Editoriali / L'opinione

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Assurda presa di posizione di Porro nella conduzione

Sulla Rai la disinformazione sui vaccini in prima serata


Un disegno relativo ad una delle tante bufale che sono circolate su Internet
Un disegno relativo ad una delle tante bufale che sono circolate su Internet
13/05/2016, 18:54

Voi chiedereste mai un consiglio medico ad un idraulico? Chiedereste al fruttivendolo di farvi un progetto per la casa? Chiamereste un macellaio, per compilare la vostra dichiarazione dei redditi? Immagino che la risposta sia un no secco a tutte e tre le domande. Eppure ieri sulla Rai si è visto un assurdo: far parlare di medicina gente che a malapena sa a cosa serve una aspirina. 

La trasmissione in questione è Virus, condotta dal giornalista Nicola Porro. Nella parte centrale si è parlato di vaccini ed è stato il trionfo dell'ignoranza. Anzi, di tutti e tre i tipi di ignoranza. Il primo tipo di ignoranza è quella del "Mi è capitato una volta, quindi so tutto io". Il rappresentante era un imprenditore che aveva avuto un figlio autistico. Massimo rispetto per i problemi che si hanno nel crescere un figlio con tale invalidità, ma su che base quell'uomo dava la colpa ai vaccini? Aveva qualche prova scientifica? Ha dato qualche spiegazione? No, semplicemente aveva l'umano bisogno di dare la colpa a qualcuno e quindi l'ha data ai vaccini e ai medici che gliel'hanno somministrato. Ma scientificamente è dimostrato che non c'è nessun rapporto tra vaccinazione ed autismo. Vediamo di chiarire la situazione con un esempio banale. Diciamo che ora il tempo atmosferico è molto nuvoloso. Io mi alzo e vado in bagno. Tiro lo scarico e in quel momento scoppia un tuono e comincia a piovere. Sono stato io a far venire a piovere perchè ho tirato lo scarico? Ovviamente no. Nessuna persona lo sosterrebbe. La stessa cosa per l'autismo. E' una malattia che non è riscontrabile fisicamente. Si capisce che c'è solo quando il bambino dovrebbe cominciare a parlare e ad interagire con gli altri. Ed è una fase che viene temporalmente dopo il periodo in cui al bambino vengono somministrati i vaccini. ma questo non vuol dire che ci sia una correlazione. 

Il secondo tipo di ignoranza è quella che possiamo definire "ideologica", e aveva come suo rappresentante Red Ronnie. Come è noto, è un vegetariano. E, come molti vegetariani e vegani, è ideologicamente convinto che mangiare la carne è la fonte di ogni male e che, al contrario, mangiare frutta e verdura significa mangiare sano e quindi rafforzare l'intero organismo contro le malattie. Cosa che rende inutile i vaccini. Anche qui, siamo nel mondo delle balle. Certo, mangiare frutta e verdura aiuta, ma questo non vuol dire che renda l'organismo migliore o più forte; esattamente come mangiare la carne non lo rende malato. I virus se ne sbattono altamente di quello che uno mangia. Sono esseri molto primitivi, che fanno una sola cosa: entrano nelle cellule, si riproducono e le distruggono. E questo sia se uno mangia carne, sia se mangia verdure. 

Il terzo tipo di ignoranza è quella che possiamo definire "totale". Ed era rappresentata da Eleonora Brigliadori. Ex modella, attrice, ex conduttrice sia su Rai che su Mediaset, ma certamente non un medico. Inoltre negli ultimi tempi, ha dato prova di avere idee veramente originali. Ha raccontato nel 2007 di essere guarita dal cancro senza una cura e sostiene le teorie del dottor Ryke Geerd Hamer, secondo cui le malattie sono solo psicosomatiche, mentre le medicine sono veleni pensati per uccidere le persone. L'ha dimostrato anche di recente, a proposito della morte dell'attrice inglese Karine Huff. Ha scritto un post in cui ha scritto che il tumore al seno che aveva colpito l'attrice non poteva ucciderla, che sarebbe regredito da solo e che ad ucciderla sono state il ciclo di chemioterapia e radioterapia che ha affrontato per curarsi. L'intervento fatto a Virus sui vaccini era dello stesso tipo: i vaccini sono veleni, il corpo non ne ha bisogno, si difende benissimo da solo se non ci sono turbamenti psicologici. 

L'unica voce che aveva le conoscenze per poter parlare è stata quella che si è sentita di meno. Mi riferisco al dottor Roberto Burioni, un medico. Che potrà essere un ottimo medico o un pessimo medico (non lo so, non lo conosco e non posso esprimere giudizi), ma comunque è un medico. Ed è un esperto della materia. Quindi è titolato a parlarne, con competenza e professionalità. Dice cose false? Ok, dimostriamolo. Ma fino a quel momento, la sua parola vale molto più di quella della Brigliadori, di Red Ronnie e dell'imprenditore messi insieme. Perchè Red Ronnie sarà un espertissimo di musica, così come la Brigliadori forse ne sa tanto sul mondo dello spettacolo e l'imprenditore ne sa tanto del suo settore. Ma non sanno nulla di medicina e quindi non sono titolati a parlare di vaccini. 

Perchè questo è un problema serio in Italia. Ci sono valanghe di persone ignoranti, arroganti e presuntuose che credono di conoscere un argomento solo perchè hanno letto un paio di blog. Sono quel 70% (tanti sono secondo le statistiche, cioè oltre 40 milioni di italiani) di cosiddetti "analfabeti funzionali": persone che non riescono a capire il significato di un breve testo. Non sono stupidi, non sono privi di istruzione. Qui parliamo di diplomati e di laureati. Ma sono persone che non si informano e non si sanno informare. Perchè informarsi non vuol dire leggere la prima cretinata che capita sotto gli occhi. E non significa neanche leggere tutti i giorni un giornale importante o seguire i TG della Tv nazionale. Perchè tutti mentono, anche i giornalisti importanti, anche le grandi testate, anche le Tv. E come mentono loro, ancor di più possono mentire i blog, soprattutto quando sono blog che postano emerite cretinate dal titolo altisonante e gridato solo per avere molti contatti e quindi incassare molti soldi con i banner pubblicitari. E allora, come se ne esce? Semplice: ci vuole una vasta cultura personale. E quando questa non basta, la possibilità di chiedere ad una persona esperta del campo. Nel caso dei vaccini è inutile dare retta a Red Ronnie, alla Brigliadori oppure ad una persona che ha avuto un problema in famiglia. Ciascuno di loro o non sa niente o sa solo quel poco che riguarda il suo caso. Bisogna chiedere ad un medico. E' lui l'esperto. 

E' chiaro che la cosa è grave, quando su Facebook c'è un blog che diffonde la menzogna. Ma è molto peggio quando ovviamente la stessa menzogna è diffusa dalla Tv come nel caso della disinformazione fatta sui vaccini dalla trasmissione Virus. Ma non è l'unico caso. Un'altra trasmissione di disinformazione è La Gabbia, su La7, dove il conduttore Gianluigi Paragone ha scelto di dare alla sua trasmissione un taglio basato sulla manipolazione delle notizie. E così allora ecco Paolo Barnard a parlare della necessità di uscire dall'euro e di stampare lire all'infinito "tanto i Paesi che hanno la sovrabnità monetaria non possono andare in default". Ecco il servizio in cui si racconta che l'euro è stato creato dalla Germania per danneggiare la manifattura italiana perchè faceva tanta paura ai tedeschi (peccato che in realtà i tedeschi erano fortemente contrari all'euro e ci volle tutto il peso politico di Kohl e di altri politici del tempo per farglielo accettare. E in quanto alla manifattura italiana, era un pericolo per la Germania negli anni '70 e '80, non nel 1996). Ecco il servizio in cui si racconta che l'Italia vende bombe all'Arabia Saudita che poi le usa per bombardare lo Yemen (peccato che a vendere le bombe sia una azienda tedesca e che l'Arabia Saudita sia in un elenco, stilato dall'Onu, verso cui è possibile esportare armi, bombe comprese). E così via. Ma questa non è informazione, non è niente. Ci dovrebbe essere maggiore responsabilità da parte dei giornalisti in primis. Ma anche delle persone ordinarie. Perchè c'è una cosa che pochi hanno capito. Per scrivere su un giornale serve essere iscritto all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti. Ma per diffondere informazioni, oggi, non c'è bisogno di nessuna tessera o iscrizione. Basta andare su Facebook e cliccare su "condividi". E quindi diventa estremamente importante capire cosa si condivide. Perchè in quel momento - che la gente se ne renda conto o no - si sta facendo il lavoro del giornalista. Non come professionista, non per lavoro, ma per hobby. Ma si sta facendo il lavoro del giornalista. E quindi va fatto con tutti i criteri del giornalista: la notizia va verificata, controllata e la fonte va valutata con attenzione. E solo quando ci sono tutti i requisiti, la notizia va condivisa e pubblicata. Ma quanti fanno così? Quasi nessuno. La maggior parte si limita a condividere la prima cretinata che legge e che rispecchia le sue idee. Vera? Non vera? Non importa a nessuno. E coloro che si affanno a cercare di ristabilire un minimo di verità sbugiardando le bufale vengono a malapena letti. Dopo tutto, perchè affaticarsi a leggere? E' molto più semplice condividere il primo titolo altisonante che si legge...

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di Antonio Rispoli
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