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Sospensione dei lavori in Parlamento, il Pd al guinzaglio del Pdl


Sospensione dei lavori in Parlamento, il Pd al guinzaglio del Pdl
10/07/2013, 16:15

Oggi c'è stato un episodio che dimostra come non c'è alcuna speranza di poter avere una democrazia in Italia in tempi brevi. 
Il Pdl, attraverso i suoi capigruppo Brunetta e Schifani, ha voluto la sospensioni dei lavori parlamentari per tre giorni. La causa: la decisione della COrte di Cassazione di emettere la sentenza nel processo Mediaset (che ha visto Berlusconi condannato in primo e secondo grado a 4 anni di reclusione e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici). Si tratta di una decisione quasi obbligata, giuridicamente: la Corte di Cassazione non può far andare in prescrizione i processi mentre sono nelle sue mani. E uno dei capi di imputazione del processo Mediaset andrà in prescrizione il primo agosto. Quindi il processo è stato fissato ad una data antecedente: appunto il 30 luglio. 
Come si vede, è tutto regolare, legge alla mano. Ma ovviamente, essendo le prove contro Berlusconi, è facile che venga condannato. E quindi il Pdl sta facendo i salti mortali per bloccare quella sentenza. In particolare la condanna a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, che impedirebbe a Berlusconi di sedere in Parlamento. E questo lo provano le diverse leggi, già depositate dal Pdl, che puntano proprio a cancellare questa "aggiunta". E da qui la richiesta, che è una evdiente minaccia di far cadere il governo Letta. Come si evince anche dalle dichiarazioni della Santanchè. Che ha cercato di scaricare la responsabilità su Letta, ma in  sostanza ha detto che se Berlusconi viene condannato, il governo cade. Ed è per questo che negli ultimi giorni i politici del Pdl hanno fatto pressione sul governo per abolire l'Imu e bloccare l'aumento dell'Iva. COme scusa per far cadere il governo, è ottima.
Ma fin qui, possiamo dire di essere nella normalità. La normalità malata di una Italia che da 20 anni vede una persona che considera il delinquere una cosa abituale essere ai vertici della politica italiana, ma pur sempre la normalità. Quello che è pesantemente anormale è stato il Pd che, ancora una volta, appoggia il comportamento errato (per non dire di peggio) del Pdl. Infatti, ha appoggiato la richiesta, anche se ha ridotto lo stop al Parlamento ad un solo giorno. Ora, qualsiasi sia la scusa che troveranno per giustificare questo comportamento, i fatti parlano chiaro: il Pd e il Pdl, cioè coloro che rappresentano oltre il 50% della popolazione, hanno fatto una serrata del Parlamento davanti alla magistratura. Il che è la peggiore scortesia istituzionale che potessero fare.
Ma non è la prima volta che succedono cose del genere, anche se finora non sono mai state così eclatanti. Finora il Pd ha preferito l'appoggio discreto: campagne elettorali molto deboli, in modo da favorire Berlusconi; discrete uscite di massa dall'aula quando, durante il governo Berlusconi, la maggioranza aveva problemi di numero;  una opposizione debole e sempre alla ricerca dell'accordo quale che fosse. E quando il centrosinistra era al governo, una continua azione di logoramento interno. Fu così che cadde il governo Prodi nel 1998. E nel 2007, l'idea di Veltroni di creare il Pd, escludendo tutti i partiti che allora sostenevano il governo Prodi (e quindi condannandoli all'espulsione dal Parlamento, grazie alla legge elettorale detta Porcellum), fu il viatico per l'accordo tra Mastella e Berlusconi per far cadere il governo Prodi. E' la prima volta che il Pd sferra un attacco diretto alla magistratura, solo per coprire il Pdl e Silvio Berlusconi. 
Ma è questo che vogliono gli elettori del Pd? Un partito al guinzaglio di Berlusconi, come un cane fedele segue il suo padrone? Personalmente ne dubito. E mi auguro che gli elettori del Pd lo dimostrino con  chiarezza 

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di Antonio Rispoli
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