Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Salvini e Di Maio caricano a testa bassa contro la Ue


Salvini e Di Maio caricano a testa bassa contro la Ue
19/06/2019, 16:19

Negli ultimi tempi si moltiplicano gli attacchi del governo contro l'Unione Europea. Non sono mai attacchi diretti, non c'è Salvini o Di Maio che mandano direttamente a quel paese la Merkel o Juncker. Ma la sostanza non cambia. Tuttavia appare evidente che la loro è una tattica di esasperazione: cercano di fare in modo che sia l'Europa a cacciarci. O quanto meno, costringerla ad assumere provvedimenti duri in modo da poter dire agli italiani: "Vedete che sono loro che ci odiano? O ci sottomettiamo oppure ci schiacciano". 

E quindi ecco argomenti apparentemente di discussione interna. Prendiamo il bilancio dello Stato. C'è un dato oggettivo: servono 23 miliardi nel 2020 per evitare che aumenti l'IVA e non si possono prendere a deficit (perchè altrimenti l'aumento dell'IVA scatta in automatico). Se il governo non vuole cancellare reddito di cittadinanza e quota 100, dovrà trovare almeno 5 o 6 miliardi (e non sono di più solo perchè sono stati messi tanti e tali di quei paletti che la platea di utilizzatori di questi due leggi è estremamente ridotto) per rifinanziarli, visto che sono stati finanziati solo per il 2019. E c'è la promessa di Salvini di introdurre la flat tax (che poi non sarà una flat tax, ma lasciamo perdere), che dovrebbe costare da 12 a 15 miliardi, secondo le previsioni della Lega. Come si vede, sto prendendo in esame solo le voci che provengono dal governo, in modo che non mi si possa tacciare di voler descrivere una realtà diversa. 

E, sempre riportando le parole di membri del governo, è stato affermato che l'Iva non verrà aumentata, che le altre tasse non verranno aumentate, che non verranno fatti tagli al welfare e che la flat tax verrà introdotta per diminuire le tasse. E' chiaro che c'è qualcosa che non va: bisogna aumentare le entrate e loro promettono di non aumentarle e di non ridurre la spesa? L'unica soluzione per risolvere questa situazione è prendere soldi a prestito. Cioè fare l'unica cosa che l'Unione Europea ci ha sostanzialmente negato. E' evidente che se le cose stanno così, è il governo italiano che cerca lo scontro. Ma loro camuffano le loro motivazioni. "Se l'Europa mi dice di non far mangiare i miei figli, io non posso darle retta", ha detto Salvini qualche giorno fa, sottolineando come tutti gli italiani sono figli suoi. A parte la facile presa in giro basata su queste parole, c'è un discorso sostanziale da fare: l'Europa non ha mai detto che gli italiani devono soffrire la fame. Ha solo detto che non possiamo fare molti altri debiti, perchè se il nostro debito sale troppo, noi non potremo contare sul loro aiuto per qualsiasi cifra. E che quindi il governo italiano può fare tutte le spese che vuole, basta che trovi le coperture. 

Ma presentare l'Europa come quella cattiva, quella che vuole distruggere l'Italia, quella che ci è contro, fa parte della narrazione di questo governo. Che basa tutto sull'eleggere dei nemici e dire: "Votateci e noi vi difendiamo da questi nemici. Altrimenti vince chi è dalla loro parte e poi ci fa finire come la Grecia". Anche se la Grecia cresce di oltre il 2% all'anno, quindi tanto male non è. In realtà questo è uno degli argomenti su cui l'Italia cerca lo scontro. Però cercando di fare in modo da poter dare la colpa all'Unione Europea. In realtà, evitare di aumentare il debito pubblico è una misura di buon senso. Anche senza entrare nel merito delle misure proposte, comunque se uno è indebitato e aumenta le spese senza aumentare prima le entrate, siamo sicuri che troverà chi gli presta i soldi? Voi prestereste i vostri soldi a chi è già strapieno di debiti? Quindi gli avvertimenti della Ue sono solo di buon senso. 

Altro esempio che dimostra come M5S e Lega lavorino contro la Ue sono i continui apprezzamenti per Donald Trump e Vladimir Putin. Cioè per coloro che hanno tutto l'interesse nello sfasciare l'Unione Europea, inquanto preferiscono vedersela con una miriade di staterelli deboli piuttosto che non con una associazione forte. E senz'altro sono due modelli che non potremo mai avere come riferimento. Il modello statunitense perchè basato su uno stato di guerra o comunque di tensione fortissimo; e il modello russo perchè è di fatto è una dittatura. Ed è complicato introdurla in Italia, anche se Salvini ci sta provando, dopo che ci hanno provato sia Berlusconi che Renzi. 

Ma anche la faccenda dei minibot rientra in quest'ottica. Perchè sono anni che Borghi - considerato la mente economica - illustra la sua idea di uscita dall'euro. La prima fase consiste ovviamente nel convincere le persone che stare nell'euro è negativo; e questa è stata la cosa facile, dato che tutta la destra (Lega, Forza Italia, Pdl, AN, Fratelli d'Italia, ecc.) lo ripete da più di 20 anni, cioè da prima che ci entrassimo. Poi bisogna uscire dall'euro all'improvviso, senza preavviso. Ma per evitare che la gente si trovi senza soldi, serve qualcosa da poter utilizzare mentre si stampano le nuove banconote. E qui entra in ballo il minibot. Creando questa valuta alternativa, si può usare questo (ce ne sarebbero in circolazione circa 65 miliardi, poco meno degli 80 miliardi che sono il valore medio di banconote in circolazione in Italia) insieme ad un aumento temporaneo di monete per i giorni di "transito" tra le due valute. E realizzare il piano di Borghi: chiudere le banche il venerdì pomeriggio con l'euro, fare un decreto la domenica sera e riaprire il lunedì con la lira (o comunque si vorrà chiamare la nuova valuta). Ingannando così sia i cittadini che l'Unione Europea. 

Chiaramente, per evitare di essere linciati da una folla tumultuosa prima che il lunedì finisca, il governo dovrà prima fare in modo che la massa sia d'accordo nel farlo. E quindi che accetti il fatto di una guerra in corso con la Ue, guerra di cui il cambio di valuta è solo un passo. E naturalmente la massa deve essere convinta che la colpa sia della Ue. In questo senso, quello che è accaduto in Grecia viene usato molto bene. La Grecia era in crisi già nel 2007, quando le azioni della Lehmann Brothers veleggiavano verso i 66 dollari l'una e nel mondo si parlava di crescita economica e non di recessione. Era in crisi quando aumentarono le tase alle università, scatenando delle violente proteste che portarono alla morte di alcune decine di studenti uccisi dalla Polizia. E fu un Paese in crisi e con un altissimo debito pubblico quello che venne colpito dalla crisi economica del 2008. Ma questa parte la si cancella, si racconta che fu l'Ue e l'uso dell'euro a mandare in crisi la Grecia. In realtà, la Grecia fu salvata dalla Ue. certo, non è stato un salvataggio ben fatto. Ci sono centinaia di critiche che si possono fare alle decisioni suggerite dalla Troika; critiche che, se ascoltate in tempo, avrebbero permesso ai greci di avere meno sofferenze. Ma il risultato è stato positivo, dato che adesso la Grecia ha un debito pubblico inferiore al 2008 e cresce del 2% e oltre l'anno. 

Ma la Grecia nel 2008 era già sotto terra, economicamente. I politici da decenni usavano i soldi pubblici per fare assunzioni di gente che non lavorava ma prendeva un lauto stipendio. Per i dipendenti pubblici c'erano addirittura bonus per il solo fatto di presentarsi al lavoro o di arrivare in orario. Era chiaro che non poteva reggere in eterno un sistema del genere. E infatti crollò. Ma sarebbe crollato comunque. 

A questo poi si aggiungono le bufale sul fatto che uno Stato che stampa moneta non può fallire, per esempio. Però questo argomento non riesce a fare presa fino in fondo. E lo dimostrò proprio la Grecia: quando Tsipras annunciò il referendum che poteva far uscire il Paese dall'euro, cominciò una corsa agli sportelli bancari per ritirare i propri soldi, che costrinse il governo a chiudere le banche per più di 6 mesi. E questo è un punto a favore del buon senso. Ma forse è l'unico, tra i cittadini della Ue...

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©