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Salvini-Di Maio: governo a rischio?


Salvini-Di Maio: governo a rischio?
31/07/2019, 15:55

Ogni giorno, leggendo il giornale, ci sono dichiarazioni di Salvini contro Di Maio e il Movimento 5 Stelle oppure viceversa. E questo fa sì che puntualmente ci sia qualcuno che paventa una crisi di governo. Quanto sono fondate queste paure? 

Innanzitutto, non è facile che questo governo crolli. E il motivo è semplice. Da una parte c'è il Movimento 5 Stelle che è troppo affezionato alle poltrone. Perchè, al di là delle dichiarazioni, gli esponenti del Movimento 5 Stelle sanno benissimo che, finita questa legislatura, quasi tutti torneranno a casa. E quindi ognuno di loro ha interesse a che questa legislatura duri il più a lungo possibile. Del resto a chi piacerebbe abbandonare il lusso che comporta una paga che - tra stipendio, diaria, rimborsi e benefit vari - da 15-20 mila euro al mese? Per questo continueranno a fare dichiarazioni contro la Lega, continueranno a protestare contro le leggi che la Lega vuole approvare ma poi voteranno a favore; e più in generale faranno l'impossibile perchè il governo mantenga una maggioranza. Anche se cercheranno di limitare i danni con video e link di vario tipo per continuare a dire: "Noi siamo diversi da loro". 

Dall'altra parte abbiamo la Lega che sta giocando una partita di ben altro livello. Infatti Salvini, sin da quando è diventato segretario della Lega, ha puntato ad espandere il partito anche al sud. E una volta al governo, ha continuato lungo questa strada, con l'evidente intenzione di assumere il potere conquistando la maggioranza assoluta in Parlamento. Un obiettivo dal quale non è così lontano, ma che potrebbe diventare irraggiiungibile se portasse alla caduta del governo. Sarebbe facile a quel punto montare una campagna denigratoria che faccia perdere alla Lega quel minimo vantaggio che può portare la Lega al successo. Quindi anche la Lega non ha interesse a far cadere il governo, a meno che non si presenti un'occasione particolarmente buona, che consenta di non perdere consensi. 

Questo non significa che la Lega mantenga la maggioranza sempre e comunque. Per esempio, una occasione potrebbe capitare a fine anno. Se la Lega presenterà una finanziaria fatta tutta a deficit (ricordiamo che tra l'abolizione dell'aumento dell'Iva, la flat tax, quota 100 e reddito di cittadinanza, il governo dovrà trovare circa 40 miliardi, la seconda finanziaria più grande della storia repubblicana dopo quella da 92 mila miliardi di lire fatta da Amato nel 1992, cioè quella in cui il governo prese i soldi dai conti correnti dei cittadini), potrebbe trovare l'opposizione dell'Unione Europea, scatenando una diatriba che dia alla Lega quei consensi che potrebbero convincere Salvini a far cadere il governo. 

Come si vede, è una situazione che definirla incerta è un eufemismo. Mentre invece certo è quello che succederebbe dopo. Ovviamente escludo la possibilità di un diverso accordo tra la Lega e Movimento 5 Stelle. Sarebbe deleterio per entrambi i partiti. Improbabile anche un accordo tra Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Tutti e tre i partiti messi insieme non raggiungono la maggioranza nè al Senato nè alla Camera. Dovrebbero poter contare anche sul supporto di una parte dei grillini, che potrebbero decidere di prolungare la propria esperienza di parlamentare in questa maniera. Dopo tutto, non hanno nulla da perdere. Comunque molti di loro, come ho dteto, non verrebbero rieletti, quindi perchè non farlo? 

L'opzione più chiacchierata è anche la meno probabile. Mi riferisco all'ipotesi (sostenuta di continuo dagli esponenti dei partiti di destra e dai giornalisti che sostengono quei partiti) di una alleanza tra M5S e Pd. A parte che la maggioranza sarebbe troppo risicata, ma un accordo tra quei due partiti è virtualmente impossibile. Innanzitutto perchè non hanno nessun punto programmatico in comune, visto che M5S è un partito fascista e il Pd un partito di centrodestra. E poi perchè la base del Pd non accetterebbe mai una simile alleanza. Troppi gli insulti e le fake news che hanno dovuto ingoiare da parte del Movimento 5 Stelle, per poter dare il loro ok ad un tale accordo. Per carità, magari Zingaretti potrebbe pure farlo. Ma il giorno dopo nei sondaggi il Pd scenderebbe al 3% o giù di lì. E Renzi avrebbe la scusa buona per lasciare il Pd e formare un proprio partito. Insomma, appare difficile che possa funzionare. La stessa cosa vale nel caso di un governo tecnico (è stato fatto il nome di Draghi, in questo senso). 

Quindi, in caso di cambio di governo, l'ipotesi più probabile è quella di un nuovo voto. Nuovo voto che, in base ai sondaggi attuali, vede come ipotesi più probabile una vittoria della Lega, con o senza l'appoggio di Fratelli d'Italia (Forza Italia è ormai destinata a sparire, è sotto il 7% e ad ogni rilevazione continua a scendere). Il che significa un peggioramento di tutta la condizione dei cittadini italiani. Ma questo è quello che vogliono e si sa che in democrazia non vincono mai le scelte più intelligenti.

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di Antonio Rispoli
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