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Abbac contro i canoni speciali di Rai e Siae applicati ai bed and breakfas


Abbac contro i canoni speciali di Rai e Siae applicati ai bed and breakfas
09/02/2011, 10:02

Canoni speciali di Rai e Siae per gli esercizi ricettivi extralberghieri gestiti in maniera non professionale. L’Abbac aderente a Confesercenti dice no e avvia battaglia contro la Rai e la Siae che vessano le famiglie con balzelli ingiustificati. Pronti migliaia di ricorsi e una class action. “E’ assurdo che i due monopolisti dei diritti autorali e radiotelevisivi pretendono da famiglie che già pagano il canone un’ integrazione per accendere il televisore nella propria dimora, pretendendo oneri accessori per offrire la visione di una tv comune agli ospiti – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito- ci spieghino quale legge nazionale imporrebbe ad un cittadino italiano di pagare un canone aggiuntivo a quello tradizionale per mostrare la tv ai propri ospiti o detenere più apparecchi televisivi all’interno della propria abitazione!”. La vicenda ripercorsa dall’Abbac a seguito delle continue sollecitazioni dei propri associati è chiara. Ciclicamente la sede regionale Rai invia in maniera pretestuosa a migliaia di gestori di strutture ricettive extralberghiere (gli indirizzi li preleva dagli elenchi online) richieste di pagamento di canoni speciali per la detenzione di apparecchi radiotelevisivi con allegati i bollettini. Una specifica lettera viene allegata al fascicolo che l’ignaro gestore, credendo di non essere in regola, provvede a pagare oltre il tradizionale canone riservato a milioni di italiani. Ne consegue che una famiglia che mette a disposizione da una ad un massimo di tre camere nella sua stessa dimora e quando ha ospiti, è costretta a pagare un canone integrativo, nella maggior parte dei casi addirittura equiparato alle altre forme ricettive e di esercizi pubblici imprenditoriali. Un salasso per centinaia di famiglie che l’Abbac ritiene vessatorio ed ingiusto, da qui la volontà di ricorrere contro l’invio sistemico di questi avvisi di pagamento considerato che non sono supportati da normative specifiche di riferimento. “ Ricordo che gli italiani pagano un canone in base ad una legge del ventennio fascista che pretendeva un aggio economico per la detenzione di apparecchi radiotelevisivi e non già per la visione di programmi tv etc – continua Ingenito – ne consegue che questo balzello integrativo è illegittimo ed inviato solo per ingolfare le casse della Rai”. Il problema della vessazione viene lamentato anche per quel concerne i diritti autorali. “In questo caso ci troviamo di fronte a dei veri e propri agenti segreti – continua il presidente Abbac – agenti della Siae, ente privato detentore di un monopolio, che entrano nelle abitazioni di cittadini inermi senza autorizzazione, costringendoli a fargli sottoscrivere verbali o ancora peggio come è capitato accertando in assenza di un contradditorio, il pagamento di diritti autorali che non sono dovuti”. Alchimie monopoliste di Siae e Rai che l’Abbac ha inteso contrattaccare: Ingenito conclude: “Non è possibile che i nostri gestori siano costretti a subire abusi e pretestuosi pagamenti ulteriori per una forma occasionale di attività esercitata sporadicamente soprattutto in questi periodi di autentica crisi della domanda turistica. Le istituzioni diano segnali concreti di assistenza o si andrà incontro a crisi irreversibile. Dalla sede Abbac confermano che è possibile ricorrere mediante i moduli elaborati dall’associazione. E’ possibile ritirarli presso la sede regionale di Napoli in Via Duomo e chiamando allo 0815635192.

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di redazione
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