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Renzi lotta per aiutare Grillo e resuscitare Berlusconi -video



Renzi lotta per aiutare Grillo e resuscitare Berlusconi -video
20/01/2014, 19:13

Finalmente Matteo Renzi dimostra quali sono le sue intenzioni in politica: aiutare Grillo a restare vivo e resuscitare politicamente Berlusconi. E non sono battute. 
Infatti l'incontro che si è tenuto sabato tre Renzi e il Cavaliere ha ottenuto entrambi gli effetti. Il risultato con Berlusconi si è visto. Per prima cosa è corso a casa per registrare un videomessaggio in cui diceva che Renzi è bravissimo, che lui è il fulcro della politica italiana, e che sarà ricordato come un Padre della Patria. Inoltre il giorno dopo i suoi giornali (Libero e Il Giornale) avevano titoli trionfalistici; e lo stesso fanno i Tg di Mediaset e Rai. Dall'altra parte, Grillo ha avuto buon gioco nel ricordare che Berlusconi è un pregiudicato (e lui cosa è, visto che è stato condannato per un incidente stradale in cui rimasero uccise tre persone per colpa sua? Eppure è andato a parlare col Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), che è l'ennesimo inciucio e così via. E si sa che l'obiettivo di Grillo è raccogliere gli scontenti. E questa situazione di scontenti ne crea molti. 
D'altronde l'incontro va al 100% a vantaggio di Berlusconi mentre a Renzi e al Pd creerà solo svantaggi. Perchè quello che pochi hanno capito è che Renzi si sta comportando esattamente come si comportò D'Alema nel 1998, quando insistette con la creazione della Commissione Bicamerale per la modifica della Costituzione di cui assunse la presidenza. Perchè lo fece? Semplicemente perchè riteneva di sfruttare a proprio vantaggio politico il fatto di aver stretto un accordo con il capo dell'allora opposizione e che quindi si faceva quella modifica costituzionale di cui da sempre i politici si riempiono la bocca. Lo stesso per Renzi: vuole i titoli sui giornali, vuole essere quello che fa l'accordo con Berlusconi per cancellare una pessima legge come il Porcellum. Ma tutti ricordano come finì nel 1998: Berlusconi usò magistralmente la Commissione per farsi pubblicità sui giornali; poi, quando quella situazione non divenne più così redditizia, rovesciò il tavolo, lasciando il cerino in mano a D'Alema. E finirà alla stessa maniera adesso. 
Il Cavaliere ha bisogno in questo momento di questo genere di riconoscimenti. Ne ha bisogno per due motivi. Il primo è che non è più in Parlamento, quindi la sua visibilità mediatica è fortemente ridotta, nonostante le sue continue dichiarazioni per mantenere la situazione stabile. Per esempio, adesso ci saranno le elezioni europee e per lui sarà quasi impossibile intervenire a comizi ed incontri politici senza violare la legge ed essere processato per evasione. Non parliamo poi della possibilità di presentarsi alle elezioni, resa inesistente dalla legge Severino, prima ancora che dall'interdizione dai pubblici uffici. Di conseguenza, restare in prima pagina, sia pure a traino di Renzi, è oro per lui. Il secondo è la campagna elettorale alle europee. Cosa c'è di meglio che comparire in TV e sui giornali dicendo, col solito tono piagnucolante, che la magistratura di sinistra ha ordito un complotto contro di lui per favorire il Pd? E che è lo stesso Pd che ha fatto così perchè non ha avuto il coraggio di batterlo politicamente? Insomma, la solita vecchia storia. Poi il resto dello spettacolo sarà a tema: ogni volta che il Pd farà qualche cazzata (e in quel partito ne fanno almeno una al giorno), ci sarà lui a dire: "Guardate quanto sono pessimi, ero meglio io". 
Ma bisogna fare attenzione: l'incontro di Renzi con Berlusconi va anche a favore di Grillo. Perchè lui la sua posizione se l'è scelta: completamente fuori da qualsiasi decisione politica, si limita a stare lì ad urlare ed insultare, senza proporre nulla. Del resto, cosa hanno presentato in quasi 12 mesi i grillini in Parlamento? Meno di una ventina di leggi, nessuna delle quali esaminata. E non si dica che è opposizione: il regolamento della Camera e del Senato stabilisce che ogni tot leggi, ce ne deve essere una dell'opposizione. Quindi, la possibilità di far discutere le loro leggi c'è. Ma i grillini non intendono sfruttarla. Il loro concetto di partecipazione politica è quella di fare casino, insultare, offendere, gridare e poi scrivere su Facebook: "Avete visto quanto siamo bravi?", con immancabile rinvio al blog di Grillo, in modo da far guadagnare soldi al padrone del Movimento. 
Se poi passiamo al merito dell'accordo è ancora peggio. L'idea di una legge come quella proposta, mirante ad eliminare i partitini, oltre ad essere incostituzionale è anche sbagliata. Perchè c'è un principio molto semplice che sembra sfuggire a tutti. La politica non la fanno i partiti o le idee. Non è "Il Capitale" di Marx che decide l'economia di un Paese, nè i libri degli economisti della cosiddetta "Scuola di Chicago". La fanno le persone. E cosa accomuna i nostri politici, indipendentemente dal partito a cui appartengono o le idee che professano? La loro totale assenza di senso dello Stato. Quel senso dello Stato che permetteva a gente del calibro di Togliatti e De Gasperi di darsele di santa ragione in Parlamento, quando si discutevano le leggi e poi, cinque minuti dopo, di decidere insieme come scrivere la Costituzione. Invece i politici di oggi pensano solo al proprio vantaggio economico, e quindi preferiscono essere, come si dice a Napoli, "testa di pulce piuttosto che culo di elefante". Tradotto, preferiscono essere a capo di un partitino indispensabile che non parte di un partito più grande. E questo rende inutile qualsiasi legge elettorale: qualsiasi grande partito si spaccherà, una volta andato al governo. Come è sempre stato con il Porcellum. 

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di Antonio Rispoli
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