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L’assessore preoccupato per il servizio

Trasporti: Vetrella, su Eav intervenga il governo


Trasporti: Vetrella, su Eav intervenga il governo
10/10/2012, 14:30

In una lunga e dettagliata intervista al Quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno, il professor Sergio Vetrella, ordinario di Impianti aerospaziali alla Federico II, e assessore regionale ai Trasporti, ha lanciato un accorato allarme affinché il governo Monti intervanga sulla Eav per evitarne il fallimento mediante la nomina di un commissario. Le dichiarazioni del numero uno delle attività produttive campane dopo la polemica al vetriolo  con il sindaco di Castellammare di Stabia Bobbio, e la riapertura della locale stazione come anche quella di Avellino soppresse da Trenitalia, si perde in un altro labirinto di circostanze poco convenienti e che potrebbero riaccendere polemiche e vecchie ruggini. Il quotidiano che lo ha intervistato giustamente titola “Trasporti, 12mila lavoratori a rischio”, che poi è la fredda realtà dei numeri. Ancora più glaciale appare l’assessore Vetrella, persona intelligente e coscienziosa, ma che ogni tanto perde il lume, anche se  la brocca, almeno quella, non la perde mai. Questa volta lo scivolone riguarda proprio la questione Eav trattata dal professore come una circostanza nella quale ad essere penalizzati sarebbero solo i cittadini a cui è propinato una servizio pubblico da terzo mondo. Peccato che Vetrella non ha pensato al fatto che una riqualificazione sostanziale del comparto passa inevitabilmente per la concessione di certezze ai lavoratori che non hanno certo bisogno che qualcuno gli programmi i prepensionamenti o sostenga l’intervento dall’alto come unico atto salva economia e, di conseguenza salva società. Non si può pensare di mandare per strada 12mila persone e relative famiglie, e poi ragionare solo suoi numeri del cattivo servizio. In Campania non vi sono le condizioni né economiche e né sociali per una riqualificazione in tempi rapidi, per cui un amministratore deve riuscire a capire fin dove può spingersi con le parole, e dove riesce ad arrivare con i fatti.

 

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di Rosario Lavorgna
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