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Risoluzione Unesco su Gerusalemme: quante menzogne si leggono


Risoluzione Unesco su Gerusalemme: quante menzogne si leggono
03/05/2017, 15:55

Ci risiamo. E' brutto dirlo per me, perchè come giornalista mi vergogno profondamente. Ma come uomo, non posso leggere tante menzogne su quello che accade, ancora una volta. 

Dunque, per prima cosa spieghiamo la risoluzione Unesco. Un articolo di Repubblica.it dice che la risoluzione afferma che Israele non ha alcuna sovranità su Gerusalemme. Una menzogna. Attenzione, non un errore. Non un fraintendimento. Non un errore di traduzione dal testo in inglese. Ma una menzogna, voluta, pensata, organizzata e propagandata perchè questo è quello che vuole il governo israeliano. In realtà, la risoluzione condanna Israele perchè continua ad effettuare scavi, tunnel e altri progetti di costruzione intorno alla città vecchia, dove ci sono diversi monumenti sacri alla regione cristiana e alla religione musulmana. Inoltre, si condanna Israele per l'assedio di Gaza, che ormai va avanti da 10 anni e che sta portando alla morte due milioni di civili, colpevoli solo di essere palestinesi. Il tutto senza fornire all'Unesco un resoconto periodico sullo stato di salute degli edifici storici che sono stati dichiarati patrimonio universale dall'Unesco. 

Per capirlo, bisogna ricordare lo status di Gerusalemme. Quando nel 1948 venne creato Israele, Gerusalemme venne divisa in due parti: circa un terzo divenne parte di Israele, il resto continuò a far parte della Giordania, dove la dinastia hashemita si preoccupava di tenere insieme i luoghi sacri ad ebrei, musulmani e cristiani. E le cose continuarono così fino al 1967, quando Israele sferrò un violento attacco militare. Con la scusa che Siria, Egitto, Giordania e Libano volevano distruggere il Paese, l'esercito israeliano attaccò su tutti i fronti, conquistando le alture del Golan siriane, la Cisgiordania e il Sinai fino al canale di Suez. E Gerusalemme faceva parte dei territori che vennero occupati da Israele. Quindi Gerusalemme non è una città israeliana. E' una città conquistata. E' come Parigi nel 1940 o come Roma nel 1943: una città conquistata e amministrata da nemici. E gli israeliani fanno esattamente quello che fa ogni conquistatore: elimina tutto ciò che ricorda i predecessori. E quindi, negli ultimi 50 anni ha gradualmente costruito nuove abitazioni intorno alla città vecchia, dove sono gli edifici storici, alcuni dei quali risalgono a più di un millennio fa. 

Ma c'è una differenza tra Gerusalemme e ogni altra città del mondo. La parte vecchia della città è il fulcro religioso non solo della religione ebraica, ma anche di quella cristiana e di quella musulmana. Cioè è una città sacra per oltre 5 miliardi di persone, due terzi degli abitanti della Terra. Non c'è un'altra città del genere, nel mondo. Quindi, già questo imporrebbe un minimo di cautela. Poi ci sono le leggi. Nel diritto internazionale c'è scritto che una nazione occupante deve conservare il patrimonio storico e monumentale del Paese occupato. Parliamoci chiaramente: che cosa sarebbe Roma se i nazisti avessero raso al suolo il Colosseo, il Pantheon e tutte le chiese di epoca romana e gotica? Pensarte che sarebbe la stessa città di adesso? Invece è esattamente quello che stanno facendo gli israeliani. Non apertamente, non mandano i bulldozer e le ruspe a Betlemme ad abbattere per esempio la Chiesa della Mangiatoia. Ma è solo questione di immagine: sarebbe impossibile evitare che qualcuno riprenda l'accaduto. E questo ne danneggerebbe l'immagine. E per Israele conservare l'immagine di Paese aggredito è fondamentale. 

Ma il governo israeliano non solo non rispetta le altre religioni, ma non rispetta neanche il diritto internazionale. E quindi ha varato una serie di leggi discriminatorie contro i palestinesi, per costringerli progressivamente ad abbandonare le loro case. Dopo di che gli edifici vengono abbattuti e sostituiti da nuovi edifici riservati ad ebrei. Inoltre vengono fatti altri lavori (tunnel e vari scavi) che danneggiano le fondamenta degli edifici storici, ma il cui utilizzo è segreto per motivi militari. Sono tutte cose che vanno contro il diritto internazionale; e se l'Unesco se ne occupa è perchè Israele vuole distruggere tutti i monumenti che non attengono strettamente la loro religione. Attenzione, questo non lo dico così, solo per voler accusare Israele di qualcosa a caso. Negli ultimi anni, decine di moschee e di chiese cristiane sono state distrutte o pesantemente danneggiate a colpi di bombe molotov. I colpevoli sono sempre stati coloni ebrei, ma mai nessuno è stato condannato per questi gravi atti. Anzi, in qualche caso (come quando bruciarono la Tomba di Giuseppe) gli israeliani hanno tentato di dare la colpa ai palestinesi. 

Ma nulla di queste cose compaiono sui giornali. Per trovarle bisogna cercare sui giornali stranieri oppure su siti poco conosciuti, come Nenanews. Oppure cercare i pochi israeliani che scrivono sui giornali delle condizioni vere in cui vivono i non ebrei di Gerusalemme, come Gideon Levy. Ma sono notizie che vanno cercate con attenzione, perchè non si trovano facilmente. Ed è inutile dire che tali siti e tali articoli vengono tacciati di antisemitismo (e mi fa sempre ridere quando tale accusa viene rivolta ad un ebreo di Israele come Levy). Ma la realtà è questa, anche se non se ne parla. Così come non si parla mai di Gaza, salvo quei rari casi in cui viene sparato qualche razzo Qassam (che sono praticamente innocui, a meno che non si ha la sfortuna che ti esplodono tra i piedi). Nè si parla della Cisgiordania, dove le città palestinesi sono chiuse in un reticolato di check point e dove per fare un paio di chilometri bisogna fare anche ore e ore di fila in attesa che qualche soldato ti faccia la cortesia di dedicarti il suo tempo per perquisirti. 

Tornando all'Unesco, nella risoluzione si parla anche di Gaza. E anche qui sono sorti i contrasti, dato che Israele voleva che venisse scritto che le misure adottate contro chi abita in quella zona sono per difendersi dagli attacchi dei razzi Qassam. In realtà, le cose stanno diversamente. La striscia di Gaza è stata chiusa e sigillata (c'è un muro che ne chiude ogni lato) nel 2007, dopo che gli abitanti di Gaza votarono per avere un rappresentante di Hamas come presidente dei palestinesi. Una scelta che Usa ed Israele non accettarono. Il risultato, oltre a settimane di bombardamenti su Gaza, furono l'imposizione ai palestinesi di avere come presidente Abu Mazen. E ci fu questa punizione collettiva per i quasi 2 milioni di abitanti di Gaza, chiusi e prigionieri in un territorio con sempre meno acqua (Israele capta l'acqua di tutte le sorgenti di quella zona), sempr emeno cibo (viene distrutto ogni tentativo di coltivazione) e sempre meno elettricità. E c'è un rapporto dell'Onu del 2015 che afferma che dal 2020 la striscia di Gaza diventerà inabitabile. E anche queste sono cose di cui sui giornali non si parla mai, perchè Israele non vuole. E questo è il leit motiv dei rapporti tra mass media italiani e Israele.

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di Antonio Rispoli
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