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Si parla di nazismo? I cervelli degli italiani si spengono


Un fotogramma del film sugli ultimi giorni di Hitler
Un fotogramma del film sugli ultimi giorni di Hitler
11/10/2013, 18:10

Ancora una volta si assiste ad uno strano fenomeno: appena all'attenzione pubblica si parla del nazismo (quello vero, di 70 anni fa, non le frange violente e xenofobe di oggi), in Italia il cervello viene spento e si va avanti solo a botte di propaganda politica. 
L'ultima ondata è quella di oggi, causata dalla notizia della morte, a 100 anni, di Erik Priebke. Ha avuto la sua notorietà in quanto era il viceresposabile dell'ordine pubblico, come SS, a Roma, quando ci fu l'attentato di via Raselli, con una bomba che uccise 32 soldati tedeschi; e la conseguente rappresaglia delle Fosse Ardeatine, con la morte di 335 persone.  Un secondo momento di notorietà fu negli anni '90: venne arrestato e processato. La prima sentenza lo vide assolto, ma la sentenza scatenò la violenza di alcuni gruppi sionisti che tentarono di aggredire i giudici, fermati solo dai Carabinieri. Quindi si fece una seconda sentenza ad hoc per soddisfare gli ordini della comunità ebraica, con cui Priebke veniva condannato all'ergastolo per la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Dopo di che ha vissuto tranquillamente per i fatti suoi, prima in cella e poi agli arresti domiciliari. Fino alla sua morte avvenuta oggi. 
Ora, il problema è che in media, una discussione seria è impossibile. La gente ha il cervello talmente pieno di informazioni false, parzialmente false e vere ma manipolate, che non accetta una discussione sui fatti. Facciamo un esempio. Si parla del nazismo e qual è la prima cosa di cui si discute? Lo sterminio di 6 milioni di ebrei. E quindi se io ho da obiettare... no, è vietato. Non si può discutere. Sono stati ammazzati 6 milioni di ebrei nelle camere a gas e non si discute. Ma le prove...? Non c'è bisogno di prove. E' stato deciso così e se fai obiezioni ti danno anche del negazionista. Punto.
Ma le cose non stanno così. Come scrissi tempo fa, in questo editoriale, il termine nagazionista è solo una parola che usa chi vuole negare all'altro la possibilità di discutere. Mancano prove certe sul numero di persone che sono finite nelle camere a gas. E dato che vennero tutte distrutte a fine 1944, in esecuzione di un ordine di Himmler (episodio comunque contestato dato che non è mai stato trovato l'ordine ma solo qualche accenno indiretto), insieme a tutta la documentazione relativa, non è neanche facile trovare quella prova. L'unica cosa che si può fare è un esame delle testimonianze e di tutto il resto e valutare cosa è vero e cosa no. Per esempio, c'è un racconto che ritorna spesso: quello della madre incinta squartata con la baionetta e il bambino infilzato oppure sbattuto con violenza con la testa contro un muro. Per carità, qualche psicopatico in divisa si trova sempre, ma la maggior parte dei soldati (Waffen SS incluse) non era così. E bastsa esaminare il contesto per capirlo. 
Facciamo un esempio: c'è stato uno dei libri di "un sopravvissuto all'Olocausto", come viene sempre detto che ho letto dove questo fatto viene raccontato. Si tratta del libro di Shlomo Venezia, morto circa un anno fa. Venezia ha raccontato che faceva parte delle squadre di ebrei ad Auschwitz che, dopo le esecuzioni con le camere a gas, estraeva i cadaveri e li portava al forno crematorio. Racconta che in uno di questi casi, separando i vari corpi, vide che un neonato era sopravvissuto, attaccato al seno della madre e piangeva. Una delle SS presenti se lo fece dare e lo mandò a schiantarsi con la testa nel muro, uccidendolo sul colpo. Questo è il racconto. Ora vediamo i fatti. Nonostante quello che si crede e si vede nei film, la morte in una camera a gas non è una cosa rapida e indolore. Secondo quello che fanno vedere oggi ai visitatori, la camera a gas di Auschwitz era enorme. Per riempirla di gas serviva almeno mezz'ora, se non di più. Dopo di che bisognava aspettare che la gente morisse prima di azionare le ventole per aspirare il veleno. Il tutto richiedeva oltre mezz'ora, prima che i detenuti potessero avvicinarsi ai cadaveri. L'idea che una persona qualunque potesse resistere mezz'ora respirando cianuro di potassio, è ridicola. Poichè stiamo parlando di un neonato che, come è noto, hanno un metabolismo più veloce degli adulti e quindi respirano più velocemente, rispetto alla loro taglia, è doppiamente ridicola. Ecco quindi come si smontano le favolette raccontate per propaganda. 
Già, perchè il problema è questo: che da un fatto vero, si è fatta propaganda. Propaganda di due tipi: da una parte il PCI soprattutto (ma anche la DC), per rimarcare le loro distanze sia dal fascismo che dal Movimento Sociale. Ma anche propaganda internazionale, per "coprire" quello che intanto succedeva in Medioriente tra Israele e i Paesi arabi vicini. E quindi, far passare Israele come autorizzato a fare qualsiasi cosa come giusta conseguenza per quello che gli ebrei avevano subito dai nazisti spinse ad ingigantire le cose. Infatti la cifra di 6 milioni di ebrei non esce fuori subito dopo la guerra. Durante il processo di Norimberga si parlava di meno di un milione di persone. Solo a metà degli anni '50 uscì fuori la cifra di 6 milioni (curiosamente identica alla cifra di ebrei uccisi dai russi all'inizio del '900, secondo un articolo che destò molto scalpore negli Usa). Ed è una cifra che oggi è stata ridimensionata anche ad Auschwitz: fino al 1990 c'era una targa che diceva che lì erano morte 4 milioni di persone; dopo è stata messa un'altra targa che riportava 1,5 milioni di persone morte. Un bello sconto, non c'è che dire. 
Naturalmente questo è solo un esempio. Il punto è che non ci sono prove: buona parte sono state distrutte dai nazisti, il resto sono state manipolate dagli statunitensi. E, ad aggravare le cose, c'è il giusto risentimento per gli orrori commessi. Anche se bisogna ricordare che i campi di concentramento c'erano ovunque: 5000 italiani morirono in Canada nei campi di concentramento inglesi; almeno 8000 italiani e 30 mila giapponesi nei campi di concentramento statunitensi... e non parliamo di Paesi che avevano problemi con gli approvvigionamenti di cibo. E questo blocca la discussione, impedendo una analisi precisa. E, ciliegina sulla torta, si impedisce qualsiasi discussione tra esperti. Perchè se non accetti la versione ufficiale, sei un negazionista e in diversi Paesi europei c'è la "galera speciale" per questo. Nel senso che non solo si viene condannati al carcere, ma ci si preoccupa di mettere lo storico in cella con un malvivente incaricato di pestare lo storico in questione, per dissuaderlo dal parlare ancora di questi fatti storici. 
Ed è un peccato, perchè - dal mio punto di vista - sbagliano sia i negazionisti che quelli che sostengono la versione ufficiale. La situazione è complessa, deve essere esaminata approfonditamente, attraverso un confronto intenso ma continuo. Ma come si fa a discutere con chi dice: "No, basta, ho ragione io e tu sei un criminale perchè sostieni una idea diversa dalla mia"? Perchè è questa la posizione della storia ufficiale e di diversi governi. Ed è così che si ammazza la ricerca storica.  

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di Antonio Rispoli
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