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"Ungheria salva per la sovranità monetaria": bufala sul web


'Ungheria salva per la sovranità monetaria': bufala sul web
10/03/2014, 20:08

Tra le bufale che circolano sul web, c'è anche quella sull'Ungheria, che sarebbe una sorta di paradiso, grazie al presidente-dittatore Viktor Orban. Il quale - recita la bufala - sfidando il potere delle banche, della massoneria, del Nuovo Ordine Mondiale, della Spectre e della Banda Bassotti, ha liberato l'Ungheria dal giogo di chi la voleva schiava. 

In particolare, continuano i bufalari, Orban avrebbe ottenuto questo in tre mosse: ha cacciato il Fondo Monetario dal suo Paese; ha nazionalizzato la Banca Centrale ungherese, in modo da stampare moneta "senza debito"; e queste due cose, messe insieme gli avrebbero permesso di far esplodere l'economia ungherese che sta correndo a ritmi da primato. Ci manca solo il classico "E vissero felici e contenti"; ma non ce lo possono mettere, altrimenti la gente capirebbe che raccontano una favola.

Allora, vediamo di capire la situazione. Cominciamo dall'economia: nel 2013 l'Ungheria è cresciuta di poco meno dell'1%. Certo, rispetto all'Italia è un successone, Ma in termini assoluti è molto poco. Soprattutto se consideriamo che l'Ungheria è economicamente molto povera, e quindi ha margini di miglioramento enormi. rispetto ad altri Paesi più ricchi. Quindi, di sicuro non sta correndo al ritmo della Cina, che cresce di 7-8 punti percentuali all'anno. 

Anche le esportazioni non è che vadano benissimo. La bilancia dei pagamenti nel 2011 era in attivo di 150 milioni di euro. Un successone? Direi di no, se si pensa che quella italiana ha un avanzo che va dai 25 ai 30 miliardi di euro. Non c'è quindi paragone. Infine il reddito procapite è circa la metà di quello italiano, quindi niente da festeggiare. E anche l'occupazione è molto debole, in media con gli altri Paesi europei. E quindi il terzo punto abbiamo dimostrato che è falso.  

"Almeno saranno veri gli altri due", dirà qualcuno. Vediamo. Il Fondo Monetario Internazionale non ha sedi in nessun Paese europeo, quindi non ha mai avuto una sede in Ungheria. Se consideriamo il "cacciare" nel senso che l'Ungheria ha chiuso i debiti aperti con l'FMI, è vero. Orban infatti ha fatto un prestito con le banche cinesi (ad un tasso di interesse esorbitante, superiore a quello richiesto dal FMI) per ripagare quello che era stato chiesto in precedenza. Ha risolto qualcosa? No, ha solo aumentato il proprio debito. E solo per ripicca perchè nessun Paese europeo ha riconosciuto la sua presa di potere del Paese (dove ormai democrazia e libertà sono parole inesistenti). 

E qui arriviamo al terzo punto. Che è anche il più divertente: la Banca Centrale ungherese stampa moneta "senza debito". Che cosa significa? E' uno dei teoremi dei cosiddetti "signoraggisti" e di coloro che parlano di sovranità monetaria come se fosse qualcosa di vero. Secondo questi due gruppi di persone, quando il denaro è stampato da una banca pubblica, gestita dallo Stato, può essere stampato senza limiti, usandolo quindi anche per coprire il debito pubblico o per funzionare da stimolo per l'economia. Abbiamo già visto che per l'economia non è servito a gran che. E quindi già questa teoria è depotenziata. 

Ma in realtà Orban ha fatto molto meno. Ha solo sostituito il vecchio direttore della Banca Centrale, che secondo le vecchie leggi doveva essere un tecnico, con uno di propria fiducia. Punto. Il resto funziona come prima: la Banca Centrale mette sul mercato i titoli di Stato, che vengono acquistati da chi vuole investire. La differenza è che ora i tassi di interesse sono molto più alti: ci si fida poco di un direttore di Banca Centrale nominato da un politico. In parte è anche vero che la Banca Centrale sta stampando più moneta. Ma questo sta ottenendo il solo effetto di svalutare la moneta sui mercati internazionali. I tassi di interesse sui titoli a breve termine ungheresi sono già schizzati oltre il 6% (l'Italia, all'ultima emissione di Bot, ha pagato di interessi lo 0,676%), contro il 3% di inizio 2013; e non accennano a scendere. 

In realtà è impossibile stampare moneta "senza debito". Non è un capriccio, lo pretendono le norme della contabilità, che sono uguali in tutti i Paesi. Vediamo se riusciamo a fare un corso accelerato di ragioneria in poche parole. Una delle regole fondamentali della ragioneria è che quando si mette una somma nelle uscite, si deve mettere una corrispondente somma nelle entrate; e viceversa. Naturalmente, poi ci sono le varie specificazioni tecniche, su cui per il momento sorvoliamo. 

Adesso immaginiamo di andare a chiedere un prestito. Io entro in banca e chiedo 10 mila euro, che mi vengono accordati. La banca cosa segnerà nella sua contabilità? Metterà 10 mila euro nella colonna "uscite". Nella colonna "entrate" ci sono gli stessi 10 mila euro avuti dalla banca centrale, la quale fornisce il denaro alle banche a richiesta. A sua volta la banca centrale avrà messo quei 10 mila euro nella colonna "uscite" (altrimenti non c'è corrispondenza con la banca che mi ha prestato i soldi). Nella colonna "entrate" la banca centrale mette diverse voci: i soldi necessari per acquistare le materie prime necessarie alla stampa delle banconote, le stampanti per il denaro (che non sono come quelle di casa, ma hanno caratteristiche che non esistono sul mercato, come la possibilità di stampare un numero di serie variabile in automatico o la possibilità di usare sfumature di colori che non si troivano nelle stampanti professionali), ecc. La differenza entra a far parte dei guadagni della banca, alla voce "redditi da signoraggio". 

Nel caso della Bce c'è un passaggio in più che vedremo tra poco. Ora, sapendo questo, come si fa a stampare senza debito? La Banca Centrale, nel momento in cui emette denaro, lo fa su richiesta della singola banca oppure, in alcuni Paesi (come gli Usa), in contropartita dei titoli di Stato. Ma in entrambi i casi, sono un costo, nel bilancio della banca centrale. E non può essere altrimenti. Pensateci: se la banca centrale lo segnasse come entrata, quale sarebbe l'uscita corrispondente? Cioè a quale spesa corrisponde l'entrata? E la banca che riceve i soldi, con che criterio la considera una uscita? Basta usare un minimo di buon senso per capire che non è possibile. 

Qual è il passaggio in più della Bce? Che la Bce dà i soldi alle banche centrali, le quali, a loro volta danno i soldi alle banche nazionali. Quindi bisogna aggiungere un passaggio a quanto detto prima. Inoltre, la Bce tiene la contabilità del reddito da signoraggio separata, rispetto a quella degli altri redditi. Questo perchè il reddito da signoraggio viene diviso solo tra gli Stati che sono azionisti della Bce ed usano l'euro; mentre tutti i Paesi si dividono i redditi provenienti da altre fonti. 

Quindi, come si vede, sull'Ungheria vengono raccontate un sacco di balle. Esattamente come se ne raccontano sull'Islanda che avrebbe processato i banchieri del FMI (in realtà sono stati processati gli azionisti di una banca che si erano macchiati del reato di bancarotta; e con due referendum la popolazione ha detto no all'ipotesi di usare soldi pubblici per salvare la suddetta banca privata che si era pesantemente indebitata con banche francesi ed inglesi). Oppure sull'Argentina, che sarebbe stata salvata proprio grazie alla sovranità monetaria. Peccato che in realtà l'Argentina sia in una pesante crisi economica, con una inflazione reale intorno al 25%, oltre metà della popolazione che è sotto la soglia di povertà, e poche esportazioni. Inoltre ha dovuto dichiarare il default dei propri titoli già 5 volte tra il 1990 ed oggi; e secondo molti analisti è in procinto di dichiararne un altro. 

Insomma, tutti Paesi del Bengodi sul web, ma che nella realtà sono in una crisi nera. E questo per diffondere illusioni e favole tese politicamente ad indebolire l'euro. La creazione di questa moneta sovranazionale infatti sta distruggendo le esportazioni made in Usa, perchè l'euro ha eliminato il quasi monopolio Usa del dollaro come moneta base per i commerci internazionali. Un indebolimento che ha favorito lo yuan cinese, che oggi è la valuta più utilizzata nei commerci internazionali, mentre il dollaro continua a perdere terreno anche rispetto all'euro. 

E quindi diciamo "evviva l'euro"? Sì. Senza dubbio. Utilizzare l'euro ci ha permesso di avere tassi di interesse bassissimi sul nostro debito pubblico, cosa che ci ha fatto risparmiare qualcosa come un centinaio di miliardi l'anno, sin dal 1997, anno in cui venne stabilito che l'Italia avrebbe fatto parte dell'euro. Del resto, il calcolo è semplice: come ho detto prima, i Bot ad un anno all'ultima asta avevano un tasso di interesse dello 0,676%, per un totale di 8 miliardi. Significa che su questa emissione noi pagheremo poco più di una cinquantina di milioni di interessi. Se guardiamo nel mondo, i Paesi che hanno il nostro stessa rating piazzano i loro titoli intorno al 20%. Che, su 8 miliardi, significa pagare 1600 milioni di interessi. C'è qualcuno che nota la differenza tra il pagare 50 milioni e pagarne 1600? 

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di Antonio Rispoli
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