Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Via gli impresentabili del Pdl? Servono per la Lombardia


Via gli impresentabili del Pdl? Servono per la Lombardia
22/01/2013, 15:04

In questi giorni sui giornali si sta parlando molto della "operazione liste pulite" che sta avvenendo nel Pdl. Con tutte le conseguenze relative, come per esempio il caso di Nicola Cosentino, non candidato al Parlamento per le prossime elezioni. Con tutte le conseguenze relative. 
Tuttavia pochi sembrano essersi chiestio come mai questa decisione. Anche perchè è estremamente relativa. A cominciare dallo stesso Silvio Berlusconi, che si è ben guardato dal non candidarsi; o da Dennis Verdini, di cui Travaglio ha detto che ha più processi che capelli; o da Roberto Formigoni; e via via i tanti altri che indagati, processati e condannati sono nelle liste. Quindi è evidente che l'operazione, ha semplicemente due obiettivi immediati: mediatico, per far parlare bene del Pdl; e di facciata, per cercare di piacere di più. 
Ma ce n'è anche un altro: il tentativo di conquistare la Lombardia. Infatti alle prossime elezioni qui si deciderà molto della politica nazionale dei prossimi anni. Innanzitutto perchè ci sono anche le elezioni regionali, che per la Lega Nord sono esiziali: o vincono o il partito rischia di morire nel giro dei prossimi due anni. Non per niente hanno deciso di puntare sulla loro carta migliore, cioè Roberto Maroni; e non per niente si sono alleati col Pdl mettendo come punto focale proprio l'elezione a governatore dela Lombardia. Infatti, la campagna elettorale della Lega è finalizzata esclusivamente a conquistare quella regione. A cominciare dalla assurda proposta di mantenere il 75% delle tasse all'interno della Lombardia. 
Ma non è solo per questo. Infatti la conquista della Lombardia avrebbe ripercussioni anche a livelòlo nazionale. Secondo la legge elettorale (il famigerato Porcellum), se un partito vincesse in tutte le regioni, al Senato conquisterebbe 178 seggi. Ma se perdesse Lombardia e Veneto, scenderebbe sotto la quota di 162 seggi, indispensabili per avere la maggioranza al Senato. Il Veneto, secondo i sondaggi, è già nelle mani del centrodestra, dato che Pdl e Lega insieme dovrebbero raggiungere il 40% dei votimentre Pd e Sel non supererebbero il 33-35%. Resta quindi la Lombardia dove i sondaggi danno un risultato più o meno alla pari. Di conseguenza un punto percentuale in più o in meno fanno una enorme differenza. 
Da qui nasce la necessità di "fare pulizia": era l'unica maniera per ottenere il voto dei leghisti, molti dei quali non sono disposti a votare per il Pdl. Ma d'altra parte la conquista della Lombardia è finalizzata all'idea berlusconiana del "se non puoi vincere, almeno cerca di paralizzare tutto". Infatti, se il Pd non riouscisse ad ottenere una maggioranza al Senato, si alleerebbe con le liste Monti (e probabilmente si alleerà comunque) permettendo al Cavaliere di ottenere risultati in campo propagandistico. Insomma, roba del tipo "Monti è comunista", mentre il potere di ricatto del professore della Bocconi porterebbe il nuovo governo a continuare con le manovre pro-crisi: taglio delle pensioni, taglio della scuola e della sanità, precarizzazione del lavoro ancora più spinta, ecc. Insomma, le stesse politiche adottate per 10 anni dai governi Berlusconi e poi per 15 mesi dal governo Monti. Ma l'alleanza formale creerebbe un formidabikle aggancio per la propaganda politica. Il che, unito all'eventuale compravendita di senatori, porterebbe in breve il governo a cadere e ad elezioni anticipate. Insomma, un replay del foverno Prodi tra il 2006 e il 2008. Anche perchè non è un mistero che ci sono larghe fette del Pd che hanno lavorato e lavorano per favorire Berlusconi: Veltroni, D'Alema, Violante, lo stesso Napolitano (giusto per fare qualche nome) hanno sempre agito  con risultati pessimi per il proprio partito ed ottimi per Berlusconi. Se si tratta di incapacità o di volontà non lo so e non mi interessa indagare; quello che conta sono i fatti. E i fattio dicono questo. E dicono che lo stesso Bersani non ha mai mosso un dito contro Berlusconi. ANzi, in questa legislatura che sta finendo, ogni volta che il governo Berlusconi aveva problemi con la maggioranza, per misteriosi motivi c'erano pesanti assenze anche nel Pd (oltre che nell'Udc). Persino alla fine del governo Berlusconi, quando ormai aveva 308 deputati su una maggioranza necessaria di 316, il Pd (che non poteva allontanare 50 o 60 deputati senza sospetti) sui voti di fiducia si asteneva in massa "in nome della governabilità e della responsabilità verso il Paese". 
Quindi il punto è semplicemente questo: una operazione concentrata sugli interessi del nord Italia, con una ovvia conseguenza: prendersi i voti dei cittadini del sud e poi agire solo a favore di Lombardia, Veneto e Piemonte, cioè i feudi leghisti. E gli interessi dei cittadini meridionali? Evidentemente non gli interessano. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©
SONDAGGIO.

Per chi voterete alle prossime elezioni?

Quale sarà il vostro voto il 24 e il 25 febbraio?