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Scampia: la reazione dello Stato tra polemiche e proclami


Scampia: la reazione dello Stato tra polemiche e proclami
31/08/2012, 12:27

NAPOLI – All’indomani del summit sull’ordine e la sicurezza in prefettura scoppia la polemica sul mancato arresto, almeno per il momento, di circa 200 boss ancora a piede libero. Dito puntato contro la procura napoletana guidata da Giovanni Colangelo che non solo difende il lavoro certosino dei Gip, ma evidenzia  i tuor de force per assicurare alla giustizia gli esponenti della criminalità. Intanto il governo pensa di blindare Scampia, anche se per il momento non si parla di un impiego diretto dell’Esercito così come richiesto a gran voce dal presidente dell’ottava Municipalità Angelo Pisani preoccupato per la sorte di decine di migliaia di cittadini testimoni indifesi di questa guerra senza quartiere. Nelle sterili polemiche che servono solo ad allontanare la risoluzione del problema come anche ostacolare il preziosissimo lavoro investigativo, entra anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Il primo cittadino, “in altre faccende affaccendato”, glissa sul problema e si affida, come suo solito, ad un proclama d’effetto: “Scoveremo gli abusivi nelle case”. Ovviamente la fascia tricolore ha ultimamente bisogno di qualcuno che gli ricordi che il problema non sono gli abusivi, ma forse la delinquenza che generano in un’area residenziale enorme e storicamente abbandonata a se stessa. Ciliegina sulla torta il ‘niet’ del sovrintendente ai beni architettonici Gizzi all’abbattimento delle vele della vergogna, perché pare rivestano un ruolo storico e culturale che ha la priorità anche sulla vita umana. A questo punto ci chiediamo: a cosa è servito il vertice di ieri richiesto con urgenza da un prefetto preoccupatissimo per il degenerare della guerra per il controllo del business della droga? Si spera a dare delle linee guida per arginare il fenomeno e riportare il perimetro sotto il controllo diretto dello Stato e, ovviamente, delle sue istituzioni.

 

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di Rosario Lavorgna
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