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Riappacificare Turchia e Israele? Serve contro Siria e Iran


Riappacificare Turchia e Israele? Serve contro Siria e Iran
23/03/2013, 14:50

E' notizia di ieri la telefonata fatta dal premier israeliano Benjamin Netanyahu al premier turco Recep Tayyip Erdogan, nella quale il primo ha presentato le sue scuse al secondo, per un miglioramento dei rapporti tra i due Stati. Mediatore, il Presidente statunitense Barack Obama. 
I disaccordi tra Turchia ed Israele iniziano nel 2009, quando quest'ultimo Stato lancia un attacco contro Gaza, l'operazione Piombo Fuso. Al termine di due mesi di attacchi, il bilancio è di una quindicina di soldati israeliani morti (tutti uccisi accidentalmente dai loro commilitoni, il cosiddetto "fuoco amico") da una parte; 1500 civili palestinesi uccisi e 5000 feriti dall'altra. La tensione crebbe con la prima Freedom Flottilla, tre navi cariche di aiuti per la popolazione palestinese a Gaza. Erano a 90 chilometri dal loro traguardo, la notte del 31 maggio 2010, quando le tre navi vennero assaltate: le motovedette israeliane ordinarono alle navi di fermarsi e poi elicotteri militari sbarcarono soldati sul ponte delle navi. Il risultato ufficiale di quel blitz fu di 9 morti, tutti turchi (anche se numerose testimonianze parlarono di almeno una decina di persone portate via dai soldati israelini, uccise e poi gettate a mare). L'autopsia rilevò che ognuno dei cadaveri aveva ricevuto una raffica di proiettili alla schiena e al collo da brevissima distanza. Le navi vennero dirottate nel porto israeliano di Ashdod, spogliate del loro contenuto (gli israeliani si presero tutto ciò che c'era di utile a bordo, compresi i pannelli solari delle centinaia di carrozzine per disabili presenti a bordo e il cemento per costruire case) e poi restituite completamente vuote.
Dopo questo episodio, la Turchia presentò formale protesta al governo israeliano, chiedendo le scuse ufficiali, la punizione dei colpevoli e un congruo risarcimento per i familiari delle vittime. Ma Israele, che ha sempre sostenuto che era suo diritto commettere un atto di pirateria internazionale e che i soldati erano stati aggrediti, si è sempre rifiutata di porgere scuse o risarcire chicchessia. E la situazione è rimasta tesa fino ad oggi. Ma perchè Obama ha fatto un viaggio in Medioriente, appositamente per questo? 
C'è da tenere presente che attualmente Israele e Turchia stanno agendo insieme in un campo specifico: la Siria. Infatti il cosiddetto "Esercito Libero Siriano" non è nè libero mnè siriano (se si escludono alcune decine di ufficiali che si sono fatti comprare a peso d'oro). SOno mercenari, per lo più libbici e ceceni, ma anche sauditi, yemeniti e di diversi Stati dell'Africa centrale. Vengono addestrati dalla società statunitense di contractors Blackwater, andata via dall'Iraq per gli eccessi di omicidi, stupri e torture applicate contro i civili. I campi sono messi a disposizione dal governo turco, nella zona di confine con la Siria, protetti da batterie di missili antiaerei e antimissile Patriot. L'armamento viene fornito dagli Usa (che lo comprano in tutto il mondo e poi lo spediscono in Turchia) e da Israele. I soldi li sborsa per lo più il Qatar. Il problema è che i dissapori tra Israele e Turchia rendevano complicato il passaggio delle armi tra i due Paesi, a tutto scapito della rapidità. Una qualità che adesso è necessaria, visto che l'ELS nonostante tutto ha subito notevoli bastoste dall'esercito siriano. Per questo nelle ultime settimane si fa luce la possibilità di un intervento più diretto degli Usa, a sostegno dei mercenari. 
Ma ancora più importante è la Turchia. Infatti Israele è da tempo che vuole lanciare un attacco all'Iran. Un attacco per cui ha sempre chiesto l'aiuto degli Usa che però, tra Iraq, Afghanistan e crisi economica interna, non hanno mai potuto dare. E quindi da tempo Israele progetta un attacco aereo. Una cosa non facile: l'Iran ha una struttura di difesa antiaerea piuttosto roibusta, dato che ha sempre dato la precedenza agli armamenti difensivi. QUindi un attacco aereo sarebbe difficile. Ma ancora più difficile è raggiungere l'Iran. Infatti, la strada più diretta passa sulla Siria, sull'Iraq per poi arrivare all'Iran. Cosa che non è possibile, finchè in Siria resterà Assad. 
Ma c'è una alternativa, per gli aerei israeliani: andare verso nord, sorvolando il confine tra Siria e Libano, fino alla Turchia e da qui, sempre lungo il confine tra Turchia e Siria, arrivare in Iran. Ma gli aerei non hanno così tanta autonomia da fare il viaggio: tra andata e ritorno possono essere anche più di 4000 Km. C'è bisogno di aerei cisterna. Che non sono così invisibili ai radar. Sono enormi aerei da trasporto che devono volare in alto e in zone dove la loro presenza sia giustificabile e dove possono essere protetti dagli attacchi nemici. E quindi è evidente che se Israele vuole tentare un attacco aereo, deve avere una zona dove poter far sostare gli aerei cisterna. E questa zona c'è: sopra il Kurdistan, sopra la zona al confine tra Turchia ed Iraq. Una zona facilmente raggiungibile da aerei che partano da Israele con i serbatoi di riserva; qui fanno rifornimento, attaccano il loro bersaglio in Iran e tornano a fare rifornimento. Dopo di che - ormai notevolmente alleggeriti dal fatto di non avere più le bombe, ognuna delle quali pesa da 300 a 600 Kg, e magari anche i missili - possono dirigersi a casa. Ma è chiaro che c'è bisogno della collaborazione turca: un aereo da rifornimento è come un jumbo jet, ha bisogno di un enorme pista per atterrare e decollare. E queste piste non ci sono sulle montagne curde. Quindi, le piste più vicine sono solo in Turchia. Ma se i rapporti sono tesi, tra Israele e Turchia, come può Ankara consentire ad aerei israeliani di atterrare sul proprio territorio?
Come si vede, l'altruismo Usa. Sempre pronto a passare sui Paesi come una fenice infuocata, che lascia dietro di sè case bruciate, Paesi devastati e civili morti. E quando non può con le armi, lo fa con i soldi, attraverso il Fondo Monetario Intenazionale. 

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di Antonio Rispoli
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