Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

"Sei razzista contro gli italiani", il leit motiv dei fascisti italiani


'Sei razzista contro gli italiani', il leit motiv dei fascisti italiani
20/09/2017, 15:53

In questi ultimi tempi, sempre più spesso mi capita di avere discussioni (di solito molto violente, sono persone che non sanno che significa discutere con calma) con persone di estrema destra sulle bufale razziste che raccontano contro gli immigrati. Negli ultimi giorni, per esempio, con la storia degli stupri, i razzisti ci sono andati a nozze. Col tempo, mi sono reso conto che hanno un certo bagaglio di "parole d'ordine" che usano per giustificare il loro razzismo. 

La principale - e anche la più ridicola - è che chi non la pensa come loro è "razzista verso gli italiani". Perchè secondo loro, il fatto di non essere razzisti verso gli stranieri significa automaticamente esserlo verso gli italiani. Sostengono che gli italiani hanno più diritti degli altri, in quanto nati qui. Una tesi che avrebbe senso se uno potesse definire chi è un italiano. In una sua canzone, Caprezza dice: "Tu sei nato qui perchè qui ti ha partorito una figa". Allora il mio merito sarebbe che mia madre mi ha partorito qui e non ad una manciata di chilometri di distanza fuori dai confini italiani? Questo mi rende diverso e magari superiore rispetto a chi è nato a poca distanza da qui? Ma dico, stiamo scherzando? "Immagina che non ci siano più nazioni, non è difficile da fare. Nessuno che deve uccidere o morire", cantava John Lennon; e aveva ragione. Perchè devono esserci nazioni? Il progetto dell'Unione Europea era esattamente questo: una abolizione progressiva dei confini nazionali per avere un'unica supernazione. Molto meglio, no? 

Se andiamo a guardare la storia, quante volte abbiamo avuto guerre scoppiate per invasioni territoriali, perchè c'era qualche Paese che voleva le risorse di un altro? L'ultima volta in ordine di tempo l'abbiamo visto nel 2014, quando la Russia ha attaccato ed invaso l'Ucraina, conquistandone tutta la parte meridionale. Se, come succede in certi telefilm, il mondo non avesse confini, non ci sarebbe stata nessuna guerra in Ucraina. Semplice, no? In realtà, io condivido quell'aforisma (non ricordo di chi) che dice che i confini dei Paesi non sono altro che muri di odio. Perchè separano le persone, anzichè unirle. Invece le persone sono più unite di quanto si pensi. Per esempio, cosa penserebbe un fascista o un leghista se gli dicessi che nelle sue vene scorre sangue africano? Sicuramente mi riempirebbe di insulti. Peccato che la nostra storia e il nostro DNA racconti una storia diversa. 

C'è un video che circola da qualche anno sui social network, registrato in una università statunitense. Un paio di professori parlano con un gruppo di studenti stranieri (c'è un islandese, un inglese, una ragazza curda, un cubano, ecc.) e chiedono loro, tra le altre cose, se ci sono popolazioni che odiano o rispetto a cui si sentono superiori. E ognuno ha da ridire su questo o quello. Poi i professori chiedono agli studenti il permesso di fare un esame genetico per stabilire le origini di ognuno di loro. E il risultato è sorprendente per i ragazzi: l'inglese che odiava i tedeschi, scopre che il 30% del proprio DNA è tipico della Germania; il cubano scopre che una parte del proprio DNA è dell'est europeo; l'islandese che si ritiene islandese purosangue, scopre di avere DNA di mezza Europa; la ragazza curda, che odia i turchi, scopre di essere in parte turca (e i professori hanno scovato nell'università un suo lontano cugino turco); e così via. E lo stesso accadrebbe se ciascuno di noi facesse un simile esame. Troveremo parti di DNA degli spagnoli, dei francesi, dei greci, delle popolazioni balcaniche... e anche delle popolazioni africane.

La cosa non deve stupire. Chi conosce la storia, ricorda sicuramente di come la Sicilia venne conquistata dagli arabi. Ma non è solo questo. E' dai tempi dei romani che gli africani vengono in Italia. Venivano come schiavi e come commercianti, e qualche volta anche alla ricerca di lavoro. Lo stesso nel Medioevo, a cui si aggiungevano le incursioni dei pirati (e una parte di loro erano africani). Poi il sud divenne terra di conquiste: francesi e spagnoli conquistarono più volte il sud; e di certo non ponevano problemi di immigrazione. E soprattutto gli spagnoli, a loro volta, avevano numerosi contatti con le popolazioni africane. Tutte queste contaminazioni è ovvio che si ripercuotevano anche sul DNA, dato che gli africani trovavano "compagnia" o si sistemavano nel nostro Paese. In realtà, il punto fondamentale è che non esiste un "nazionale purosangue", quale che sia la nazione che esaminiamo. Non per niente i genetisti oggi, quando vogliono cercare qualche caratteristica particolare di una zona del mondo, cercano gli abitanti di qualche isola, dato che così il patrimonio genetico è più "protetto", rispetto ad un territorio continentale. 

Quindi, chiariti questi punti, che significato ha la frase "essere razzisti con gli italiani"? Io non sono razzista verso gli italiani nè verso gli stranieri. Si tratta di persone, ognuna delle quali va valutata per quello che è. In entrambi i gruppi ci sono una stragrande maggioranza di brave persone e una minoranza di delinquenti. In realtà, i dati di diversi studi mostrano che, a parità di condizioni socio-economiche, la quantità di criminali è costante per qualunque gruppo etnico. In Italia per esempio è costante intorno al 5-6%. In un Paese dilaniato dalla guerra civile questa percentuale sale; in un Paese più ricco e più equo (come i Paesi Scandinavi) questa percentuale scende fino ad avvicinarsi allo zero. Basta pensare alla Norvegia, dove i tassi di criminalità sono così bassi che un vero criminale come Andreas Breivik (l'autore della strage di Utoya, con oltre 70 persone uccise "in nome di Dio") ha mandato in crisi il sistema giudiziario, perchè non esisteva una pena adeguata al crimine commesso. Ricordo che l'hanno condannato a 21 anni di reclusione, praticamente 4 mesi per ogni persona uccisa. E in un cella che è praticamente un piccolo appartamento, dove può persino giocare con la Playstation...

Un'altra frase che ricorre sulla bocca dei fascisti è quella che c'è una "invasione" di africani. Spesso con l'aggiunta che si tratta dell'applicazione di un "piano Kalergi", che esiste solo nella fantasia malata dei complottisti. In realtà, il piano Kalergi è una manipolazione delle parole scritte in un libro del conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, in cui si prefigurava una "Pan-Europa", cioè una nazione che comprende tutta l'Europa. Manipolando alcune frasi estrapolate dal testo, si fa passare l'idea che Kalergi voleva un afflusso massiccio di africani che giustificasse un crollo dei salari per i lavoratori e misure di controllo della popolazione (attraverso Polizia ed esercito) giustificate dall'ondata di crimini che ne sarebbe seguita. In realtà i dati dicono ben altro. In Italia gli immigrati sono pari a poco più dell'1% della popolazione, contro il 10% della Norvegia. Quindi qualcuno mi può spiegare che invasione del cavolo è? Caso mai stanno invadendo la Norvegia e la Germania, non l'Italia. 

C'è poi la frase che gli immigrati hanno portato un aumento della criminalità. Altra frase smentita dai dati reali, che invece mostrano come i reati violenti (che sono quelli che contano; credo che a nessuno interessi se aumentano le persone che violano una ordinanza del sindaco) siano in lievissimo calo. La realtà è diversa. Ci sono partiti che hanno deciso di puntare, come campagna elettorale, sul fomentare l'odio contro gli stranieri. In testa ci sono Lega Nord, Fratelli d'Italia (e prima Alleanza Nazionale) e in parte Forza Italia; e negli ultimi tempi anche il Movimento 5 Stelle. E quindi giornali e Tv danno più spazio e più risalto ai reati se compiuti da extracomunitari. Basta fare un solo esempio: lo stupro di Rimini, commesso da quattro extracomunitari ha avuto la prima pagina per giorni e giorni. Due giorni prima erano state arrestati due italiani che avevano stuprato per oltre un anno una quindicenne. Lungi da me l'idea di fare una classifica tra reati così schifosi, ma la ragazza di Salerno cosa aveva di male che è stata relegata ad un articoletto nella cronaca locale e basta? Semplicemente la volontà razzista dei giornali e delle Tv di dare risalto al reato di Rimini perchè commesso da extracomunitari. 

E come dimentciare la frase: "Tengono le loro donne in schivitù perchè glielo dice il Corano che loro seguono"? Una cretinata enorme, dato che in realtà solo un terzo degli immigrati è musulmano, il resto sono di altre religioni. Ma certa gente è ignorante, ha il pregiudizio che tutti gli stranieri siano musulmani, e non ascoltano la realtà. Inoltre, con una donna uccisa ogni due giorni dal marito, dal fidanzato o dall'ex, non è che possiamo tanto alzare il ditino. Sono tante le donne in Italia che sono maltrattate dai mariti o dai fidanzati e non sono per niente tutelati dalla legge che non è assolutamente all'altezza della situazione. E non bisogna dimenticare che sono passati meno di 40 anni da quando è stato abolito in Italia il reato di "omicidio d'onore" (se il marito uccideva la moglie, veniva condannato ad una pena di 6 mesi di reclusione o poco più) e una ventina da quando lo stupro è passato da "reato contro la morale" a "reato contro la persona". Insomma, abbiamo poco da fare i professorini con i musulmani, fino a pochi anni fa eravamo uguali ai Paesi musulmani più estremisti come Arabia Saudita e Pakistan. 

E potrei continuare a lungo. Ma la realtà è che non dovrebbe essere permesso a queste persone di istigare all'odio. Le leggi dovrebbero essere più specifiche e punire con più severità le parole e le frasi razziste. E non mi venite a parlare di "libertà di espressione". La libertà non può essere mai di usare violenza - verbale o fisica - contro qualcuno. Se uno ha pensieri di violenza e di odio verso qualcuno, è meglio che si infila un tappo in bocca. Altrimenti deve pensarci la legge.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©