Editoriali / L'opinione

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Il bilancio dopo 9 mesi di amministrazione

Virginia Raggi sindaca di Roma: un disastro completo


Virginia Raggi sindaca di Roma: un disastro completo
14/03/2017, 15:46

Di norma, quando si parla di un sindaco, si fa un bilancio dopo 100 giorni, per valutare anche quali sono i primi passi per capirne le qualità o i difetti. E per Virginia Raggi i primi 100 giorni sono stati un disastro. Ma c'erano i suoi sostenitori che dicevano: "E va bene, ma c'è stato di mezzo agosto", "Ma datele il tempo, è stata appena eletta" e cose di questo genere. Allora, parliamone adesso. Sono passati quasi 9 mesi (scadono la settimana prossima) dalle elezioni vinte dalla Raggi e quindi quasi tutti gli alibi sono stati tolti da mezzo. 

La prima cosa da notare sono ben quattro rimpasti di giunta in questo periodo. Praticamente, considerando che la prima giunta c'è stata a fine luglio, c'è stato un rimpasto ogni due mesi. E questo già la dice lunga. E adesso abbiamo un assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, che pare sia gravato da un conflitto di interesse e la sua nomina è messa in dubbio. Considerando che la Raggi si è presentata dicendo che avrebbe fatto una giunta di qualità, non i soliti amici, e cose di questo genere, direi che i risultati sono pessimi. Perchè non è che poi gli altri abbiano fatto chissà che. Molti romani con cui ho parlato mi hanno detto di non ricordare nemmeno tutti gli assessori... Insomma, non è che si siano fatti notare (a parte quelli che si sono dimessi come la Muraro e Berdini). 

Ma questo non sarebbe un problema, se venissero prese le misure giuste, da parte della giunta. Ma qui si arriva al secondo grande problema. Cosa ha fatto la giunta Raggi in questi nove mesi? Nulla. Non c'è un solo provvedimento degno di nota. Oh, certo, hanno finanziato un piano cittadino per la pulizia delle strade e delle caditoie, per esempio. Beh, volevo anche vedere che non lo facessero (e comunque le strade continuano ad allagarsi quando piove). Cioè qui siamo al minimo sindacale. Anzi, a meno del minimo. Oltre a questo, la Raggi si è presa il merito per l'arrivo dei 150 nuovi autobus ordinati dalla giunta Marino, del restauro della sala degli arazzi fatta con i soldi che Marino ottenne da un magnate uzbeko (e l'unica cosa che i grillini seppero fare fu contestare a Marino la vicenda degli scontrini), ecc. Insomma, si sono presi i meriti altrui. 

Naturalmente poi c'è tutto il capitolo dei guai giudiziari. Le vicende di Raffaele Marra e di Salvatore Romeo  (il primo arrestato e il secondo indagato), le polizze vita di quest'ultimo alla Raggi, i tre avvisi di garanzia per la sindaca, e via elencando. Tutta una serie di problemi su Beppe Grillo, la Raggi, la sua giunta e la sua maggioranza glissano sempre, ma che finiscono fatalmente per condizionare l'attività amministrativa della giunta e del Consiglio Comunale. Lo dimostra uno degli ultimi consigli comunali: all'ordine del giorno, i guai giudiziari della giunta. Cioè tempo perso e che poteva essere dedicato ad altro. 

E intanto l'inerzia dell'amministrazione grillina mostra i suoi effetti. In particolare su due punti. Il primo è la raccolta dei rifiuti. Basta farsi un giro su Facebook o su Twitter per vedere immagini di cassonetti strapieni, rifiuti accatastati sulle strade e discariche abusive nelle zone periferiche e disabitate. La responsabilità è della municipalizzata del Comune, l'Ama; ma è chiaro che il Comune dovrebbe intervenire in qualche maniera. Il secondo problema sono le buche. Un problema che per certi versi è normale in una grande città che ha oltre 8000 Km. di strade; ma chiaramente vanno riparate. Invece non c'è nessuna ditta che le ripari, perchè non è stato fatto un bando per dare l'appalto necessario. Tanto è vero che si sono visti i vigili urbani impegnati a tapparle alla men peggio, con asfalto a freddo o con il terreno di una aiuola, per esempio. Oppure assicurarsi che nessuno ci finisse dentro, mettendo una autovettura dei vigili 24 ore su 24 davanti alla buca. 

Altro della giunta Raggi non si può dire. Perchè non ha fatto altro. Nè la sindaca nè i suoi assessori. Il resto sono solo chiacchiere. Come la vicenda dello stadio della Roma. Una vicenda nota da anni, un progetto già chiaro e completo, che prevedeva tre parti: lo stadio vero e proprio, una serie di edifici che dovevano contenere uffici e locali commerciali, e una serie di opere pubbliche (strade, due ponti sul Tevere, fermata della metropolitana) pensate per permettere un rapido afflusso e deflusso. La cosa più intelligente da fare sarebbe stata lasciarlo stare praticamente intatto. E invece i grillini hanno montato su un casino, prima dicendo che non avrebbero permesso che lo stadio venisse costruito. Poi, vista la reazione dei tifosi romanisti (e quindi il calo di consensi che poteva essere prevedibile) hanno cambiato idea e hanno detto che lo stadio si sarebbe fatto ma senza una colata di cemento. Alla fine hanno accettato il nuovo progetto presnetato dalla Roma. Che prevede più edifici, ma ognuno più basso di quelli inizialmente previsti (così viene cementificato più territorio, non meno). Inoltre sono state eliminate quasi tutte le opere pubbliche previste, cosa che renderà molto difficile sia l'arrivo sia la partenza dei tifosi nei pressi dello stadio. 

Tutto chiaro? Assolutamente no. Perchè poi alla successiva conferenza dei servizi, i rappresentanti del Comune hanno detto che non si sarebbe fatto alcuno stadio. Insomma, tutta una pantomima solo per avere i titoli sui giornali e per cercare di aumentare il consenso elettorale. Il tutto naturalmente a spese dei cittadini romani. Che si troveranno di fronte due pessime soluzioni. O la mancanza di uno stadio oppure uno stadio estremamente difficile da raggiungere, con poche strade percorribili che si ingolferebbero di autovetture ad ogni partita, prima e dopo l'incontro. In entrambi i casi, problemi a non finire per gli abitanti di Roma. Invece il piano originale prevedeva la creazione di due diverse strade (una delle quali collegava lo stadio con l'autostrada Roma-Fiumicino) e l'allungamento di una linea della metropolitana. Così da creare più vie di accesso e di fuga che avrebbero facilitato il collegamento col resto della città. 

Ma del resto, queste sono le caratteristiche del Movimento 5 Stelle. Bugie, menzogne, propaganda, ma nessun atto concreto. E quando ci sono atti concreti, è anche peggio. I grillini sono al governo in una quarantina di comuni in Italia; e non c'è uno di questi dove le cose vadano bene. Certo, non hanno la stessa risonanza di Roma, che essendo la capitale ovviamente viene sempre vivisezionata. Ma i disastri li hanno combinati lo stesso. Però hanno nascosto la verità, presentando come vittorie le loro sconfitte. Ricordo ancora la prima volta che me ne accorsi. Sul blog di Grillo ad inizio 2013 fecero propaganda a favore di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, che aveva ridotto il debito della città di oltre 200 milioni. Però non dissero che per raggiungere quel risultato, oltre a mettere al massimo tutti i tributi cittadini e le rette degli asili nido pubblici, Pizzarotti ebbe la fortuna che il Tribunale aveva dichiarato fallite (contro il parere dei legali del Comune) due società controllate dal Comune. E questo aveva consentito di cancellare quei 200 milioni di debito con un tratto di penna. Quindi i grillini esultavano per cosa? Perchè il Tribunale gli aveva fatto una cortesia? 

Un altro esempio lo si è avuto a Livorno. Di recente, ho letto un post sul blog di Grillo (e non dite che il lavoro del giornalista non è fatto di sacrifici: avete idea di quante cavolate devo leggere, per fare il mio lavoro?) in cui si esultava perchè il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, aveva salvato l'AAMPS (la municipalizzata cittadina che si occupa di rifiuti) senza che questo comportasse spese per i cittadini. Bello no? Peccato che sia un'altra bufala. Perchè l'AAMPS si è salvato attraverso quello che tecnicamente si chiama "concordato in continuità". In pratica funziona così: si chiamano davanti ai giudici il debitore e i creditori e il debitore dice ai creditori che può pagare non il 100% del debito ma solo il 30 o il 40%, per esempio, e stende un piano con una serie di impegni che garantiscano ai creditori i soldi necessari. Nel caso dell'AAMPS di Livorno, tra gli impegni ci sono il fatto di mantenere le tariffe delle imposte comunali al massimo e il fatto di usare l'inceneritore cittadino almeno fino al 2021. Impegni che fanno a pugni con quello che Nogarin ha più volte assicurato, cioè di chiudere al più presto l'inceneritore. Anche perchè la sindacatura di Nogarin finirà l'anno prossimo...

Tornando a Roma, c'è un'ultima cosa da dire. Ricordo ancora la campagna elettorale che fecero i grillini. All'insegna del: "Fateci provare. Peggio degli altri non potremo fare". Beh, stanno facendo di peggio. Persino Gianni Alemanno, che era considerato uno dei peggiori sindaci della storia recente della capitale, faceva disastri, ma li faceva perchè agiva. Adesso invece abbiamo una sindaca che fa disastri perchè non agisce. C'è una totale inerzia che si traduce in problemi a non finire per Roma. C'è ancora qualcuno che dice: "Va bene, ma in 9 mesi la Raggi non può fare miracoli". Nessuno l'ha preteso. Solo un idiota può pensare che un sindaco in 9 mesi possa sistemaretuttii guai di Roma. Ma Marino, nei suoi primi 9 mesi aveva già dato molti segnali positivi, dimostrando un buon attivismo. Cosa che invece non si vede nella giunta Raggi. E non si vede perchè non c'è.

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di Antonio Rispoli
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