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Acen: calano gli infortuni, ma cresce il numero delle aziende che chiudono


Acen: calano gli infortuni, ma cresce il numero delle aziende che chiudono
01/05/2010, 14:05

NAPOLI – Presentati all’Acen, durante il convegno “Occupazione: regolarità e sicurezza in edilizia” i dati sull’occupazione, il lavoro nero e gli infortuni in edilizia a Napoli, in Campania ed in Italia.

Novità incoraggiante è la riduzione del numero degli infortuni sul lavoro nella provincia di Napoli. Si passa infatti dai circa 3000 casi del 2004 ai 2679 del 2008. Minor peso occupa quindi il comparto delle costruzioni nel più complessivo volume degli infortuni denunciati nel quadrienno 2004-2008 dall’intero comparto “industria”. A Napoli, gli infortuni in edilizia rappresentano il 28,4% del totale industria, in Campania il 32,3% ed in Italia il 31,8%.

Cala anche il volume del lavoro “sommerso”in edilizia. Il tasso di irregolarità passa dal 28,8% del 2001 al 17.1% del 2005 (ultimo dato Istat disaggregato disponibile). Secondo, inoltre, le rilevazioni 2009 dell’Istat il settore “maglia nera” del sommerso in Italia è quello dei servizi, con un 13,7%, mentre le costruzioni scendono al 10.7%.

A questi risultati si aggiungono gli evidenti segni della crisi: nel 2009, a Napoli e provincia di Napoli, si registra un aumento considerevole (+77,6% di ore in più rispetto all’anno precedente) nel ricorso alla cassa integrazione. E il trend sembra confermato per il 2010.

Quanto ai numeri relativi all'occupazione, il calo in Campania è pari all’8,8%, e se a questo si somma il numero delle aziende edili registrate in cassa edile, che in dodici mesi (da dicembre 2008 a dicembre 2009) passa da 4.832 a 4.441, per un - 8,9%, il quadro si fa ancora più chiaro.

"Risentiamo della crisi - ha commentato il presidente dell'Acen Napoli, Rodolfo Girardi - ma siamo comunque fiduciosi perché si é ridotto il tasso di irregolarità e di infortuni, grazie anche ad un’incisiva azione di prevenzione e sensibilizzazione realizzato in sinergia con tutti gli enti interessati". Secondo il direttore dell'Inail Campania Emidio Silenzi, infatti, "é necessario fare prevenzione per continuare a ridurre gli infortuni, incrementando la formazione, partendo sin dalle scuole elementari e medie".

Il prefetto di Napoli Alessandro Pansa ha poi sottolineato “abbiamo lavorato moltissimo per individuare le aree della città a rischio e mettere a punto controlli adeguati e sistemi di prevenzione per scongiurare lavoro nero e, quindi, tutelare la sicurezza sul lavoro. Tuttavia, continuando nei controlli, abbiamo sempre trovato azienda con irregolarità. Anche se si trattava di irregolarità formali, queste esistevano”.

"Sommerso e aziende senza regole - ha detto l'assessore al Lavoro della Provincia di Napoli, Severino Nappi - sono l'anticamera delle morti bianche, la nostra responsabilità è quella di mettere le aziende meno strutturate, che non appartengono al sistema Ance, che pure, però, esistono ed operano, in condizione di strutturarsi e di lavorare sempre, rispettando le leggi".

Quanto all’impennata di cassa integrazione, il direttore dell’Inps di Napoli Ciro Avallone ha aggiunto “siamo riusciti a gestire anche 900 pratiche in una sola commissione, gestendo tutte le richieste pervenute, fino all’effettiva erogazione. Per sostenere i lavoratori senza lavoro”

All’incontro sono anche intervenuti Alfredo Martini del Cresme Ricerche, che ha illustrato i dati; Nicola Agosta, direttore Regionale del Lavoro per la Campania ed Emilio Correale, segretario generale provinciale Feneal Uil.

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di Redazione
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