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Rispetto per i cittadini, merce ormai sconosciuta tra i politici


Rispetto per i cittadini, merce ormai sconosciuta tra i politici
16/07/2013, 14:36

Ancora una volta, in questi giorni abbiamo assistito ad unoi spettacolo inverecondo: il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli che dà dell'orango al Ministro per l'immigrazione Cecile Kyenge. Tante discussioni, tante parole in libertà, con la Lega (Salvini e l'assessore veneto Stival in primis) e qualcuno di M5S (come la senatrice Fucksia) che hanno sostenuto le parole di Calderoli. E l'ovvia conclusione di oggi, con il leghista che dice che non si dimette. 
Ora, il punto non sono solo gli insulti (e comunque anche quello sono una parte del problema), ma anche il ruolo istituzionale di chi li proferisce. Infatti Calderoli non è solo un importante dirigente leghista, ma è soprattutto il vicepresidente del Senato, cioè ha un ruolo istituzionale. E quindi, quando lui insulta qualcuno (anche quando non si tratta di un ministro, ma di un individuo qualunque) lui rappresenta anche in quel momento 60 milioni di cittadini italiani. Quindi, quando Calderoli insulta, o rappresenta 60 milioni di italiani, facendo quello che loro vogliono; oppure sta mancando loro di rispetto, abusando ella propria carica. Ed è superfluo sottolineare che ci troviamo in questo secondo caso. 
Ma non è un problema solo di Calderoli, bensì di tutta la politica. Ormai l'insulto volgare è diventata la norma con cui i politici si rivolgono tra di loro e verso i cittadini (in particolare quelli che non li votano). In partricolare quando parlano esponenti del Pdl, della Lega e del Movimento 5 STelle; meno negli altri partiti. Eppure tutte queste persone non si rendono conto del danno che fanno. Un danno che potremmo definire di mitridizzazione. Mitridiate era un re dell'antichità che, per evitare di venire avvelenato, assumeva ogni giorno piccole dosi di veleno, aumentandole progressivamente nel tempo, per fare sì che il proprio organismo fosse abituato ai veleni e quindi immune se qualcuno gliene avesse somministrato. La stessa cosa le nostre menti: adesso sono talmente abituate agli insulti che i politici si scambiano, che qualsiasi frase offensiva venga detta da un politico, la consideriamo quasi normale. 
Infatti, anche questa volta è stato così: certo, sul web c'è stata indignazione, da parte dei non leghisti; ma leghisti, qualche grillino ed altri razzisti hanno dato ragione a Calderoli. E quindi si andrà avanti così, dove la riprovazione per un atto sbagliato è mischiata alla partigianeria dell'appartenenza politica. Le cose potranno finire solo quando saranno i militanti leghisti che daranno addosso a Calderoli; oppure quando saranno gli attivisti del Movimento 5 Stelle a dare addosso a Grillo; oppure ancora i militanti del Pdl a dare addosso a Gasparri o alla Santanchè; ecc. 
Na qui torniamo ad un aspetto fondamentale della vita civile (che esiste negli altri Paesi, ma non in Italia): la maturità del cittadino. Una maturità che in Italia è soffocata dalla partigianeria e dal tifo, oltre che dall'egoismo individuale. Detto in termini più semplici: perchè i leghisti non mandano a quelk paese Calderoli? Perchè loro tifano Lega, come tifano per il Verona o per il Milan, ecc. Ma anche perchè sono convinti che il problema numero 1 in Italia siano gli stranieri e condividono gli insulti e le leggi razziali approvate dalla Lega. 
 

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di Antonio Rispoli
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