Editoriali / L'opinione

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Lettera aperta della sindaca sul Messaggero

Virginia Raggi prova ancora a prendere per i fondelli i romani


Virginia Raggi prova ancora a prendere per i fondelli i romani
19/06/2017, 15:53

Oggi la sindaca di Roma Virginia Raggi fa pubblicare una lunga lettera aperta sul Messaggero rivolta ai cittadini romani.

La copio integralmente: "Gentile direttore, la ringrazio dell’ospitalità per questa lettera che dalle pagine del vostro quotidiano voglio idealmente inviare a tutti i romani. Vi scrivo a un anno dall’inizio del mandato per rafforzare quel filo diretto che è la base da cui siamo partiti per cambiare in meglio la nostra città. Un anno fa abbiamo iniziato un cammino insieme che sapevamo sarebbe stato pieno di ostacoli e difficoltà ma anche ricco di opportunità di crescita e cambiamento. È una sfida complessa che vinceremo. Ci stiamo mettendo alle spalle Mafia Capitale e le trappole che ha lasciato per disegnare una città moderna, soprattutto più vicina ai suoi abitanti. Siamo all’inizio di una sfida lunga cinque anni. Inutile elencare i problemi che abbiamo ereditato perché sono gli stessi che tutti i cittadini verificano con mano da anni: un sistema dei trasporti che, passo dopo passo, stiamo provando a liberare dai debiti per renderlo efficiente; una gestione dei rifiuti che, con il Piano Materiali Post Consumo, abbiamo cominciato a cambiare; il decoro cittadino. Li conoscevamo e li stiamo affrontando con un’azione di programmazione di medio e lungo periodo. Quest’anno abbiamo posto le basi per questa rivoluzione. E si vedono i primi segnali di un cambio di rotta, nonostante le resistenze di chi si oppone al cambiamento e di coloro che, dopo essere stati causa di molti dei problemi degli ultimi 20 anni, propongono di rimanere immobili. Abbiamo messo in strada quasi 200 mezzi di trasporto pubblico in più rispetto ai 950 che abbiamo trovato, arrivando a superate quota 1100. È solo l’inizio. Così come abbiamo dotato di telecamere per la sicurezza circa 500 autobus. In autunno si uniranno finalmente le linea A e C della metropolitana presso la stazione San Giovanni. Sono segnali importanti per la città. Abbiamo dotato l’Ama di mezzi nuovi per la raccolta dei rifiuti, avviato il reperimento di personale per la manutenzione del verde pubblico, attivato nuove isole ecologiche e la raccolta porta a porta per le utenze non domestiche in alcuni municipi. Sono tante le iniziative, come il recupero delle spiagge di Ostia. Abbiamo migliorato il progetto dello stadio di Tor di Valle: meno cemento, più verde, messa in sicurezza del quartiere di Decima, potenziamento della linea ferroviaria Roma-Lido, unificazione della via del Mare con la via Ostiense fino al Gra. Un progetto che farà crescere l’occupazione e il Pil della città. Tutti devono unirsi lungo questo percorso di rilancio della città, mettendo da parte barriere ideologiche e pregiudizi. Noi lo stiamo facendo, allargando il progetto “Fabbrica Roma” a sindacati, imprenditori, mondo della ricerca, università, alle altre Istituzioni e tutta la società civile. Ci sono risultati che passano in sordina ma costituiscono una rivoluzione rispetto al passato. Una foresta che cresce non fa rumore. Roma ha approvato per la prima volta, dopo decenni, il proprio bilancio preventivo a gennaio: prima di tutte le altre grandi città italiane e molto prima rispetto alle amministrazioni precedenti. Ne vado fiera perché, oltre a determinare un premio in termini di fondi governativi per la città, Roma torna così a programmare e fare bandi di gara. Dovrebbe essere la normalità; per la nostra città rappresenta il ripristino della legalità. Grazie alla programmazione non si danno lavori in affidamento diretto con il pretesto dell’emergenza, quelli spesso finiti nelle inchieste sulla corruzione. Non si ruba più, non era scontato. È finito il tempo delle commesse agli amici degli amici. E gli effetti positivi si vedono già. Per la manutenzione delle strade è stato necessario attendere l’esito delle gare ma finalmente i lavori sono realizzati a regola d’arte perché c’è un contratto da rispettare. Ci hanno lasciato le strade con le buche, noi le ripariamo facendo gare regolari. E c’è un piano pluriennale per la manutenzione, cosa che prima non veniva fatta. C’è chi dice che l’onestà non basta. Invece paga, perché si traduce in risparmi per le casse del Comune e servizi migliori per tutti. L’onestà è la base dalla quale partire. Gli ostacoli e le sorprese non mancano. Cito, su tutti, i numerosi atti di vandalismo ai danni dei mezzi del Servizio Giardini proprio nel momento in cui è impegnato nella cura di parchi e verde attrezzato. Guarda caso uno dei settori su cui Mafia Capitale aveva puntato le sue mire. Stiamo cambiando una mentalità radicatasi nel tempo. È un lavoro poco appariscente ma necessario. La spesa annua per gli incarichi esterni della nostra Giunta è circa un quarto rispetto ai 12 milioni di euro del 2012 e quasi la metà rispetto ai 5,6 milioni del 2014. Abbiamo trovato una città ferma, una macchina amministrativa stremata dalle tristi vicende giudiziarie, tanta rassegnazione. Tuttavia, allo stesso tempo, posso affermare con altrettanta certezza che questa amministrazione dà ogni giorno il massimo per portare nuove energie. E abbiamo trovato anche molte persone che aspettavano un’opportunità di riscatto, pronte ad impegnarsi. Tutti i giorni al termine del lavoro quotidiano faccio un breve bilancio. Ci domandiamo se abbiamo fatto tutto il possibile: certamente, non abbiamo lasciato nulla di intentato. Non c’è dubbio che la strada da fare sia lunga e in salita. Ci sono stati ostacoli imprevisti e ce ne saranno. Ma allo stesso tempo non c’è dubbio che abbiamo messo la parola fine ad un sistema corrotto che per anni ha “mangiato” i soldi delle nostre tasse per avvantaggiare pochi e ha fornito servizi sempre più scadenti e non all’altezza di una grande capitale. Un sistema che non vuole il cambiamento. Le potenzialità di Roma sono sotto i nostri occhi, in particolare quando visitiamo altri Paesi: una città pulita, decorosa, che funzioni e accolga bene, moderna è possibile. È reale. E quella possibilità di riscatto dobbiamo darla a Roma perché la merita. I nostri figli la meritano. Abbiamo negli occhi un futuro che a poche migliaia di chilometri da qui è già presente. Nei nostri cuori la speranza e nelle nostre mani la possibilità di costruirlo. È un cammino che dobbiamo fare insieme. Ringrazio già da ora tutti i romani di ogni provenienza, passione politica. Io e la mia squadra, assessori e consiglieri, continueremo questo compito con il massimo impegno perché fare qualcosa per la propria città e per la propria comunità è un onore" 

Volendo fare un esame molto sommario, qui ci sono i tre capisaldi della propaganda grillina: 1) Noi agiamo per il meglio, ma ci ostacolano; 2) Tutti i guai sono colpa del Pd; 3) Noi siamo onesti e per questo ci combattono. Insomma, le stesse cose che ripetono da anni. Da notare come nella lettera non si spenda neanche una parola per la vicenda Marra, per l'avviso di garanzia ricevuto dalla stessa Raggi o per il fatto che la giunta è ancora incompleta dopo un anno dall'elezione di Virginia Raggi come sindaco della capitale. Insomma, è una visione che definire parziale è un eufemismo. Ma una analisi del genere è troppo superficiale. Quindi andiamo nei dettagli. 

Cominciamo con i trasporti pubblici: "Abbiamo messo in strada quasi 200 mezzi di trasporto pubblico in più". In realtà, di questi 200 mezzi, 150 sono quelli che aveva ordinato il sindaco Ignazio Marino (contestato sul punto da M5S e dalla stessa Raggi). Il resto sono vecchi mezzi dissequestrati e messi su strada... per un paio di settimane. Dopo di che si sono rotti tutti quanti. Sì, perchè in realtà resta il problema di una bassa disponibilità di mezzi e di un grosso numero di autobus fermi al deposito con danni più o meno gravi. E su questo l'amministrazione capitolina non ha mosso un dito. Servirebbero nuovi investimenti, nuove assunzioni per potenziare il reparto manutenzione (ma assunzioni vere, non una parentopoli tipo quella messa in atto ai tempi di Alemanno). Tutte cose che il Comune non ha fatto e che allo stato non sembra voler fare. 

Poi si può passare ai rifiuti. E qui la Raggi è comica, perchè si limita a dire che sono stati dati più mezzi all'Ama, la società pubblica che si occupa di raccoglierli. Non una parola sul fatto che mezza città è sepolta dai rifiuti, che ci sono discariche abusive in periferia in ogni dove, che c'è una vera e propria invasione di topi, di cinghiali e di gabbiani, tutti animali che sono attirati dai rifiuti. Ed ora che le temperature cominciano a salire, tra insetti e germi patogeni, i rischi sanitari aumentano in maniera esponenziale. E attenzione al dettaglio: non è vero che è sempre stato così. Certo, la raccolta dei rifiuti è sempre stata difficoltosa a Roma, ma non così. Un anno fa, per esempio, non si parlava di una emergenza rifiuti, come invece se ne parla quest'anno. Per lo più i rifiuti abbandonati erano quelli ingombranti: mobili, frigoriferi, materassi, ecc. Oggi invece il problema sono i sacchetti della spazzatura di tutti i giorni. Per carità, la Raggi potrà anche dire che costruiranno isole ecologiche, che faranno questo e quest'altro; ma sono promesse. E fidarsi delle promesse di un politico (chiunque sia il politico) è da stupidi. La realtà di tutti i giorni invece è quella delle foto che circolano sui social network. Ed è tragica. 

Altro capitolo tragico: le strade. Anche qui, non è che Roma in passato fosse un capolavoro con strade lisce come biliardi. Ma dire, come fa la Raggi, che "ci hanno lasciato le strade con le buche, noi le ripariamo facendo gare regolari. E c’è un piano pluriennale per la manutenzione, cosa che prima non veniva fatta" è una balla mostruosa. Le strade sono un disastro e in questo anno non sono stati fatti lavori seri in nessuna parte della città. Sì, qui e lì è stato buttato un po' di asfalto in qualche buca, ma in sostanza non è stato fatto nulla. E non c'è alcun appalto per la manutenzione in corso. Anche in questo caso, quindi, abbiamo le solite chiacchiere di propaganda che fanno a pugni con la realtà, che è fatta di tante strade danneggiate e il cui manto stradale non è stato riparato. 

C'è poi l'elenco di progetti futuri. Tante belle parole, tanti annunci più o meno eclatanti, ma la cui realizzazione è un punto interrogativo. E come ho detto prima, è da idioti fidarsi delle parole di un politico. Sia ben chiaro, non lo dico solo in riferimento alla Raggi o al Movimento 5 Stelle. Nessuno può impedire ad un politico di fare promesse a vuoto; ma proprio per questo, io ad un politico credo solo sulla base di quello che ha fatto. Nel bene o nel male. Ma due parole voglio spenderle sul progetto dello stadio della Roma. La Raggi nella sua lettera dicec he il progetto è stato migliorato. "Meno cemento, più verde". Oddio, se si vuole chiamare "verde" quella zona incolta che non viene interessata dal progetto... Ma quello che non viene detto è che il nuovo progetto non prevede opere pubbliche a spese dei costruttori, dato che saranno i cittadini romani a sborsare 45 milioni per questo scopo. Inoltre, rispetto al progetto iniziale, le opere pubbliche saranno estremamente ridotte e questo, nel caso lo stadio venisse costruito, creerà poi problemi di lungo termine. Infatti, mancano completamente le vie di fuga: solo due strade, ed entrambe molto trafficate. 50 o 60 mila spettatori per una partita importante possono creare blocchi stradali in quella zona. 

C'è poi la solita sparata dell'onestà, che si può sintetizzare nel: "Noi siamo onesti, per questo a Roma non si ruba più". Ora, premettiamo che un amministratore pubblico onesto non è una qualità, ma dovrebbe essere la normalità. E che un amministratore pubblico onesto ma coglione sinceramente non è che mi attiri particolarmente come esempio da eleggere. Ma c'è qualcosa di vero in quello che la Raggi dice. Sono meno le occasioni per rubare. Ma per un motivo diverso. Quando un imprenditore disonesto decide di violare la legge va a cercare qualcuno che possa decidere quello che gli interessa. Per un appalto, va a cercare il sindaco oppure un assessore competente in materia oppure il responsabile tecnico. Ma se io oggi sono un imprenditore romano disonesto, da chi vado? Dalla Raggi? Lei forse decide se si può soffiare il naso col fazzolettino di carta o di stoffa, ma nulla più. Se deve andare in bagno, deve prima chiedere a Grillo e a Casaleggio. Da un assessore? Ancora peggio, non hanno nessuna autonomia. Forse da un responsabile tecnico, ma sarebbe inutile, dato che la giunta ha dimostrato di non frequentare molto gli uffici tecnici del comune. Forse, da imprenditore romano disonesto, dovrei mettermi in macchina e andare a Milano alla sede della Casaleggio & Associati. Magari otterrei di più...

Battute a parte, a Roma probabilmente si ruba di meno, ma solo perchè non si sa a chi rivolgersi. Cioè manca quel "referente interno", chiamiamolo così, che permette di fare certi giochetti. Prendiamo l'esempio che sta tanto a cuore ai grillini: Mafia Capitale. Per quella vicenda ci sono diversi politici indagati o processati. Ma sono tutti politici che avevano un potere decisionale: il sindaco Alemanno, un paio di assessori, il capogruppo del Pd, ecc. Buzzi e Carminati non sono andati dall'ultimo consigliere eletto. Perchè? Perchè l'ultimo consigliere eletto non ha alcun potere, quindi perchè perdere tempo e denaro con lui? Il problema è che adesso a Roma non c'è nessuno che abbia potere decisionale. E lo si vede dal fatto che ogni tanto Beppe Grillo arriva a Roma a dare ordini alla giunta. 

Altra cosa divertente è quando la Raggi dice: "Roma ha approvato per la prima volta, dopo decenni, il proprio bilancio preventivo a gennaio: prima di tutte le altre grandi città italiane e molto prima rispetto alle amministrazioni precedenti". In realtà, il bilancio provvisionale va approvato entro dicembre. E la giunta Marino l'ha fatto nei due anni in cui ha agito. Era la giunta Alemanno che spesso e volentieri arrivava in ritardo; ma è noto che M5S non dice mai nulla contro Forza Italia e gli altri partiti di destra, dato che pescano nello stesso elettorato. C'è poi un'altra data limite per il bilancio, che è aprile; ma quella è la data dopo cui scattano le sanzioni. Ed è bene ricordare che il bilancio del Comune inizialmente era stato respinto dai revisori dei conti, per le incongruenze in alcuni punti.

Insomma, una lettera aperta che non dice nulla. Promette, cerca di nascondere le responsabilità della sindaca, parla di successi che non esistono. La realtà di Roma invece è quella di una giunta ferma e immobile. Da quello che ho letto (premetto che questa l'ho letta su un giornale, ma non ho avuto modo di controllare se fosse vero), se escludiamo le delibere obbligatorie - nomine, bilancio previsionale, ecc. - tutta la produzione degli ultimi 12 mesi della giunta ammonta a due sole delibere. Definirla una produzione misera è un eufemismo. Soprattutto se consideriamo che stiamo parlando della capitale, non di una città come le altre. E quindi di una città che ha responsabilità e doveri ben più numerosi rispetto ad una città di pari dimensioni o di pari abitanti. 

Ma allora perchè la Raggi l'ha scritta questa lettera? Secondo me per tre motivi. Il primo è il recente sondaggio, uscito pochi giorni fa, secondo cui sette romani su dieci non vogliono la Raggi come sindaco. Il secondo è il risultato delle recenti amministrative, che è stato un vero flop per il Movimento 5 Stelle. E il terzo è il solito tentativo del Movimento 5 Stelle di accreditarsi a parole, dato che non può farlo con i fatti. E se è così, significa che è una mossa ideata dalla Casaleggio e da Grillo, allo scopo di ridare smalto al partito in vista del ballottaggio. Peccato che come tentativo è fallito. Oh, certo: i fedelissimi concorderanno, diranno che la Raggi è solo vittima dell'attacco mediatico organizzato dal Pd. Ma in realtà i cittadini romani stanno cominciando a rimpiangere la giunta Alemanno. E se consideriamo che, per come ha amministrato Roma, era chiamato "Aledanno"...

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di Antonio Rispoli
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