Editoriali / L'opinione

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NOI DELLA JULIE LO AVEVAMO GIÀ ANTICIPATO

Tsunami Polverini: dal Lazio all'Italia


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Tsunami Polverini: dal Lazio all'Italia
02/10/2012, 16:45

ROMA - Lo avevamo detto in tempi non sospetti, lo avevamo scritto ed urlato ai quattro venti, e puntualmente, come accade per le nostre inchieste giornalistiche basate sui fatti e la concretezza delle circostanze, le cose sono accadute e la regione Lazio, dal 2010 amministrata da una Giunta di Destra, finisce nel mirino della Guardia di Finanza. La colpa più grande: aver abbandonato i miti di ‘patria’ e ‘onore’, per convolare a nozze col potere, quello generato dal neoliberismo consociativistico nato dall’idea post fascista di salvare il salvabile. E dopo le dimissioni di Renata Polverini da governatore del Lazio, ultimo atto della Telenovela romana l’arresto di Franco Fiorito, ex capogruppo del Pdl in regione. Nei riguardi di Fiorito la Procura ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di Peculato. Una storia lunga quella della destra post Almirante, controverse anche le vicende che hanno portato l’ala militante del vecchio MSI alla guida della regione Lazio, come lo stesso apparentamento elettorale con l’ex Forza Italia di Silvio Berlusconi. “Riesumati dalla naftalina”, come specificato dal nostro servizio dell’Aprile scorso, nell’ambito del quale già si era paventata la possibilità che “questi reduci da prima e seconda Repubblica” potessero tornare a lavorare “come qualsiasi comuni mortali”, gli ex missini hanno messo radici chi in un posto e chi un altro, dal partenopeo verace Salvatore Ronghi, con “Città Nuove”, a Gianni Alemanno, attualmente domiciliato al Campidoglio, fino alla stessa Renata Polverini il cui governatorato delle cosiddette “facce pulite”, ha finito per imbrattare la propria. Per sintetizzare questa parentesi di malcostume celato dietro le migliori intenzioni, tra patria, onore e interessi privati, ricordiamo il libro inchiesta del collega Nello Trocchia “Roma come Napoli – Il malaffare di politica e signori della monnezza che mette in ginocchio il Lazio e la Capitale” che meglio di tutti sintetizza l’ “affair” Lazio, con retroscena di politica applicata al tessuto regionale. Trema adesso il palazzo di Via Raimondi Garibaldi, trema l’intera impalcatura politica sulla quale è costituita una regione che sembrava asettica, lontana dagli inciuci che condizionano i governi e soprattutto lontana dai riflettori mediatici tenuti a bada dalla politica e dagli interessi che governano la farraginosa macchina amministrativa. Lo tsunami Polverini sta consumando le velleità di molti di diventare sempre più pochi, e l'interesse di pochi di essere sempre di più a denunciare gli affari illeciti che fanno di alcune amministrazioni pubbliche la vergogna della democrazia ed il paradosso del potere. 

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di Rosario Lavorgna
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