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La Gelmini precisa:"Non possiamo promuovere sempre tutti"

15.000 diplomandi sono stati "rimandati"


15.000 diplomandi sono stati 'rimandati'
13/07/2009, 17:07

E' in buona compagnia il pluribocciato figlio di Bossi, incompreso enfant prodige che ha dovuto tentare per ben 4 volte l'esame di maturità prima di riuscire, finalmente, a diplomarsi. E' infatti dello 0,6% l'aumento dei bocciati all'esame di maturità (in tutto 15.000) del 2009. Un dato che, a detta del Ministro Maria un due tre stella Gelmini, rappresenta il nuovo rigore e lil nuovo lustro riaquisiti dalla scuola; grazie ovviamente alla riforma da lei strenuamente voluta. Riforma che, al punto più contestato, introduceva il voto in condotta come voto bastevole, da solo, a "segare" gli alunni.
A tal proposito, di indisciplanati/non ammessi all'esame, quest'anno, ce ne sono stati ben 9500 (divisi tra scuole medie e superiori). I restanti, invece, non sono riusciti a superare la prova d'esame.
La Ministra di ferro commenta così i dati: "Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo. Io ho idee diverse". Il progetto della Gelmini di una scuola più rigida e rispettosa, che premi coloro che si impegnano e bocci (in maniera sacrosanta) quelli non meritevoli e svogliati, è formalmente giusto anche se, come italica tradizione vuole, il problema in tal modo viene un po' scavalcato. In che senso? Nel senso che sono proprio l'istruzione (intesa come ciò che si impara tra i banchi di scuola), la didattica e i docenti, ancor prima del sistema delle bocciature, a dover essere riformati in toto.
Prima ancora di far piazza pulita tra i somari che siedono dietro i banchi, infatti, occorrerebbe eliminare quelli che si radicano per bene dietro le cattedre. Insieme ad un taglio del personale docente ("segando" gli inefficienti, gli scaldasedie e gli ignoranti ed aumentando lo stipendio ai meritevoli), bisognerebbe poi mettere le mani nello spesso tristemente ed inutilmente nozionistico sistema d'insengamento; inserendo nuove materie e svecchiando quelle già esistenti (con uno sguardo più approfondito all'arte e all'attualità; magari). Invece no: come al solito si dribbla la base del problema e si spolvera la punta del'iceberg; con danno maggiore arrecato a chi, ancora una volta, possiede i demeriti minori. All'inizio ci si scandalizza e ci incazza; poi però ci si ricorda che questa e l'italia e la rassegnazione tipica della nostra gente ha il sopravvento: si scuote la testa, si alzano le spalle e si  va avanti; credendo che, al governo, ci sia sul serio qualcuno che fa qualcosa; credendo che, la parola "meritocrazia" pronunciata da un politico, ha lo stesso valore della parola:"democrazia" pronunciata da Stalin.

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di Germano Milite
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