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Una lezione di teologia per Papa Benedetto XVI


Una lezione di teologia per Papa Benedetto XVI
14/12/2012, 17:45

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale sulla Pace, Papa Benedetto XVI ha fatto due azioni decisamente inadatte a mantenere o favorire la pace. La prima è che ha ricevuto Rebecca Kadanga, promotrice in Uganda di una legge che infligge la pena di morte ai gay (l'iter parlamentare inizierà il prossimo 15 ottobre). E' chiaro che in un Paese dove non si accetta la normalità sessuale, non è certo un buon passo verso la pace. 
Il secondo punto è una lettera, indirizzata ai nunzi apostolici (cioè l'equivalente degli ambasciatori per la Santa Sede), in cui attacca in maniera violenta l'aborto e l'eutanasia (difendendo invece l'obiezione di coscienza, ovviamente, fonte di enormi guadagni per le cliniche private di proprietà del Vaticano e di altre associazioni cattoliche), ma anche i matrimoni gay, considerati "un'offesa contro la verità della persona umana" e "una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace". 
Ora, nello scrivere queste cose, il Papa va contro gli insegnamenti del Vangelo. Magari non tanto sul discorso dell'aborto, perchè lì è il presupposto che conta: se si è così ignoranti in scienze da credere che l'ovulo fecondato sia vita, il resto va di conseguenza. In realtà, i medici concordano sul fatto che si può parlare di vita solo quando entra in funzione il sistema nervoso, cosa che consente al feto di sviluppare una interazione con il mondo che lo circonda. E questo avviene verso il 120esimo giorno (per questo la legge fissa il termine di 90 giorni: anche se a volte lo sviluppo può essere un po' più precoce, è garantito che al 90esimo giorno il sistema nervoso è ancora in fase di programmazione). D'altronde, se vogliamo considerare l'ovulo fecondato come vita, allora una donna che abbia una normale attività sessuale è una serial killer. Infatti, la stragrande maggioranza degli ovuli fecondati non arriva mai ad essere un bambino. In qualche caso viene attaccato dai globuli bianchi prima di attecchire alla parete dell'utero (si tratta pur sempre di un corpo estraneo); in qualche caso c'è un errore genetico. Per esempio, pochi sanno che nel momento in cui l'ovulo e lo spermatozoo si fondono, per qualche istante si crea un essere che ha non 46 ma 69 cromosomi: 46 da parte dell'ovulo e 23 da parte dello spermatozoo. Ma subito dopo la metà dei cromosomi dell'ovulo viene espulsa, e si hanno 46 cromosomi nuovamente. Alle volte però c'è un errore per cui non vengono espulsi tutti i 23 cromosomi materni e si creano DNA che hanno troppi cromosomi. E la maggior parte degli embrioni con queste malformazioni genetiche muoiono. Altre volte è l'utero della donna che non riesce a sviluppare una parete interna abbastanza spessa da "accogliere" l'ovulo. Insomma, per un motivo o per l'altro, la donna distrugge - senza alcuna volontarietà, è ovvio - oltre il 90% degli ovuli fecondati, in media. 
Per questo la visione dogmatica della Chiesa è scientificamente sbagliata.  Ma del resto, la Chiesa ha sempre osteggiato il sapere e la conoscenza, innanzitutto quella scientifica: non gli permette di raccontare balle con facilità. Ma comunque qui siamo in una situazione dove cambiando il punto di partenza, cambiano le conclusioni, Vangelo o non Vangelo. 
Diverso è il discorso dei gay. L'odio feroce che il Vaticano mostra contro gli omosessuali invece è una perfetta violazione dello spirito del Vangelo e dell'intera Bibbia. Infatti, uno dei punti fermi della religione cattolica è la superiorità dell'anima sulla carne. E che cosa è un gay? E' una donna con l'anima di un uomo o, al contrario, un uomo con l'anima di una donna. Per questo non è strano che un uomo gay cerchi un altro uomo: la sua anima femminile cerca un'anima maschile. E viceversa. Quindi la Chiesa dovrebbe accogliere a braccia aperte i gay, se solo rispettasse lo spirito del Vangelo e soprattutto un principio che loro stessi ripetono di continuo: l'uomo non disfi ciò che l'uomo ha fatto. Infatti i gay nella storia umana ci sono sempre stati. Anche mettendo da parte quelle popolazioni in cui la bisessualità e i rapporti omosessuali erano diffusi (penso agli antichi greci o agli antichi romani), ci sono prove che gay ci sono stati in ogni epoca e in ogni parte del mondo. Perchè essere gay è una condizione naturale che abbraccia in media circa il 10% della popolazione, ad ogni latitudine e in ogni epoca. Quindi, a chi crede nella creazione, non sfuggirà che se c'è una costante praticamente fissa, indipendentemente da tutto, significa che è volontà di Dio. E quindi perchè gli uomini (del Vaticano) interferiscono con la volontà di Dio? 


PS: Ovviamente, come sarà risultato evidente leggendo il pezzo, non c'è nessuna lezione di teologia, men che meno una lezione per un esperto come Ratzinger, che conosce a menadito le Sacre Scritture. Il titolo è semplicemente uno sfottò, ma non il contenuto, che è turto vero. E rimane la gravità dei due gesti compiuti dal Papa, due gesti che comunque sono in linea con il comportamento assunto dal Vaticano in altre occasioni. Per esempio all'Onu, dove ha sempre spinto a favore dei Paesi che applicano la galera o la pena di morte contro i gay. 

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di Antonio Rispoli
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