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Virginia Raggi sindaca di Roma: un disastro su tutta la linea


Virginia Raggi sindaca di Roma: un disastro su tutta la linea
07/12/2016, 15:01

Era il 19 giugno quando il Movimento 5 Stelle festeggiava felice l'elezione di 19 sindaci sui 20 ballottaggi a cui aveva partecipato. Tra le altre città, c'erano Roma, in cui era stata eletta Virginia Raggi, e Torino, in cui era stata eletta Chiara Appendino. Ma Roma non è una città come le altre, è la Capitale. E quindi è sotto i riflettori molto di più di altre città come Livorno e Parma, conquistate negli anni scorsi. E sia ben chiaro: non è sotto i riflettori perchè c'è la Raggi,. Chi ha buona memoria ricorda come Ignazio Marino venne messo sotto i riflettori anche lui sin dal primo giorno, quando si recava inConsiglio Comunale in bicicletta e lo accusavano di usare la bici con la pedalata assistita (cioè c'è un motorino elettrico che aiuta il ciclista in salita e in altre situazioni di difficoltà). 

E cosa ha fatto la Raggi da quando è stata eletta? Nulla. Ho chiesto a diversi romani che mi nominassero un solo provvedimento varato dalla Raggi e nessuno mi ha saputo dire nulla. E' chiaro che tecnicamente qualcosa ha fatto. Ci sono tutta una serie di delibere formali che sono state prese: la nomina degli assessori, la nomina del Presidente del Consiglio comunale, e così via. Per una grossa città come Roma, parliamo di diverse decine di delibere di questo tipo. Ma oltre a questo, il nulla. La Raggi si è vantata di aver aumentato la disponibilità di autobus dell'ATAC di 150 mezzi, ma in realtà quelli erano stati acquistati da Ignazio Marino (ovviamente non stiamo parlando di una auto comprata in concessionaria, che paghi e porti via. Ci vuole tempo perchè un bando pubblico arrivi a conclusione). E comunque l'ATAC ha in realtà ridotto i propri mezzi: non ci sono soldi per la manutenzione delle ruote e dei motori, per cui sempre più mezzi restano in deposito per usura. Per questo hanno soppresso un migliaio di corse, rendendo interminabili le attese dei passeggeri su molte tratte. Dovrebbe essere il Comune a pensarci, ma la Raggi non si sta muovendo. 

L'altro problema che stanno affrontando i cittadini romani è l'emergenza rifiuti. E' un problema che a Roma c'è sempre stato, in questa o quella zona. Ma era da tanto che non si presentava in maniera così diffusa. Anche su questo la Raggi si è vantata di aver ottenuto di mandare una certa quantità di rifiuti in Germania; ma anche questa non è farina del suo sacco. E' una delibera dell'ex commissario Tronca, approvata nel 2015. Anzi, la giunta Raggi, a causa della sua inerzia, ha finito col posticipare di 4 mesi l'attuazione del trasferimento dei rifiuti. Per il resto, il nulla assoluto. La Raggi e l'Assessore Muraro hanno solo tentato di far riaprire la discarica di Malagrotta, chiusa da Ignazio Marino e il cui proprietario è sotto indagine o sotto processo per reati in materia di rifiuti ambientali. Un po' poco per chi in campagna elettorale diceva che sarebbero arrivati ai "rifiuti zero". E non è che serve a molto che la Raggi e la Muraro vadano in giro per la città con un paio di cameraman solo per farsi uno spot pubblicitario da far girare su Facebook. Il problema resta. Servirebbero maggiori risorse per aumentare la differenziata, servirebbe maggiore personale, serve una attenta programmazione (anche in base al traffico) degli orari di raccolta, ecc. Cioè serve qualche persona preparata e capace che prenda in mano la situazione rifiuti ed agisca di conseguenza. Mandando poi i vigili a controllare coloro che depositano i rifiuti fuori orari o nel giorno sbagliato provvedendo alle conseguenti multe. Ma il problema è: la persona capace dove sta? 

Perchè qui si arriva al problema principale della giunta Raggi. Che è la totale mancanza di qualità. Vedete, in una giunta (come nel governo regionale o nazionale) ci sono essenzialmente tre posizioni. Ci sono gli assessori tecnici, cioè coloro che devono risolbvere i problemi tecnici del loro settore. La Muraro, per esempio, dovrebbe essere un assessore tecnico. Poi ci sono gli assessori politici, cioè quelli che si devono occupare di dare una bella facciata alla giunta con operazioni - di facciata o sostanziali, a seconda dei casi - che però non richiedono requisiti tecnici. Un assessore allo Sport, per esempio. La terza posizione è quella del sindaco, che deve coordinare l'attività degli altri e tracciare le linee guida su cui gli altri si devono muovere. Quanto più le persone sono competenti nei rispettivi ruoli, tanto più la giunta o il governo regionale o nazionale sarà efficiente. Ma nel caso della giunta Raggi questo non avviene. E non avviene perchè innanzitutto lei ha dimostrato di non essere competente. Basti pensare al tempo che ci è voluto per formare una giunta: tra un disguido e l'altro sull'assessore al Bilancio, l'ha formata praticamente a settembre. 

E questo ritardo ha condizionato tutto il resto, ovviamente. Senza assessore al Bilancio non hai disponibilità di soldi; senza soldi tutto è fermo. Non è che con l'assessore le cose siano andate meglio: il Consiglio Comunale di Roma ad ottobre è passata da una riunione al giorno ad una o due alla settimana, in media. Perchè la giunta non produceva delibere che il Consiglio comunale potesse esaminare. Al massimo si riunivano per discutere di qualche mozione o cose del genere. Una cosa che non si era mai vista al Campidoglio. Ma questa è la situazione del Comune di Roma. E sorvolo per carità di patria su tutto quello che si è scoperto sulla Muraro e sui suoi guai giudiziari. O sui rapporti tra la Raggi e lo studio Sammarco. Sono tutte cose che sono indicative dal punto di vista politico ma che oggettivamente non danno alcuna indicazione sulla qualità individuale dei vari assessori. 

E qui ritorniamo all'assioma di base del Movimento 5 Stelle, secondo cui bisogna candidare persone che non abbiano precedenti esperienze politiche (anche se la Raggi aveva 2 anni di esperienza nel Comune di Roma). Fare il politico è un mestiere, che piaccia o no. E come in tutti i mestieri, serve esperienza oltre alla capacità, dato che la prima affina la seconda e a volte può persino sostituirla. Ma la Raggi non ha nessuna delle due. Ha dimostrato di non avere le qualità. E l'esperienza che ha è molto relativa, dato che era una delle più assenteiste durante la precedente consiliatura romana. Quindi non ha niente che possa offrire ai cittadini romani, a livello qualitativo. Come nulla possono offrire gli altri sindaci del M5S. Anche la Appendino a Torino sta trovando serie difficoltà: ha mandato all'aria una mostra su Monet, il Salone del Libro, un festival musicale che si tiene a dicembre. Non ha mandato all'aria il Museo egizio solo perchè è stabile... Insomma, un disastro da tutti i punti di vista. E non regge il fatto che i grillini dicono che le città hanno problemi economici. Non perchè non sia vero, ma perchè non servono risorse eccessivamente grandi per essere efficienti. Ma il problema, anche per la Appendino, è che serve qualità. Una qualità che lei non ha. E non se la può far venire con un paio di post su Facebook.

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di Antonio Rispoli
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