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Rivolta a Roma contro i rom, una conseguenza inevitabile della politica italiana


Rivolta a Roma contro i rom, una conseguenza inevitabile della politica italiana
03/04/2019, 16:00

Era solo questione di tempo, prima che venisse organizzata una aggressione come quella di Torre Mura a Roma di ieri sera. Che non è solo un episodio isolato, come molti giornali lo indicano; bensì è la logica conseguenza di 30 anni di politica e di cattiva informazione (per non dire di peggio). 

E non è un caso che le prime vittime siano dei rom. Sono l'obiettivo più comodo da secoli, su cui la politica (anche prima che esistessero le elezioni) fa scaricare la rabbia della popolazione. Del resto, proviamo a chiedere a mille persone che ci sanno dire dei rom. Secondo voi cosa risponderanno? Che sono tutti dei ladri, che rubano i bambini e così via. E sarebbe inutile ricordare che nessun rom è mai stato dimostrato che abbia rubato dei bambini. E quando ci sono state sentenze in questo senso (ne ricordo una a Napoli qualche anno fa) in realtà sono state sentenze senza prove. Diciamolo pure: erano sentenze razziste basate sui pregiudizi. Dopo tutto, i rom non hanno i soldi per affrontare le ingenti spese necessarie per un processo di appello ed eventualmente di Cassazione. Ma l'Unione Europea tempo fa fece uno studio sull'argomento. Ed uscì che dal 1950 ad oggi nessun caso di rapimento di bambini è addebitabile ai rom in Europa. Ropeto: non un solo caso dal 1950 ad oggi. 

Sul fatto che rubino nelle case, beh, non lo si può negare. Però ci sono molti casi in cui vengono accusati e magari condannati senza prove. Ricordo un episodio, dove tre donne rom vennero accusate di furto in una casa. Tutto nasce da una telefonata di una signora ai Carabinieri, in cui afferma di aver visto che tre "zingare" erano entrate nel portone del palazzo. Faccio presente che ci troviamo ad agosto, in città, alle tre del pomeriggio, con l'asfalto che bolle letteralmente sotto i piedi. Si può escludere che abbiano solo cercato il fresco? I Carabinieri arrivano dopo pochi minuti e controllano le porte di tutti gli appartamenti dle palazzo. Una delle porte è aperta e all'interno sono evidenti i segni di furto. I Carabinieri allora fanno il giro delle strade limitroife e fermano le donne. Che vengono anche perquisite, ma non hanno addosso nè refurtiva nè arnesi da scasso. Nonostante questo è stato fatto il processo (dal quale comunque sono uscite assolte), basato praticamente sull'assenza di prove. E perchè sono state fermate? Perchè ovviamente per i Carabinieri (che sono persone, quindi anche loro agiscono a volte sulla base dei pregiudizi) bastava il fatto che fossero rom per essere sospette. 

Ma la percentuale di rom che commettono reati (parliamo di reati veri, non le accuse di accattonaggio, per esempio) non differisce da quella di qualsiasi altro gruppo etnico, italiani compresi. Cioè se prendiamo 1000 rom o 1000 italiani, statisticamente abbiamo comunque in ciascun gruppo 60 criminali (intendendo coloro che commettono reati come l'omicidio, la rapina, lo spaccio all'ingrosso di droga, lo stupro, ecc.). E' chiaro che mi piacerebbe dire che vorrei che criminali non ce ne fossero, ma quello è un sogno utopistico che non succederà mai. Ma il fatto che non ci sia differenza tra italiani non rom e rom significa che la paura nei loro confronti è esagerata e ha una base razzistica. Dopo tutto noi non sfuggiamo al nostro vicino di casa solo perchè italiiano. Giusto? 

Il problema è che l'Italia è prigioniera di una politica basata sul razzismo. Non solo contro i rom, ma anche verso altri gruppi. Prima erano i meridionali, poi gli albanesi, poi di nuovo i meridionali, adesso gli africani. E attenzione, non parlo solo della Lega, ma anche di tutti i partiti e organizzazioni fasciste. E anche partiti che si professano di centro come Forza Italia. A dare ampia voce a questa politica becera sono stati tutti i giornali che contano e tutte le Tv. Nel dare peso alla nazionalità dell'imputato in alcuni casi oppure nel dare un certo tipo di notizia di cronaca nera quando il colpevole era straniero e non quando lo stesso fatto veniva commesso da un italiano, per esempio. Oppure nel permettere che esponenti di partiti fondati sul razzismo andassero in Tv a raccontare bufale per istigare la gente all'odio senza contraddittorio. Ed infine nel permettere il diffondersi di una certa terminologia. Per cui oggi picchiare una persona di colore significa "difendere la patria", mentre chi chiede il rispetto dei diritti è un "buonista radical chic" (solitamente identificato con la sinistra). Queste sono parole che ho sentito nei talk show non solo oggi, ma negli ultimi decenni. E mai, mai, mai, assolutamente mai ho sentito il conduttore dire una sola parola contro questo utilizzo distorto dei termini. 

Ma il problema è anche che gli italiani sono razzisti. Sono profondamente e indubitabilmente razzisti. Non solo chi vota a destra, ma spesso anche chi vota a sinistra. E' inutile raccontare la balla degli "italiani brava gente". Non lo siamo e non lo siamo mai stati. Perchè questo che oggi è diretto contro rom e africani non è un sentimento diverso da quello che 50 anni fa spingeva in Lombardia e in Piemonte a scrivere annunci con postille tipo "Non si affitta a meridionali". O che faceva scrivere ai proprietari di alcuni bar e ristoranti: "Vietato l'ingresso ai cani e ai meridionali". E' cambiato solo l'oggetto del razzismo, non il razzismo in sè. Perchè la gente non sa nulla, odia in base ai pregiudizi. Io ricordo un servizio di un Tg di un po' di tempo fa, quando la Lega voleva mettere i cartelli stradali in dialetto. Il giornalista intervistò un paio di persone e uno di loro rispose: "Ma perchè noi non possiamo farlo? Al sud lo fanno ovunque...". Ora io sfido chiunque a girare ogni singolo comune del sud alla ricerca di un solo cartello stradale in dialetto. Però quella persona, che probabilmente non era mai stato a sud di Roma, ne era convintissimo. 

Perchè questo è il problema di base: l'ignoranza. Una ignoranza che non va confusa con la mancanza di un titolo di studio. Si può essere laureati con 110 e lode e rimanere ignoranti lo stesso. Perchè la conoscenza (la cui mancanza è l'ignoranza) è qualcosa che va al di là del titolo di studio. Per esempio quanti sanno quali sono le abitudini e le tradizioni dei rom? Quanti sanno la differenza tra un rom e un sinti? Scommetto che molti alla prima domanda risponderanno che rubano i bambini per mandarli a chiedere l'elemosinae che vanno a rubare nelle case. Ma come ho detto, la prima è falsa e la seconda è vera, ma riguarda una minoranza. Dopotutto, parliamoci chiaramente: se voi aveste un negozio o una fabbrica, assumereste un rom? Sareste capaci di superare il vostro razzismo per assumerlo? Ne dubito. E se voi siete così, perchè gli altri devono essere diversi? E' chiaro che se uno non può lavorare, per vivere deve arrangiarsi. Come? O ruba o chiede l'elemosina oppure va a fare il trovarobe e vende quello che recupera dai cassetti della spazzatura o dai contenitori di vestiti per i poveri. Non è che hanno molte possibilità di scelta. 

A me capitò un episodio che mi colpì, una volta. Ero in Tribunale poco prima dell'inizio dlele udienze, quando un signore si avvicinò per chiedermi informazioni. Era stato accusato di un abuso edilizio ma non sapeva cosa fare. Purtroppo aveva ignorato sia la notifica dell'iscrizione nel registro degli indagati, sia quella dell'udienza per il rinvio a giudizio. Quindi non sapeva cosa fare. Gli spiegai che avrebbe dovuto affrontare un processo per quell'abuso edilizio, ma gli dissi anche che non ero un avvocato. Per fortuna vidi che stava passando un avvocato che conoscevo, abbastanza bravo e che spesso si occupava di fare l'avvocato d'ufficio. Quindi consigliai al signore di andare da quell'avvocato per vedere se poteva difenderlo. Ovviamente a quel punto sapevo che era un rom, alcuni cognomi sono significativi. Ma chiaramente questo non mi creava nessun problema. Verso metà mattinata vidi di nuovo questo signore che mi si avvicinò per ringraziarmi: l'avvocato era riuscito a farlo assolvere. Ma quello che mi colpì fu sia il tono che lo sguardo: era come se fosse stupito del fatto che io l'avessi aiutato sul serio, forse si aspettava che lo dileggiassi o peggio. Tanto che mi invitò addirittura da lui (invito che ovviamente accettai, non potevo essere scortese). Come si vede un comportamento normale. E nè lui nè altre persone all'interno del campo rom tentarono di rapirmi (forse perchè sono troppo grande per essere rapito) o di derubarmi. Esattamente come succederebbe ovunque. 

Il fatto è che la gente parla senza sapere. E' questa l'ignoranza. Non la presenza o meno del titolo di studio, ma il parlare o meno a ragion veduta. Quando ho pensato questo editoriale, pensavo di dilungarmi in una spiegazione della mentalità dei rom. Ma poi ci ho ripensato. In fondo non ne so abbastanza da considerarmi un esperto. Allora lasciamo stare. E' questo il modo di ragionare di una persona colta. E la seconda cosa da fare per non mostrare di essere ignoranti è di non lasciarsi travisare dai pregiudizi. Ognuno di noi ne ha, è inutile nasconderci dietro un dito. L'importante è non lasciare che ci condizionino. E soprattutto, non lasciare che i politici e i giornalisti che vogliono manipolarci usando la paura e l'ignoranza abbiano successo. Con me non l'avranno, perchè io verifico ogni cosa che dicono. E quindi non mi lascio manipolare. 

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di Antonio Rispoli
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