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Onore a Bersani ed al partito, però nulla di nuovo nel PD

Renzi ha perso, ma resta il vincitore delle primarie


Renzi ha perso, ma resta il vincitore delle primarie
03/12/2012, 16:06

Domenica 2 dicembre 2012 il Partito Democratico ha espresso Bersani come candidato premier alle prossime elezioni politiche dopo due turni di primarie. L’esponente della classe di ferro del centrosinistra ha stracciato il giovane Renzi al ballottaggio, contando sull’appoggio di  Nichi Vendola che gli ha consentito di avere la meglio sul sindaco di Firenze con una percentuale da capogiro: 61% contro il 39% del sindaco di Firenze. La parte del leone l’ha fatta il buon Nichi che ha tradito una strada giovane e congrua alla sua età per preferire quella vecchia e più di sinistra con la quale c’è anche più margine per avviare una trattativa politica. Ma secondo il mio punto di vista, il vero successo di queste primarie è proprio Renzi. Se non fosse stato per lui nessuno avrebbe dato la giusta considerazione a queste elezioni che mediaticamente sono state più rilevanti delle precedenti anche se l’affluenza è stata minore se consideriamo esclusivamente i primi turni avuti nel 2007 e nel 2012. Matteo Renzi, rappresentando il nuovo, ha dato una svolta rivoluzionaria all’interno di un partito che si è dimostrato vecchio non solo nelle persone, ma anche nei modi di condurre la propaganda elettorale a favore dell’uomo di apparato che si è confermato al vertice. Renzi, girando in lungo ed in largo l’Italia, ha avvicinato il PD non solo ai delusi della sinistra, ma anche a quei moderati di destra che purtroppo non hanno avuto riscontro alle promesse del centrodestra vedendo in Renzi la possibilità di un futuro migliore per se e per i propri figli. La vittoria di Bersani ovviamente non rispecchia la volontà dei cittadini nell’indicare l’ex ministro come capo nel governo, ma rappresenta certamente una imposizione di partito che verrà digerita pur di togliere il Governo dalla mano degli attuali tecnici con la speranza di surclassare il morente centrodestra per i prossimi 5 anni. Mentre Renzi ha dichiarato di aver partecipato alle primarie per vincere e non per dire ai suoi nipoti “io c’ero”, i suoi fedelissimi, a sconfitta avvenuta, si sono scusati con gli “avversari da rottamare” per i toni “ruvidi” avuti nel corso della campagna elettorale. Questa giustificazione non richiesta servirà certamente ad aprire una trattativa per chi vuole scaricare il sindaco di Firenze o anche per lo stesso Renzi che potrà essere riciclato come il nuovo proposto dal Partito Democratico. Lo stesso Franceschini, intervenuto in diretta televisiva, ha dichiarato che le primarie sono state vinte non dal migliore, ma da chi aveva le spalle coperte e Bersani, adesso, dovrà dare conto al manuale Cencelli per restituire i favori avuti alle primarie. Se Pierluigi si fosse candidato da solo e se Renzi avesse goduto dell’appoggio del partito, adesso il risultato sarebbe di90 a10. Senza “se” ed i “ma” non si va da nessuna parte e Bersani sarà il prossimo Premier insieme a Vendola ed a Casini. Dunque il gioco delle poltrone non è ancora finito con la “quarta” Repubblica in arrivo, sempre che Berlusconi non candidi Renzi premier, così come malignano i più, togliendo ogni sorta di rivalità in un PDL morente, anzi, morto. 

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di Livio Varriale
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