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Siria: mai visti "siriani ribelli" così stranieri


Siria: mai visti 'siriani ribelli' così stranieri
18/09/2013, 13:50

Ancora una volta vorrei partire da una foto, che ho incrociato su Internet. Si vede un gruppo di persone che dovrebbero essere siriani ribelli, cioè coloro che si oppongono ad Assad. Appare chiaro che la maggior parte di loro non sono siriani. Sulla sinistra della foto c'è una persona dalla pelle troppo scura; al centro quello dalla barba rossa potrebbe non essere ceceno, ma ha la pelle troppo chiara; l'egiziano, il saudita (copricapo a parte) e il turco potrebbero essere scambiati per siriani, ad un occhio non troppo attento, ma quello che si vede dei vestiti, la pelle e il taglio della barba dicono il contrario. 
Sia ben chiaro, nulla di strano per chi sa come stanno le cose. I giornali e le Tv occidentali non se ne sono mai occupati, ma i giornali turchi e dei Paesi della zona hanno riportato molte volte le notizie riguardanti il cosiddetto "Esercito Libero Siriano". A cominciare dal fatto che non è libero e non è siriano. Si tratta solo di un esercito di mercenari, messo su dagli Usa - che si occupano dell'addestramento e di procurarsi le armi - e finanziato da Arabia Saudita e Qatar. I campi di addestramento sono in Turchia, mescolati ai campi profughi. Per essere esatti sono due, il cui accesso è proibito a tutti, persino ai funzionari dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati. All'interno gli istruttori sono i contractors della Blackwaters, quelli che sono stati cacciati dall'Iraq per aver lasciato dietro di loro una scia infinita di omicidi, stupri e torture. Fino ad un anno fa, questo è stato sufficiente per dare pesanti fastidi ad Assad, il cui esercito è bloccato al confine, pressato dall'esercito israeliano, dall'esercito statunitense in Iraq e dall'esercito giordano. Ma negli ultimi 6 mesi, completato l'armamento e l'addestramento dei soldati della riserva, è stato lanciato il contrattacco, che ha distrutto gran parte dell'esercito mercenario. Le cifre (comunque tutte da confermare) parlano di 60 mila tra morti e feriti e di 20 mila combattenti imprigionati dall'esercito siriano. Su un esercito mercenario che si aggira intorno alle 100 mila unità, si tratta di perdite molto rilevanti. Perdite che sono state rimpiazzate ingaggiando gruppi legati ad Al Qaeda, ottenendo così soldati fortemente motivati, ma che si abbandonano ad atti di crudeltà gratuiti. Non è un caso se un paio di settimane fa l'Esercito Libero Siriano ha attaccato una città solo perchè è abitata prevalentemente da cristiani maroniti. L'idea, ampiamente annunciata, era di conquistare la città, sterminarne tutti gli abitanti fino all'ultimo e distruggere tutte le chiese cristiane. Per fortuna non ci sono riusciti, grazie all'intervento dell'esercito regolare; tuttavia questa è la prima volta che l'ELS, anzichè prendere ordini dagli istruttori statunitensi, ha agito di propria iniziativa. E le intenzioni si sono viste. 
In realtà, a parte qualche estremista, gli unici siriani che si sono ribellati contro Assad sono stati due gruppi di generali (uno all'inizio della guerra, l'altro circa un anno e mezzo fa) che hanno disertato dall'esercito. Ma non c'è nessuna ideologia, dietro: sono stati tutti corrotti da emissari del Qatar, che hanno offerto loro enormi somme (secondo le voci si va da 500 mila dollari a diversi milioni a testa) su conti all'estero in cambio del loro tradimento e delle loro informazioni sull'esercito siriano. Ovviamente, nessuno di loro ha combattuto. Sono in qualche Paese a godersi i soldi, insieme ai loro familiari, con tanti saluti alla Siria.
E' una realtà semplice e banale, su cui non è difficile informarsi. Basta navigare su Internet ed allontanarsi dai mass media ufficiali. Conoscendo un po' di inglese, ci sono tanti siti di news dove si possono verificare queste notizie, ed altre simili. Certo, si può contestare che sono siti di parte, e quindi sono da prendere con le molle. Ma non vale lo stesso per i nostri mass media? Il problema è che gli italiani non lo sanno. Quando un italiano legge sul giornale una notizia sulla Siria o guarda un filmato proveniente da quel Paese, nessuno lo informa che la fonte sono i servizi segreti inglesi. Si parla solo genericamente di "fonti siriane"; qualche volta si nomina l'Osservatorio per i Diritti Umani in Siria. E' chiaro che davanti ad un nome del genere, la gente si immagina una organizzazione che si occupa di mandare giornalisti sul posto. In realtà questo Osservatorio non è altro che un ufficio a Londra, dove dentro c'è solo una persona, un ex agente dei servizi segreti inglesi. Che asserisce di essere in contatto via telefono con le persone che gli forniscono immagini, video e notizie di quanto accade in Siria. Ma è più probabile che sia semplicemente rifornito dai servizi segreti stessi, che hanno una pluridecennale esperienza nelle operazioni di mascheramento di ciò che accade e di propaganda a fini bellici. 
Purtroppo il problema resta sempre lo stesso, su cui ho più volte cercato di richiamare l'attenzione dei pochi che mi leggono. Cioè il fatto che oggi, se uno vuole essere informato, non può avere un ruolo passivo, di semplice lettore o di semplice ascoltatore. Chi vuole essere informato deve muoversi e darsi da fare, deve cercare la notizia e il riscontro; non di rado, deve anche ricorrere al proprio bagaglio di cultura personale per individuare cosa non viene detto dai mass media. Insomma, bisogna quasi essere giornalisti, per sfuggire alla grande mole di menzogne di cui purtroppo i mass media sono pieni ed estrarre quei brandelli di verità che ogni notizia contiene.  

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di Antonio Rispoli
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