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Venezuela: ultimo tentativo degli Usa e di Guaidò per eliminare Maduro


Venezuela: ultimo tentativo degli Usa e di Guaidò per eliminare Maduro
01/05/2019, 12:35

Nel tardo pomeriggio di ieri, Juan Guaidò ha diffuso via Youtube un video in cui invitava la popolazione a scendere in piazza contro il presidente Nicolas Maduro, assicurando che l'esercito lo avrebbe sostenuto. 

Da quel momento, la capitale del Venezuela è stata teatro di numerosi scontri e violenze. Di cui però sui giornali e Tv italiane è arrivata solo una parte. Cioè quella che poteva essere manipolata per raccontare di quanto fosse malvagio Maduro. Per esempio, un filmato della BBC che è stato descritto su tutti i giornali e in tutte le Tv come "I blindati di Maduro investono pacifici manifestanti". In realtà, se si guarda con attenzione il video, si vedono due dettagli. Il primo è che i cosiddetti "manifestanti" erano tutti a volto coperto ed armati di spranghe di ferro. Il secondo è che inizialmente sono i "manifestanti" ad attaccare i blindati. Certo, non è che con le spranghe di ferro potessero fare molti danni; ma di certo poliziotti e soldati non è cghe potevano subire senza reagire. Basta guardare in Italia: avete mai visto poliziotti che vengono aggrediti e che non reagiscono? E perchè in Venezuela dovrebbero essere diverso? I blindati non hanno comunque investito nessuno: hanno fatto finta per allontanare i "manifestanti". E lo si capisce guardando i blindati: sono mezzi fatti per camminare a tutta velocità su qualsiasi terreno sterrato. Un mezzo del genere può tranquillamente passare sopra un corpo umano senza che il guidatore neanche senta il sobbalzo. 

Inoltre c'è un dettaglio che nessun giornale o telegiornale ha sottolineato. Gli scontri non sono avvenuti in mezzo alla strada, bensì dentro una base militare. Secondo voi, cosa sarebbe successo in Italia, se qualche centinaio di persone, con la faccia coperta e una spranga in mano, avesse sfondato l'ingresso di una base militare? Credete che i soldati si sarebbero presentati con un bel sorriso dicendo: "Prego, accomodatevi"? Oppure avrebbero usato anche loro idranti, blindati, fumogeni e qualsiasi cosa avessero a disposizione? Soldati e poliziotti devono difendere gli obiettivi militari che sono considerati "obiettivi sensibili" in tutti i Paesi del mondo. E se lo sono in Italia, perchè non dovrebbero esserlo in Venezuela, che è un Paese sotto attacco da molti anni? 

In realtà questo attacco era uno sbocco facilmente prevedibile (anche se col senno di poi). Perchè come avevo scritto in un altro editoriale qualche settimana fa, il golpe di Guaidò era fallito. Avrebbe dovuto portare quest'ultimo a sostituire Maduro in poche settimane. E invece la situazione era in stallo. E lo stallo andava a detrimento di Guaidò, indebolendolo giorno dopo giorno. Quindi l'unica alternativa di Guaidò era l'azione violenta. E ha avuto rinforzi per farla. Non mi riferisco a quelle poche decine di soldati che sono stati mostrati nei filmati (interessante notare come non ci fossero ufficiali, ma solo persone piuttosto in basso nella scala gerarchica), bensì all'invio di alcune migliaia di mercenari addestrati dalla Blackwaters. La notizia è stata diffusa dall'agenzia Reuters, ma quasi nessun giornale italiano l'ha ripresa. Per chi non lo ricordasse, la Blackwaters è quella agenzia di contractors (chiamarli così è più figo che chiamarli "mercenari") che è stata cacciata dall'Iraq perchè i suoi elementi hanno ucciso, torturato o stuprato centinaia e centinaia di persone. 

In realtà, il problema non è a Caracas, ma a Washington. Su quello che sto per dire, ognuno può pensare che sia complottismo o pregiudizio; ma è tutto facilmente dimostrabile. Perchè sono gli Usa che agiscono dietro le spalle di Guaidò. E Trump non è il tipo da avere pazienza. L'attacco economico, in corso da anni contro il Venezuela, richiedeva ancora molto tempo per dispiegare tutti i suoi effetti. Per questo hanno ordinato a Guaidò di forzare i tempi, prima autoproclamandosi presidente; poi hanno organizzato i black out che hanno afflitto il Venezuela sin da marzo; e adesso sono partiti con questa ondata di violenza. Che probabilmente non aveva neanche come obiettivo di rovesciare Maduro: non ci sono abbastanza uomini. Ma se si presenta il Venezuela come un Paese nel caos, dilaniato da una guerra civile, si potrebbero creare le condizioni per autorizzare un intervento degli Usa. Intervento che ovviamente si concentrerebbe sull'esercito venezuelano e su Maduro, per sostituirlo con Maduro o con qualche altro burattino. 

Perchè diciamolo chiaramente: Guaidò non è altro che un burattino. Che gli Usa vogliono usare per rimettere le mani sul Venezuela. E' dagli anni '50 almeno che gli Usa controllano il Venezuela e si prendono tutto il petrolio che vogliono senza pagare il giusto prezzo. Questa pacchia è finita con Chavez, che ha nazionalizzato le società petrolifere e ha utilizzato i proventi della vendita del petrolio per costruire welfare: scuole, ospedali, acquedotti, pensioni, ecc. Il punto è che quei proventi gli Usa li voleva per sè. Per questo sin da quando è stato eletto Chavez gli Usa non hanno fatto altro che aggredire il Venezuela: prima un colpo di Stato, poi tentativi di referendum più o meno addomesticati, poi la morte di Chavez e adesso un nuovo colpo di Stato. Una sequenza che viene completamente ignorata dai mass media italiani, che parlano solo di "regime Maduro", come se in quel Paese ci fosse chissà quale dittatura. In realtà oggi su un quotidiano c'è una intervista a Pino Arlacchi (già amico di Falcone e Borsellino, ha combattuto la criminalità organizzata dietro le quinte ed è stato uno degli artefici della DIA; inoltre è diventato prima parlamentare e poi sottosegretario generale alle Nazioni Unite), che in questo momento è a Caracas. E racconta tutta un'altra storia rispetto a quella dei mass media italiani. 

Ok, non volete credere a me, che sono uno sconosciuto. Ma Arlacchi non lo è. E se lui dice che a Caracas il problema è Guaidò e che Maduro governa legittimamente e in democrazia, vogliamo credere a lui, piuttosto che a giornalisti che non sono mai stati in quel Paese? In realtà Arlacchi già ha pubblicato altri articoli in cui spiega come i giornali e le Tv italiane stiano dando una visione deformata della realtà dei fatti, una visione molto parziale e alla fine fasulla. Ha spiegato come il popolo venezuelano sia in gran parte dalla parte del presidente legittimo, perchè sta agendo a loro favore, mentre Guaidò è sostenuto solo dalla parte più ricca del Paese. Che è la stessa parte che è rimasta "danneggiata" dall'attività governativa di Chavez a favore della popolazione. Del resto Guaidò ha promesso di cancellare tutte le leggi fatte da Chavez e da Maduro, riportare i venezuelani nella più estrema povertà e far diventare i ricchi ancora più ricchi. 

In realtà qui si stanno combattendo due guerre. Come in Iraq nel 2003 e in Siria. Cioè da una parte c'è una realtà vera, fatta di aggressioni contro uno Stato sovrano e purtroppo fatta anche di morti, feriti e distruzioni; dall'altra c'è una guerra mediatica, che vede tutti i mass media schierati a favore degli aggressori che devono essere giustificati nel loro agire. E allora in Iraq si inventarono le "armi di distruzione di massa" che Saddam Hussein non aveva. In Siria si sono inventati le armi chimiche, che Bashar al Assad non ha mai usato. E qui si inventano un regime che non esiste e non è mai esistito, per giustificare l'aggressione in corso. In realtà era molto più regime il governo precedente a Chavez, quello appoggiato dagli Usa. Quello che senza battere ciglio dette l'ordine nel 1989 all'esercito di sparare sui manifestanti disarmati uccidendo oltre 3000 persone. Quello che estraeva petrolio per cederlo agli Stati Uniti al 10-20% del suo valore di mercato. Quello che attirava imprenditori dall'estero - anche italiani - garantendo che avrebbero pagato salari bassissimi ai lavoratori venezuelani. Quello che costringeva l'ONU ad inviare grandi quantità di cibo di emergenza, per permettere ai cittadini venezuelani di sopravvivere. Altro che i problemi attuali di inflazione, creati dagli Usa al Venezuela. 30 anni fa la gente moriva letteralmente di fame in Venezuela. Ma nessuno ne parla, nesusno lo ricorda. E poi perchè ricordarlo? Gli italiani devono credere che il problema del Venezuela sia Maduro, in modo da appoggiare un eventuale attacco Usa contro i cittadini venezuelani. 

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di Antonio Rispoli
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