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Siria: dopo tre anni di guerra cosa sta succedendo?


Siria: dopo tre anni di guerra cosa sta succedendo?
30/05/2013, 15:20

Sono ormai tre anni che la Siria è infiammata, prima da quelle che erano create come manifestazioni violente  - che venivano disperse con altrettanta violenza - di una presunta "opposizione" democratica; poi questa "opposizione" si è trasformato in un esercito vero e proprio. 
Ma di che tipo di esercito parliamo? Si tratta di un esercito mercenario. In base a quelli che sono stati catturati e mostrati sulle Tv siriane, ci sono libici, ceceni, sauditi, ma soprattutto molti centrafricani. E insieme a loro gruppi di avventurieri e di banditi, insieme a gruppi legati ad Al Qaeda. Questo gruppo bene o male assortito si addestra e si prepara in Turchia, nella zona al confine della Siria. Qui, secondo quanto riportato in un rapporto di una commissione dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, mischiati agli altri campi profughi ma separati da protezioni di filo spinato, ci sono due campi profughi abitati esclusivamente da uomini; ed è chiaro che non si tratta di profughi, ma di reclute per l'esercito. E in questi campi ci sono come addestratori i contractors della Blackwater, la società statunitense espulsa dall'Iraq perchè i suoi membri si erano macchiati di troppe uccisioni di civili inermi e di troppi stupri. Ai riformimenti pensano gli Usa: la Cia compra armamenti in varie parti del mondo e li indirizza in Turchia, dove vengono radunati e inviati all'esercito "ribelle" (conosciuto anche come ELS o Esercito libero siriano). A pagare le spese ci pensano soprattutto Qatar e Arabia Saudita, ma anche gli Usa; e persino Israele ha dato ai "ribelli" un bel po' di armi. 
 Ma come tutti gli eserciti di mercenari, anche questo non regge il confronto con un esercito nazionale, anche se quello siriano non è famoso per il suo armamento o per il suo addestramento (alquanto vecchio, tutto sommato). E quindi l'ELS finora ha preso parecchie scoppole, non riuscendo ad ottenere che piccole vittorie locali. In compenso almeno 60 mila dei suoi membri sono stati catturati, feriti o uccisi dall'esercito siriano. Per questo negli ultimi tempi si è parlato così tanto del fatto che Assad aveva usato le armi chimiche. CI sono infatti forti pressioni affinchè l'esercito statunitense scensa in campo con tutta la sua potenza anche in Siria. Il perchè è ovvio: un esercito come quello siriano verrebbe spazzato via in pochissimo tempo. Ma il punto è proprio questo, che gli Usa non possono intervenire. Il loro interventismo in Iraq, Afghanistan e Libia ha causato mille malumori, negli Usa e fuori; quindi questa volta serve qualche motivazione più pesante. Inoltre ci sono i problemi economici: il debito pubblico Usa è ormai fuori controllo e Obama deve ridurlo. Quindi spendere altri miliardi anche solo per bombardare la Siria è fuori discussione. Almeno per ora. 
Ma l'ELS, senza aiuti ben superiori a quelli ricevuti finora ha pochissime possibilità. E questo nonostante la Siria sia costretta ad usare contro di loro una ben misera parte del proprio esercito. Infatti, se si guarda la cartina, si nota che la Siria ad est confina con l'Iraq, dove deve mantenere un grosso contingente militare per evitare che l'esercito statunitense invada il Paese da quella parte. E un contingente militare ancora più grosso è quello che viene schierato ad ovest, al confine con Israele. Infatti non è un mistero che Israele vuole conquistare le fertili vallate che stano al di là del Golan, per popolarle con i propri coloni. Questo limita le possibilità offensive della Siria. Possibilità ancora più limitate dal fatto che la Turchia ha schierato sul confine le batterie di missili Patriot ricevute dagli Usa, cosa che impedisce agli aerei siriani di avvicinarsi a meno di 100 Km. dal confine turco. 
Insomma, non è Davide contro Golia, ma Davide contro parecchi Golia. Ma come mai tanto accanimento? Beh, la risposta è semplice. Basta guardare la cartina geografica. La Siria è l'uno tra i Paesi di quell'area che non ospita basi militari statunitensi. L'unico ovviamente oltre all'Iran, che è da molti anni l'obiettivo sia degli Usa che di Israele. Quindi è evidente che questo è l'ultimo gradino che manca, nei piani di attacco, prima di tentare il grande colpo sull'Iran ed estendere il controllo (o pseudocontrollo) degli Usa su quella zona. 

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di Antonio Rispoli
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