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A scuola il libro di una terrorista, l'ira di Maccari


REGGIO CALABRIA - “Se il sindaco di Aiello Calabro avesse avuto bisogno di un ‘testo didattico per insegnare la storia degli anni ‘70 ai giovani’, come ha dichiarato, avremmo potuto offrirgli noi le testimonianze vere di coloro i quali, per mano di quegli stessi brigatisti che lui ha foraggiato con l’acquisto di libri, hanno vissuto l’inferno”. E’ questa la posizione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, in merito alla denuncia messa in luce da Lorenzo Conti, figlio di quel Lando Conti, ucciso dalle Brigate Rosse. Il primo cittadino del comune calabrese ha infatti acquistato, con soldi pubblici, le copie del libro di Barbara Balzerani, terrorista già processata e condannata a tre ergastoli, nel corso del processo “Moro ter” .In tutte le ricostruzione storiche dell’esperienza politica e militare delle Br, il nome di Barbara Balzerani ricorre frequente soprattutto nell’ultima fase della storia brigatista quando, dopo l’arresto di Mario Moretti, Balzerani diventa la militante di anzianità maggiore ancora in libertà, assumendo così la guida dell’ultima generazione del Partito armato. Partecipa al commando che il 16 marzo 1978 rapisce in via Fani, a Roma, il Presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, partecipa al sequestro Dozier come membro dell’esecutivo Br: è tra quanti, insieme a Savasta, Lo Bianco e Novelli, ne pianificano l’azione e la dirigono. È arrestata dai Carabinieri a Ostia (Roma) il successivo 19 giugno, in compagnia del convivente Giovanni Pelosi. Dal carcere rivendica l’omicidio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti (10 febbraio 1986) e la rapina di via Prati di Papa (14 febbraio 1987) durante la quale perdono la vita gli agenti portavalori Roberto Lanari e Giuseppe Scravaglieri. “Il pedigree della Balzerani è di quelli che farebbe impallidire il peggiore dei delinquenti. E un’amministrazione pubblica che fa? Nel tentativo malriuscito di un revisionismo storico, che apre ferite laceranti nell’anima e nella vita dei familiari delle vittime, riabilita la figura di una terrorista, che per giunta non si è neanche mai avvicinata al sentimento di pentimento e ne foraggia l’attività acquistando libri, intrisi ancora di una dialettica tanto violenta quanto è riportata in maniera subdola. Ecco perché - conclude Franco Maccari - non solo appoggiamo la protesta di Lorenzo Conti, quanto chiediamo agli organi competenti, come la corte dei Conti, di verificare la fondatezza della spesa affondata dal sindaco di Aiello Calabro. Siamo stufi di essere sempre quelli che capiscono e siamo stanchi di vedere che i carnefici, quando iniziano a raccontare la loro verità, diventano eroi moderni, passando sopra il male che hanno fatto e le ferite che hanno lasciato aperte”.
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