Editoriali / L'opinione

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"Un migrante buono è un migrante morto (semicit.)


'Un migrante buono è un migrante morto (semicit.)
27/11/2017, 15:40

Come risolvere il problema dell'arrivo dei migranti in Italia? Sono in tanti convinti di avere la risposta giusta. Si va dalle posizioni più violente (del tipo: "Dobbiamo affogarli tutti") a quelle più irrealizzabili ("Basta rimandarli a casa loro") a quelle più "buoniste" ("Li possiamo accogliere senza problemi"). Ma finora cosa è stato fatto? 

Beh, in questo settore i governi italiani si sono mossi con la coerenza di una bandiera in mezzo ad un tornado. Poichè è sempre stato un argomento di campagna elettorale, tutti i governi hanno cercato di seguire quelli che secondo loro erano i sentimenti della maggioranza degli italiani. E non parlo di oggi, ma degli ultimi 20 anni. Perchè le discussioni che oggi si sentono sull'arrivo degli immigrati sono le stesse che si sentivano 25 anni fa quando cominciarono ad arrivare gli albanesi. Qualcuno li ricorda? Allora però era solo la Lega a strillare: "Stanno arrivando solo delinquenti". "I crimini sono in aumento". Solo successivamente si aggiunsero occasionalmente quelli di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. Il top lo si raggiunge nel 2001, con il delitto di Novi Ligure. In quella occasione l'allora sedicenne Erika de Nardo e il suo fidanzato Mauro Favaro uccisero la madre e il fratellino di lei. Quando rese le prime testimonianze, Erika disse che i colpevoli erano stati due albanesi. La Lega prese l'occasione al balzo per dire che tutti gli albanesi erano dei delinquenti. 

Qualche anno dopo cominciò l'arrivo dei migranti dall'Africa. All'inizio era un afflusso minimo, ma lentamente è aumentato. E anche qui la Lega e in generale il centrodestra ha usato i migranti a volontà per la loro propaganda. Usando esattamente le stesse parole d'ordine degli anni '90, cambiando solo i dettagli. Che poi, per chi conosce la storia, sono gli stessi concetti usati negli anni '20 e '30 in germania dai nazisti contro gli ebrei. Certo, rispetto al secolo scorso le parole sono differenti, ci sono pochi punti in comune tra le comunità ebraiche che comunque erano nel tessuto sociale europeo (anche se si sono sempre tenute ai margini della società) e le comunità di stranieri che invece cercano di integrarsi nella società italiana. Ma i concetti sono gli stessi: sono criminali, sono violentatori, vogliono ucciderci e prendere il nostro posto, e così via. Insomma, stimolano le paure di base dell'essere umano, che oggi sono le stesse di un secolo fa. E quindi si provoca la rabbia del popolino, cioè della gente più ignorante e di bassa cultura. 

Ma quali misure sono state concretamente prese? Sostanzialmente abbiamo sbandato tra una accoglienza fatta in maniera stentata con dei veri e propri lager (anche se li abbiamo chiamati "centri di accoglienza" o "Centri per l'identificazione e l'espulsione) e il tentativo di ammazzarli prima che arrivassero in Italia. Ma questo l'abbiamo fatto "delegando" i libici ad ammazzarli. E' quello che fece Silvio Berlusconi nel 2008 con l'allora leader libico Gheddafi. Ed è quello che ha fatto Minniti nei mesi scorsi. certo, Naturalmente sia Berlusconi che Minniti possono dire che negli accordi questo non c'è scritto; ed è vero. Ma si sa che nei trattati non c'è scritto proprio tutto. Ci sono accordi verbali e protocolli segreti, anche se sono facilmente violabili. E infatti il governo libico, dopo qualche mese in cui hanno torturato e ammazzato i migranti, adesso li sta di nuovo cominciando a far passare. La guardia costiera libica trova più comodo intascare le tangenti dagli scafisti che impegnarsi in una impresa impossibile. Perchè teniamo presente una cosa: nel 2016 in Italia sono sbarcate 180 mila persone. Qualcuno ritiene che la Libia sia disposta a tenerseli sul proprio territorio a tempo indefinito? Quantoi potrebbero resistere prima di cominciare a commettere reati per la fame? E la Libia è un Paese impegnato in una guerra civile. Nessuna delle due parti ha interesse ad impegnare i soldati in attività secondarie. 

Ma è quello il problema? Cioè bloccare questi poveracci in Libia è veramente una soluzione? In realtà no. La soluzione esiste, ma è irrealizzabile. Perchè in pratica i governi europei e quelli del Nord America dovrebbero prendere tutte le loro aziende e farle tornare in patria, interrompendo lo sfruttamento di quei Paesi. Inoltre dovrebbero smetterla di chiudere entrambi gli occhi quando vengono vendute ingenti quantità di armi a quei Paesi. Ed infine dovrebbero smetterla di fare accordi di sfruttamento con i vari dittatori africani. In pratica dovrebbero smettere quello che hanno fatto dal 1945 in poi. Ridicolo solo pensarlo. 

Ma il problema è esattamente quello. Pensate alla situazione in Nigeria, tanto per fare un esempio. Un Paese da 80 milioni di abitanti piuttosto povero, in media. Eppure c'è Boko Haram, nota organizzazione terroristica di estremisti islamici; ci sono altre due organizzazioni terroristiche, meno note, di estremisti cristiani. E tutti sono ben armati, con mitra, munizioni in abbondanza ed esplosivi. Da dove prendono i soldi per acquistare quelle armi e quelle munizioni? Sono anni che agiscono. Avranno comprato decine di milioni di proiettili in questi anni. I soldi da dove arrivano? Si capisce facilmente che sono fonti esterne che pagano. Lo stesso per l'ISIS o per Al Qaeda in quelle zone dell'Africa dove queste organizzazioni ci sono. E' chiaro che quindi la gente che vive in quei Paesi non voglia rischiare la pelle e cerchi di scappare. 

Una persona mi ha chiesto: "Ma perchè un senegalese non scappa in Egitto, in Tunisia o in Marocco, anzichè venire in Europa?". La risposta è semplice: perchè in Egitto, in Tunisia e in Marocco non c'è lavoro. Quindi se loro ci arrivano, poi muoiono di fame. Solo in Europa possono sperare di trovare contemporaneamente la salvezza dalle persecuzioni a cui sono sottoposti nel loro Paese, la salvezza dalla morte per fame e la possibilità di vivere anche solo decentemente. Qualcuno dice: "Non possiamo accoglierli tutti". In Libano c'è quasi un immigrato per ogni abitante eppure non hanno grossi problemi da questo punto di vista. In Europa quasi nessun Paese ha un numero di immigrati pari anche solo al 10% della popolazione. Figuriamoci al 50% della popolazione come in Libano. In realtà, i mezzi ci sono, basta volerlo. Ma è una cosa assolutamente impopolare per i partiti dirlo. E quindi si continua a fare la faccia dura. 

Ma attenzione: fare la faccia dura può essere utile per ottenere un po' di voti. Ma non ferma questo movimento di massa. E niente può fermarlo. Quando c'è un movimento di massa di queste dimensioni, non lo si ferma neanche con i mitra. Perchè c'è una cosa da capire, che nessuno dice. Queste persone non sono "migranti economici", come dice la Lega, cioè persone che cercano un miglioramento delle proprie condizioni economiche. Un migrante economico non rischia la vita attraversando il deserto del Sahara e poi il Mediterraneo su un guscio di noce. Queste persone che arrivano sono disperati. Sanno che nel loro Paese moriranno. Forse dopo una settimana, dopo un mese o dopo un anno, ma la loro morte è praticamente certa. Per questo scappano. Ma proprio perchè sono già potenzialmente morti, non si possono spaventare minacciandoli di morte. Se io punto una pistola contro una persona dicendo: "Dammi il portafoglio o ti sparo", quasi sempre ottengo quello che voglio. Nessuno di noi vuole morire. Ma se io dico: "Torna indietro o ti sparo", quando tornare indietro significa morire, qual è il rischio minore? In entrambi i casi moriranno. Ma andare avanti ha ancora una possibilità: chi spara potrebbe mancare il bersaglio. Quindi perchè tornare indietro? In questo caso, dire: "Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova" non ha valore. La via vecchia porta alla morte precoce; la via nuova non può portare a nulla di peggio. 

La soluzione quindi è accoglierli alla men peggio, ricordando la differenza tra notizie vere e fake news. Perchè anche se oggi si parla tanto delle fake news che la Russia starebbe diffondendo in Italia per condizionare le elezioni politiche, come ha condizionato quelle americane, le fake news più diffuse restano quelle razziste. Immagini di immigrati o falsi immigrati che dicono di odiare gli italiani, che dicono di voler vivere qui a sbafo, e così via sono su molte pagine Facebook. False foto di immigrati che rompono statue della Madonna, che buttano il cibo, o che dicono che vogliono il wi-fi vengono diffuse in ogni dove su Internet. E nonostante il lodevole sforzo di debunker come BUTAC o David Puente, sono molti gli italiani che credono a queste fake news. Ed è chiaro che contro di loro è inutile discutere: chi crede alle bufale, non è conducibile alla ragione. Sono persone che credono a priori a queste cose. Cioè sono persone razziste che odiano a prescindere gli immigrati e che quando vedono queste foto o questi video ci credono perchè sono una conferma del loro pregiudizio. 

Il generale Sherman - un eroe della Guerra Civile americana per il nord - una volta disse: "Un indiano buono è un indiano morto". Una frase densa di razzismo, ma che era diffusa tra gli abitanti del West. Oggi i razzisti italiani pensano che "un migrante buono è un migrante morto". E quindi applaudono le migliaia di migranti che muoiono in Libia o naufragando in mare.

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di Antonio Rispoli
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