che sono quasi tutti suoi dipendenti) e di essere comunque condannato. Ed ora, a causa della legge Severino rischia il peggio: di affrontare questa indagine e i successivi processi senza più poter rinviare le udienze accampando la scusa dei suoi impegni parlamentari. Può essere per esempio intercettato (e si sa quanto Berlusconi ami parlare per telefono di ciò che fa), oppure casa sua può essere perquisita, i suoi conti e i suoi registri contabili possono essere controllati, ecc. Insomma, puàò essere trattato come un cittadino normale. E in questo caso, chi lo salva più dalle conseguenze dei reati che ha commesso? 

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di Antonio Rispoli
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