Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Cosa cercano coloro che vogliono una partner così?

Una donna sottomessa? Per farci cosa?


Una donna sottomessa? Per farci cosa?
30/11/2012, 19:56

Una precisazione, prima di iniziare: questo articolo esaminerà solo il rapporto tra un certo tipo di uomini e un certo tipo di donne. Chi non si riconosce in queste tipologie, sappia che l'articolo non è per lui/lei. E lungi da me è l'intenzione di riportare tutte le donne o tutti gli uomini ad uno stereotipo.


Pochi giorni fa, coinvolto in una discussione sui matrimoni (c'era la notizia che sono in aumento i matrimoni di italiani con rumene ed altre straniere dell'est Europa), c'è stato un intervento sulle donne musulmane, più o meno di questo tenore: "Ma non vedete come anche gli italiani vogliono le donne sottomesse?". 
Una frase abbastanza comune, che tuttavia mi ha dato da pensare. Perchè mi sono chiesto: ma che tipo di rapporto ci può mai essere con una donna sottomessa? Lasciamo stare quello che può succedere in camera da letto: la donna-schiava che soddisfi qualsiasi capriccio o desiderio è uno dei "sogni" della maggior parte degli italiani. Ma escluso quel momento, sai che noia il resto della giornata? "Cara, pulisci la casa". "Sì, caro". "Cara, prepara la cena". "Sì, caro". "Cara, sei una deficiente". "Sì, caro". A livello intellettuale la discussione è vicino allo zero. Ma anche il confronto su qualsiasi livello: la donna sottomessa si terrà tutto dentro, senza mai o quasi mai esprimere il proprio parere. Sarà un corpo vuoto, in pratica, che aspetta di essere riempito dal marito-padrone. 
In realtà, l'uomo che vuole la donna sottomessa lo fa perchè vuole esattamente questo: un guscio vuoto. Questo perchè è lui stesso che si sente vuoto, inadeguato al mondo. Si tratta di persone che - per i motivi più svariati - hanno fallito nella vita da ogni punto di vista. E quindi cercano una donna non per avere una relazione alla pari, ma una relazione "alto-basso" che possa restituirgli (o almeno è quello che lui pensa) fiducia in se stesso. Invece, in genere, alla lunga è proprio questo rapporto - le rare volte che si crea - a rendere più inutile la persona che si crede dominante. Proprio perchè non si crea alcun rapporto serio e duraturo.
Questa è anche una delle cause dei maltrattamenti che talune donne subiscono dai partner. Perchè quando la persona che ho descritto si trova di fronte una donna non sottomessa, il senso di inadeguatezza si manifesta ogni giorno di più, per cui a volte resta solo la forza fisica per "dominare"la partner. Inutile dire quanto la cosa sia sbagliata ed inutile; e ci sono quasi 150 donne solo quest'anno che possono testimoniare con la loro morte quanto sia pericoloso. 
Ma quali sono le cause di questa situazione? Volendo dirla on maniera grossolana, potremmo dire che le donne con il 1968 si sono evolute socialmente e gli uomini no. Chiaramente questa è una valutazione grossolana ed una evidente generalizzazione; eppure c'è qualcosa di vero. Nel senso che la donna, dopo il 1968 e i moti femministi che ne seguirono e dopo aver scoperto la sempre maggiore possibilità di carriera sul lavoro, ha cominciato a cercare la propria emancipazione in maniera sempre più aperta ed evidente. Mentre prima subiva in silenzio, anche perchè parlarne era socialmente criticabile, adesso protesta ad alta voce, perchè chi la sente non dà più la colpa a lei, ma a lui. 
Contemporaneamente non c'è stata una pari evoluzione tra gli uomini. I genitori hanno continuato ad allevarlo con le caratteristiche culturali del machismo. Chi non ricorda quella vecchia pubblicità di un profumo con lo slogan: "Per l'uomo che non deve chiedere mai"? E' esattamente quello che veniva e viene insegnato ai figli maschi in molte famiglie. Cioè che l'uomo deve essere forte, non deve mostrare debolezze, perfetto e infallibile. Non sono stati insegnamenti molto diversi da quelli che ho avuto io o che hanno avuto i miei coetanei. Ma a me è stato anche insegnato che sbagliando si impara; e col tempo ho capito che un errore può sempre capitare, basta imparare da esso e cercare di porvi rimedio. Affrontandone le conseguenze senza timore. Ma quanti hanno questa "solidità" mentale, questa capacità di mettersi in discussione? E' un po' come un terremoto che colpisca una casa: se essa è solida, con buone fondamenta, resioste senza problemi. Ma se la casa è costruita male, con fondamenta mal piazzate e tirata su alla men peggio, rimettersi in discussione è tragico. E quindi l'errore non è mai il proprio, è sempre colpa degli altri. Non c'è debolezza nel "macho", e se c'è è perchè qualcuno l'ha indebolito o l'ha colpito o l'ha preso alle spalle, ecc. 
Ed è chiaro che la maggioranza delle persone non è in grado di fare un esame di se stessi per mettersi in discussione. Non c'è la solidità necessaria. E quindi ecco che serve un capro espiatorio. E questo capro espiatorio può essere benissimo una donna altrettanto debole che subisca; ma anche anche una donna purchè sia, magari da accoltellare o da stuprare per un no.   

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©