Istruzione e lavoro / Lavoro

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Un fallimento la riunione interistituzionale in Prefettura

Ai disoccupati negano pure la speranza


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Ai disoccupati negano pure la speranza
15/10/2009, 18:10

NAPOLI - Un’altra figuraccia delle istituzioni locali e nazionali sul tema del lavoro. Vogliono togliere ai disoccupati pure la speranza. Questa mattina, infatti, alle ore 11, era previsto il tavolo interistituzionale in Prefettura tra il Governo, la Regione, la Provincia e il Comune di Napoli. La famosa “cabina di regia” che dovrebbe gestire i 10 milioni di euro stanziati dall’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi per l’emergenza lavoro a Napoli. Soldi da investire nel progetto “Bros”, che rappresenta la continuità del progetto “Isola” per i disoccupati di lunga durata. Una conquista della lotta e dei disoccupati. E proprio i movimenti autorganizzati, stamattina, per l’occasione, sono scesi tutti in piazza. Con tante speranze. Sono tornati a casa, ancora una volta, delusi, senza risposte concrete e senza rassicurazioni sul futuro. Anzi, sono stati snobbati e mortificati dalle istituzioni.
Il blocco più numeroso, quello guidato dal Coordinamento di lotta per il lavoro (centro sociale “Carlo Giuliani”, Udo, Udn, Edn, Mill, Mdl, Movimento centro storico, Aposs e Movimento disoccupati Scampia), ha annunciato nuove ed imponenti manifestazioni nei prossimi giorni come risposta alla “negligenza del Governo nazionale e della Regione”. Stanno sottovalutando il problema ed il disagio sociale. Quello dei precari dell’ex progetto “Isola”, i cosiddetti corsisti, degli orientati, dei formati e dei “senzalavoro”, è un'emergenza che rappresenta una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. L’ordine pubblico, dopo un percorso di lotte e confronti, durato tre anni, torna di nuovo a rischio. E la colpa non è di chi scende in piazza per chiedere e rivendicare i propri diritti. E’ tutta dell’inefficienza delle istituzioni, locali e nazionali. I movimenti non vogliono assistenzialismo. I disoccupati non sono e non vogliono essere un peso morto per la società. Chiedono di essere inseriti in un percorso lavorativo che abbia degli sbocchi seri. Un’assunzione a tempo indeterminato magari nelle società pubbliche o miste che si occupano di ambiente. Dalla raccolta differenziata alla bonifica. Invece no. Li vogliono tenere sempre con uno stipendio da fame, circa 500 euro mensili, e nell’incertezza di un futuro che non c’è.
Il tavolo interistituzionale, convocato in Prefettura per le ore 11, si è riunito alle 12 e 30. Poco meno di un’ora di chiacchiere a vuoto, di parole al vento. Il comunicato che segue l’iniziativa è emblematico: non c’è traccia di nessuna decisione, né di regole né di metodi su come la “cabina di regia” vuole impiegare i 10 milioni di euro in cassa. Non c’è nemmeno la data di una nuova riunione. Si torna punto e a capo. Hanno chiuso le porte al confronto. Non hanno voluto ricevere nemmeno la delegazione dei movimenti, sia dei disoccupati che dei corsisti. Né una parola spesa per gli ex detenuti inseriti nel progetto regionale “Escodentro”. Anche gli indultati chiedono risposte. Vogliono essere assorbiti dall’Agenzia sociale promessa che, però, nei fatti non prende mai corpo. Le istituzioni giocano a scaricabarile ma non hanno fatto i conti con la piazza e con la lotta.
“Un’altra giornata persa - spiega Gino Monteleone del Coordinamento di lotta per il lavoro -. Le istituzioni hanno respinto il confronto. Ecco perché torneremo in piazza ancora più determinati e di fronte a questo atteggiamento anche l’ordine pubblico è a rischio. Lo affermo consapevole del disagio sociale che molti compagni stanno vivendo e non è possibile che venga sottovalutato o addirittura negato da chi ha il compito sacrosanto di affrontare e risolvere i problemi. Noi vogliamo risposte. Non chiacchiere o false promesse da campagna elettorale”.    

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di Giovanni De Cicco
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