Salvini: “I migranti non vengono da Paesi in guerra“. Davvero? - JulieNews - 1

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Salvini: "I migranti non vengono da Paesi in guerra". Davvero?


Salvini: 'I migranti non vengono da Paesi in guerra'. Davvero?
16/07/2018, 15:52

Quando la settimana scorsa il rimorchiatore italiano Vos Thalassa salvò 67 migranti, il Ministro dell'Interno Matteo Salvini pubblicò questo tweet, di cui ho fatto lo screenshot. Fa l'elenco delle nazionalità dei migranti salvati e poi alla fine aggiunge: "In quali di questi Paesi c'è la guerra?". Sottintendendo ovviamente che la risposta è "Nessuno". 

Ma è proprio così? No. Vediamo la situazione Paese per Paese, usando lo stesso ordine usato da Salvini. Cominciamo col Pakistan. C'è la guerra? Sì. Ci sono molte zone - soprattutto quelle rurali - dove c'è una vera e propria guerra contro i cristiani. Così come ci sono altre zone dove ci sono bande di estremisti cristiani che entrano nei villagi abitati dai musulmani ed uccidono gli abitanti. E in quanto a crudeltà non hanno nulla da invidiare all'ISIS: non di rado le persone "accusate" di essere musulmane vengono bruciate vive come eretici. Certo, non c'è stato nessuno che ha presentato una formale dichiarazione di guerra; ma le persecuzioni per motivi religiose sono così diverse? Poi ci sono due egiziani. E per l'Egitto non abbiamo una situazione tranquilla. L'abbiamo visto con il caso Regeni, ucciso probabilmente dalla Polizia. Ma non è che se la prendono solo con gli italiani, ovviamente. E quindi ci sono ottimi motivi per volersene andare dal Paese, se non si è fedelissimi del generale Al Sisi. Non c'è guerra? Beh, è discutibile. Se rischi di beccarti una pallottola in testa, che ci sia una guerra dichiarata o meno, cambia poco. 

Poi ci sono 10 persone della Libia. E qui la situazione è conosciuta. C'è una guerra civile in atto sin da quando Gheddafi è stato ucciso nel 2011. E qui la guerra c'è sul serio. Praticamente ufficiale. Poi ci sono i palestinesi. I quali vivono in territorio occupato dall'esercito israeliano. E come raccontano anche le cronache di tutti i giorni, la loro non è una vita. Si svegliano la mattina senza sapere se la sera potranno tornare a dormire oppure se incroceranno un soldato che gli punta il mitra addosso e spara. E vanno a dormire la sera senza sapere se durante la notte gli aerei militari israeliani decideranno di sganciare qualche tonnellata di tritolo sulla loro abitazione. Anche qui: non è guerra dichiarata formalmente. Ma è come in Italia durante l'occupazione nazista tra il 1943 e il 1945. Nelle zone occupate, possiamo dire che non era una situazione da guerra? Quando i nazisti uccisero 335 persone alle Fosse Ardeatine oppure fecero la strage di Sant'Anna di Stazzema, non erano situazioni di guerra? E per i palestinesi è la stessa cosa. Solo che per loro l'occupazione dura dal 1967. Il che vuol dire che oggi penso che non ci sia nessun palestinese che ricordi quando vivevano liberi e non oppressi da Israele. 

Per finire 12 persone dal Sudan. Anche qui, chi legge i giornali sa che il Sudan è stato scosso nelle ultime decine di anni da una serie di guerre civili, che hanno portato addirittura alla creazione di un nuovo Stato, il Sud Sudan. E se dico "Darfur", a qualcuno scatta un campanello? Il Darfur è una regione del Sudan. E il genocidio del Darfur è costato oltre 400 mila morti in 15 anni, oltre a 300 mila morti per malattia e a 2 milioni di sfollati. Anche qui: non è una guerra ufficialmente dichiarata, ma c'è tanta differenza? C'è un solo motivo per cui uno debba stare lì ad aspettare la pallottola che decreti la fine? Ed infine lo Yemen, altro luogo dove è in corso una guerra etnica, mai dichiarata, non ufficiale, ma che vede il governo yemenita appoggiato dal governo dell'Arabia Saudita contro gli Huthi. Anche qui: uno deve aspettare la pallottola che lo ammazzi o è autorizzato a cercare di scappare? 

Volendo puntualizzare possiamo dire che in Marocco e in Algeria non ci sono eccessivi problemi (anche se in Algeria ci sono sacche di estremismo islamico), mentre in Ciad ci sono bande di estremisti islamici al confine meridionale del Paese, oltre ad una povertà inimmaginabile (ogni anno centinaia di persone muoiono di fame). E che anche in Bangladesh c'è solo una immensa povertà. Quindi, come si vede, possiamo dire tranquillamente che più di 50 dei 67 migranti vengono da guerre. Come ho già detto: non sono guerre dichiarate, ma sono guerre di fatto. 

Eppure, Salvini nel suo tweet dimostra di non saperlo. E dimostrano di non saperlo tutti coloro che sostengono questo governo e che hanno applaudito la decisione. Per loro tutti questi sono "migranti economici", cioè gente che se ne va da casa alla ricerca di un lavoro. Ma parliamoci chiaramente: immaginiamo di voler cambiare lavoro. Come facciamo? Prendiamo il treno per andare magari in Francia o in Germania. Se abbiamo qualcosa di soldi in più, prendiamo l'aereo per andare a provare a trovare lavoro in Gran Bretagna. Ma chi è che per guadagnare 3 o 400 euro al mese in più rischia la vita? Veramente voi ritenete che la vostra vita valga qualche centinaio di euro? Non credo. Ed un africano non ragiona in maniera differente da noi. Non rischiano la vita nè rischiano la vita dei propri figli per una manciata di euro. Se attraversano il deserto, se accettano di attraversare il Mar Mediterraneo su un guscio di noce, non lo fanno per qualche euro in più. Anche perchè quando arrivano,parliamoci chiaramente, a cosa possono aspirare? A raccogliere pomodori o pesche a 2 euro l'ora? A vendere borse taroccate o fazzolettini di carte sulle spiagge italiane? Questi non sono miglioramenti economici, rispetto ai loro Paesi. Ma se li accettano, è perchè qui da noi sanno che possono vivere senza temere per la loro vita. Sanno che possono andare a dormire senza rischiare di essere uccisi nel sonno. 

Ma se le cose stanno così, perchè le statistiche dicono che solo pochissimi dei migranti che lo chiedono hanno diritto all'asilo in Italia? E qui sta il trucco. Infatti, a decidere se un richiedente asilo ha diritto o no è un regolamento fatto nel 2010 dall'allora Ministro degli Interni Roberto Maroni. Guarda caso, della Lega. Ed è una legge che riduce ai minimi termini la possibilità di ottenere asilo. non voglio entrare nei dettagli tecnici, che annoierebbero chi mi legge; ma la sostanza è che ci vuole una guerra ufficiale e dichiarata per ottenere tutela. Prima ho elencato i problemi dei vari Paesi da cui provengono i 67 migranti. Ebbene, gli unici che quasi sicuramente avrebbero diritto all'asilo politico sono i libici. Per tutti gli altri, non sono così sicuro che possano avere asilo. Eppure il Darfur non me lo sono inventato io; così come non me li sono inventati io i 150 e oltre morti a Gaza negli ultimi 3 mesi. Giusto per fare due esempi. Quindi non è che il diritto di asilo non viene concesso perchè sono migranti economici; non viene concesso per una precisa scelta politica. Perchè non si vuole che queste persone si salvino. Perchè ci sono partiti, come la Lega, che sull'odio verso i migranti ci costruiscono l'80% della propria propaganda. E quindi i cadaveri sono voti. Più un Salvini fa annegare i migranti nel Mar Mediterraneo, e più i leghisti applaudono e lo votano. E non solo i leghisti, perchè ci sono tante persone che sono piene di ignoranza e di odio razzista. 

Quindi, è inutile dire: "Ma questi vengono in Italia solo per delinquere". E' inutile dire: "Questi non scappano da guerre". E' inutile dire: "Sono solo dei migranti economici". E' inutile semplicemente perchè non è vero. Per carità: una certa dose di delinquenti c'è. E' inevitabile. Ma parliamo di una percentuale minima, circa il 6%; percentuale praticamente identica a quella di italiani che delinquono. La percentuale di migranti economici è praticamente inesistente. Oltre il 90% sono persone che scappano dalla morte. Morte per proiettili, morte per torture, morte per fame... cambia poco. L'importante è sopravvivere. Ed è per questo che vengono in Italia: per sopravvivere. 

In realtà, la situazione dei migranti venne descritta magnificamente da Staino in una vignetta. In cui si vede Ilaria, la figlia di Bobo (il protagonista di tutte le sue vignette) che parla con un ragazzo africano che si appresta a salire su una imbarcazione e gli dice: "Ma perchè rischiate tanto, se sapete che forse morite?". E il ragazzo africano risponde: "Per quel 'forse'". Perchè sì, il punto è tutto lì. Se attraversano il deserto del Sahara e il Mediterraneo, forse muoiono. Se rimangono nel loro Paese, sicuramente muoiono. E allora, tra la morte certa e la morte probabile, meglio quella probabile. E questo è lo stesso motivo per cui non c'è deterrenza. Non c'è la possibilità di spaventarli mettendoli in galera: la peggiore galera italiana è un paradiso, rispetto al loro Paese. E anche quello che stanno facendo Salvini e Minniti prima di lui, cioè allontanare le navi delle Ong e impedire alle navi della Guardia Costiera di andare a salvare i migranti, non spaventa nessuno. Loro comunque sono morti. Morire annegati non è peggio che essere colpiti da una raffica di mitra. 

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di Antonio Rispoli
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