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GB sempre più lontanta, c'è il rischio del caos in Italia

Vertice UE: la nuova sfida è blindare l'euro

Obiettivo: "Proteggere risparmi dei cittadini"

Vertice UE: la nuova sfida è blindare l'euro
11/12/2012, 20:31

BRUXELLES - Appuntamento finale per l'Europa dei rinvii, che da una parte cerca di uscire dalla crisi e dall'altra di disegnare il suo futuro: il vertice di giovedì e venerdì è l'ultima possibilità per i leader dei 27 di dimostrare la volontà di andare avanti insieme, chiudendo capitoli non più prorogabili come l'unione bancaria e immaginando un percorso che metta al sicuro l'euro e costringa gli Stati a fare il loro dovere sia di risanamento che di crescita. Ma su tutto pesa l'incognita Gran Bretagna, sempre più distante dalla Ue, le elezioni tedesche che rischiano di far slittare le decisioni europee, e anche il rischio “caos Italia”, che potrebbe riaccendere la spirale del contagio della crisi dei debiti. L'unica decisione “operativa” prevista nel vertice, è quella sulla supervisione unica delle banche europee, che senza accordo mancherà l'obiettivo previsto di entrata in vigore a gennaio 2013. Domani un Ecofin straordinario dovrebbe raggiungere un compromesso per consentire ai leader di segnare un altro punto nella partita contro la crisi. La supervisione unica, primo elemento del trittico che compone l'unione bancaria, serve a “proteggere i risparmi dei cittadini”, ha spiegato oggi il ministro degli affari europei Enzo Moavero. La tappa successiva sarà infatti una garanzia unica sui depositi. Ma il vertice guarda oltre gennaio 2013. I quattro presidenti, cioè Van Rompuy, Barroso, Draghi e Juncker, hanno preparato un rapporto che presenteranno ai capi di stato e di governo che spiega come rafforzare l'integrazione economica europea, rafforzando la governance, rendendo gli Stati più disciplinati e affidabili, per arrivare un giorno ad avere una vera Eurozona dotata di un bilancio comune e quindi capace anche di fare emissioni comuni di debito (eurobond). Un progetto per molti visionario, che immagina per il 2013 già la prima tappa, destinata a far discutere, che vuole istituire “impegni contrattuali” tra Stati e Bruxelles sulle riforme. In pratica, i Paesi dell'euro “stringeranno accordi individuali di natura contrattuale con le istituzioni Ue sulle misure e le riforme che intendono portare avanti e sui mezzi per applicarle”, si legge nel rapporto dei presidenti. Le riforme andranno fatte sulla base delle raccomandazioni che Bruxelles fa dopo le previsioni economiche. Per realizzare questa nuova tappa dell'integrazione non servirà modificare i Trattati, quindi basterà il via libera dei 27 per far scattare una nuova stretta sulla disciplina. Ma la riforma della governance non avrà un cammino facile, e anche se l'Italia avrebbe voluto “un calendario più ambizioso”, già solleva dei dubbi sui “contratti”: “Bisogna valutare meglio i contractual arrangements”, spiega il ministro Moavero, sottolineando come la proposta sia ancora vaga e l'Italia si riserva di valutare in futuro. E nel momento in cui l'Europa vuole mettere nero su bianco gli impegni dei Paesi per le riforme, a far paura è qualunque deragliamento dagli sforzi di risanamento. In quest’ottica s'inseriscono i timori sull'Italia, impegnata in un cammino molto rigido, che Bruxelles tiene d'occhio passo dopo passo.

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di Valerio Esca
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