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Ad Avellino cassa integrazione in calo nel 2011, il parere di Sabbatino


Ad Avellino cassa integrazione in calo nel 2011, il parere di Sabbatino
17/03/2011, 11:03

Il responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti: “La mia intenzione non è quella di analizzare i dati del rapporto Uil, purtroppo i numeri non possono restituire il reale disagio sofferto da tutti i lavoratori”.

Napoli, 16 marzo 2011 – In base ai dati dell’ultimo rapporto Uil, in provincia di Avellino, nel mese di febbraio 2011, la cassa integrazione è diminuita del 32,7% rispetto al mese precedente, e del 25% rispetto all’anno 2010. Anche se tale indagine mette in evidenza una timida ripresa del sistema produttivo nella provincia campana, lo stesso sindacato dei cittadini ha dichiarato che il calo delle ore richieste di cassa integrazione potrebbe essere attribuito ad una ridotta forza lavoro all’interno delle aziende interessate dagli ammortizzatori sociali, e quindi non ad una reale risalita del mercato. Da qui la domanda di definire una rapida intesa Governo-Regioni per l’estensione della Cig in deroga anche per il 2011, salvaguardando i posti di lavoro in attesa della fine della crisi.

Il responsabile per la provincia di Avellino dell’Italia dei Diritti, Alfredo Sabbatino, si esprime così sulla questione: “La mia intenzione non è quella di analizzare il rapporto Uil, purtroppo i numeri non possono restituire il reale disagio sofferto da tutti i lavoratori avellinesi. Al centro del problema – continua con rammarico l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, non ci sono solo difficoltà pratiche di trovare lavoro e di mantenerlo, ma anche tutti quei meccanismi di frustrazione e di malessere psicologico che s’innescano quando non si ha un’occupazione, e che si ripercuotono anche sulle relazioni interpersonali”.

“Purtroppo – conclude Sabbatino – il morale diffuso è decisamente basso e questo non fa altro che alimentare la sfiducia nei confronti delle varie istituzioni che sembrano voler chiudere gli occhi di fronte al problema della disoccupazione”.

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di Redazione
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