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Al via i corsi della BMW Group Italia Driving Academy


Al via i corsi della BMW Group Italia Driving Academy
14/06/2011, 14:06

“Indietro non si torna” è l’appuntamento con la sicurezza stradale indetto a Brescia il giorno 8 giugno 2011 in Piazza della Loggia. Evento organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con Comune e Provincia di Brescia, Areu118 e Ufficio Scolastico per la Lombardia. In programma anche un concorso di idee per i giovani delle scuole secondarie della città denominato “La Sicurezza come la vediamo noi”.

BMW Group Italia in collaborazione con i due dealer di Brescia, Dinamica S.p.A e Nanni Nember Srl, era presente a Brescia il giorno 8 giugno in Piazza della Loggia in occasione della manifestazione “Indietro non si torna” con uno stand di 100 mq dove era possibile trovare informazioni sulla sicurezza stradale, sull’impegno del BMW Group in questo settore e per i più piccoli fare uno speciale road test a bordo di biciclette e automobiline BMW coordinato dagli agenti della Polizia stradale di Brescia per imparare l’educazione stradale.

L’evento ha avuto il suo momento centrale con la premiazione della classe che ha vinto il concorso di idee “La sicurezza come la vediamo noi” per l’ideazione di una campagna promozionale sulla sicurezza stradale che è stato lanciato dalla Polizia di Stato tra le scuole di Brescia. Per i ragazzi che hanno ideato il progetto migliore viene offerta anche la possibilità di poter partecipare ad un corso della BMW Group Italia Driving Academy non appena avranno conseguito la patente di guida. I corsi verranno messi a disposizione dai due dealer BMW di Brescia, Dinamica S.p.A e Nanni Nember Srl.

Questa iniziativa di BMW Group Italia rientra all’interno del “Road Safety 2011”, evento promosso da MoTech Onlus, associazione no profit che studia tematiche e propone iniziative legate alla salvaguardia dell’ambiente ed allo sviluppo della mobilità sostenibile, in collaborazione con il Ministro della Gioventù e la sponsorizzazione di MINI, che prevede l’organizzazione di diverse attività destinate ad influire sulla cultura e sulla formazione di giovani automobilisti e, attraverso una diffusa opera di sensibilizzazione, si pone l’obiettivo di contribuire in maniera decisiva a ridurre il numero di vittime sulla strada.

BMW Group: un impegno costante per la sicurezza
Il BMW Group ha sempre attribuito grande importanza alla sicurezza stradale. A tutt’oggi, non vi è sistema di sicurezza per i veicoli che il BMW Group non abbia esaminato o elaborato, in molti casi assumendo il ruolo di pioniere, come nel caso degli airbag per la testa introdotti nel 1997 sulla BMW Serie 7. Lunghissimo l’elenco delle innovazioni introdotte da BMW nel settore auto. Nel 1961 i pneumatici radiali che assicuravano maggior precisione nella sterzata e riduzione degli spazi di frenata, nonché le cinture di sicurezza a tre punti sulle BMW 502 e 3200 CS per ridurre il rischio di collisione degli occupanti con le zone interne della vettura. Nel 1968 i poggiatesta sulle BMW 2500 e 2800 per la riduzione dei danni alla colonna vertebrale in caso di urto posteriore. Nel 1977 il servofreno idraulico sui modelli BMW 728 e 733i con conseguente aumento della forza frenante e un maggior numero di frenate possibili senza assistenza del motore. Nel 1979 l’introduzione dell’ABS sulla BMW 745i che assicurava maggior stabilità direzionale e della sterzata in frenata. La BMW 750i del 1987 fu la prima auto tedesca con controllo di slittamento in trazione ASC, lanciata sul mercato. L’elenco arriva sino ai giorni nostri con la comunicazione integrata del BMW ConnectedDrive.

“La sicurezza assoluta, secondo gli standard più elevati, – ha affermato Klaus Kompass, Direttore della Sicurezza dei Veicoli del BMW Group - è una nostra prerogativa come costruttori di veicoli premium. Ciò che rende i nostri prodotti così unici è il nostro approccio globale verso il concetto di sicurezza". La filosofia del BMW Group si basa in primo luogo sulla realtà. Ed è proprio questo il motivo per cui esperti della ricerca sugli incidenti del BMW Group esaminano una vasta gamma di casi ogni anno, interagendo con esperti di biomeccanica, medici specializzati nel trattamento e nella prevenzione di incidenti, nonché traumatologi, per poi condividere la loro esperienza con la Divisione Ricerca e Sviluppo di BMW.

Le conoscenze acquisite in questi processi vengono applicate direttamente ai concetti di sicurezza attiva e passiva, da cui emerge il secondo aspetto della filosofia di sicurezza del BMW Group: il miglior approccio è quello di evitare l’incidente sin dall'inizio. Un incidente che non avviene è la miglior soluzione possibile. Il BMW Group ha sempre attribuito grande importanza alla sicurezza stradale. A tutt’oggi, non vi è sistema di sicurezza per i veicoli che il BMW Group non abbia esaminato o elaborato, in molti casi assumendo il ruolo di pioniere, come nel caso dell’airbag per la testa.

L'obiettivo degli ingegneri di BMW Group nello sviluppo di nuove tecnologie per il telaio, ad esempio, è quello di garantire comportamenti di guida sicuri. Tale eccellenza sulla strada crea le condizioni necessarie per una circolazione sicura e confortevole, prestazioni regolari e una sicurezza attiva esemplare. Il conducente mantiene il controllo totale della propria auto, godendo di un’eccellente dinamica di guida e di una sicura stabilità dell’auto. E nell’intero processo, il conducente è assistito da sistemi di controllo in grado di gestire situazioni particolarmente dinamiche senza difficoltà e con l’adeguata attenzione. Ogni qualvolta l'auto raggiunge il limite, i sistemi di controllo del telaio intervengono attivamente per mantenere la stabilità del veicolo o di ripristinarla, anche in avverse condizioni stradali.

Sono soprattutto gli ultimi secondi prima di una collisione inevitabile che possono salvare una vita, a condizione che questi brevi istanti vengano utilizzati correttamente. È proprio questo il motivo per cui le varie caratteristiche e gli elementi della sicurezza attiva e passiva interagiscono nel concetto di sicurezza integrale del BMW Group che offrono tutti i loro vantaggi e benefici poco prima che un incidente si verifichi effettivamente. I sistemi di assistenza che forniscono al conducente le informazioni e i segnali necessari, lo stimolano ad agire nel modo corretto e in tempo utile.

La particolare abilità degli esperti della sicurezza del BMW Group consiste nell’armonizzare e abbinare perfettamente questi processi, guadagnando così millisecondi determinanti ai fini di una sicurezza supplementare. L'obiettivo di tutte queste caratteristiche e delle tecnologie, infine, è di ridurre al minimo la gravità degli incidenti, nel caso questi non possano essere evitati. Sicurezza passiva significa infatti limitare al minimo le conseguenze di un incidente. Un abitacolo sicuro, una carrozzeria sicura con zone a deformazione programmata e sistemi di tenuta ottimizzati sono gli elementi fondamentali che costituiscono qualsiasi concetto di sicurezza. Lo sviluppo e l'utilizzo di un concetto di sicurezza passiva ottimale riveste ovviamente la massima importanza per il BMW Group: pertanto cinture a 3 punti su tutti i sedili, sei airbag di serie ed una carrozzeria robusta con specifici elementi di deformazione costituiscono parte integrante di tutti gli attuali concetti di sicurezza.

Per prepararsi adeguatamente al futuro da ogni punto di vista, il BMW Group ha costantemente rinnovato e migliorato negli ultimi anni le proprie strutture per i test. Tutti i veicoli vengono testati e controllati nei crash test e nei sistemi di simulazione per un completo adempimento non solo dei requisiti giuridici, ma anche degli standard interni propri del BMW Group che sono di gran lunga più rigorosi, al fine di garantire la massima sicurezza stradale in tutto il mondo.

Questo concetto di sicurezza si estende anche dopo il verificarsi di un incidente, ad esempio, attivando un segnale di pericolo e l’illuminazione interna dell’abitacolo che avvertono gli altri utenti della strada e migliorano anche le possibilità di soccorso. Inoltre, a seconda delle caratteristiche della vettura, la centrale operativa di soccorso può essere allertata nello stesso momento in cui viene effettuata la chiamata di emergenza automatica e riceve anche importanti informazioni sulla gravità dell’incidente.

Tutta la tecnologia MINI al servizio dei più giovani
MINI vanta una gamma completa di versioni a misura di neopatentati, ma assolutamente in linea con l'immagine e i contenuti tecnologici che, da sempre, caratterizzano il brand.

Le MINI One 55 kW/75 CV, MINI One D Clubman 66 kW/90 CV e MINI One D Countryman 66 kW/90 CV rientrano nei limiti imposti per i neopatentati dalla legge entrata in vigore lo scorso febbraio, senza per questo rinunciare al piacere di guidare e al tipico "go-kart feeling" MINI. Il nuovo codice della strada prevede infatti che tutti coloro che conseguono una nuova patente a partire dal 9 febbraio 2011 devono, per un anno, rispettare un limite sulla potenza dei veicoli che guidano: 55 kW/tonnellata e 70 kW di potenza massima. Ben tre modelli MINI rientrano quindi nei parametri fissati dalla normativa grazie alle innovative tecnologie adottate.

La MINI One MINIMALISM da 55 kW/75 CV si accontenta di un consumo medio di carburante di 5,1 litri per 100 chilometri ed emette solo 119 grammi di CO2 per chilometro. Una straordinaria elasticità di erogazione permette di avere buona parte della coppia disponibile già a bassi regimi e un consumo esemplare del carburante caratterizzano anche i nuovi modelli diesel d'ingresso della famiglia MINI. Il turbodiesel della MINI One D Clubman e della MINI One D Countryman garantisce prestazioni di guida entusiasmanti con un'efficienza ottimizzata.

Il consumo medio della MINI One D Clubman nel ciclo medio è di 3,9 litri per 100 chilometri mentre le emissioni di CO2 segnano un nuovo primato: 103 grammi per chilometro.

La MINI One D Countryman consuma mediamente 4,4 litri di gasolio per 100 chilometri emettendo soltanto 115 grammi per chilometro di CO2, stabilendo così nuovi parametri di riferimento nel suo segmento.

Il maggiore rendimento dei motori diesel e la nuova tecnologia MINIMALISM garantiscono un ulteriore calo dei valori di consumo e delle emissioni. Ogni modello MINI viene equipaggiato di serie con una combinazione su misura di sistemi di ottimizzazione, come il recupero dell’energia in frenata, la funzione Automatic Start Stop, l'indicatore del momento ottimale di cambiata, il servosterzo elettromeccanico EPS e l’alimentazione dei gruppi secondari in base al fabbisogno.

In tutti i modelli della nuova famiglia MINI i sistemi MINIMALISM si accompagnano con un isolamento termico dell'intera catena cinematica che ottimizza l'immagazzinamento di calore tra i singoli utilizzi e riduce, per quanto possibile, le perdite per attrito del motore che si manifestano alle basse temperature. Inoltre, grazie ad una sensibile riduzione dei tempi di riscaldamento, è stato ridotto il consumo di carburante durante l'avviamento a freddo.

Pur essendo rispettose dell’ambiente, le nuove MINI mantengono tutti i crismi distintivi del marchio: l'eleganza e la sportività del design, gli equipaggiamenti di elevato livello qualitativo e la ricca gamma di accessori. Inoltre, il massimo livello di intrattenimento e di comunicazione è garantito dai nuovi sistemi audio, di navigazione e dagli optional per l'integrazione di fonti musicali esterne e di telefoni cellulari.

BMW Motorrad
La sicurezza è uno dei valori fondamentali cui si ispira anche BMW Motorrad ed è visibile nella tecnologia implementata nelle proprie motociclette, nell’abbigliamento (Rider Equipment) e nelle attività volte a migliorare la sicurezza del motociclista, in termini di sicurezza attiva e passiva.

BMW Motorrad è stata la prima Casa motociclistica al mondo a credere nel sistema ABS e ad offrirlo ai propri clienti sulle proprie moto, sin dal 1988. Nel tempo a questo sistema si sono aggiunti altri ausili alla sicurezza attiva; nel 2006 il sistema antislittamento ASC, che consente, nell’utilizzo stradale, di evitare che su fondi a scarsa aderenza la ruota posteriore, a causa dell’eccesiva potenza, slitti causando indesiderate scivolate. Nello stesso anno viene adottato, per la prima volta nel settore delle due ruote, un impianto illuminante che sfrutta la tecnologia Xenon di derivazione automobilistica, consentendo maggiore luminosità ed un fascio più ampio per aumentare la sicurezza nella guida notturna.

Nel 2007 il primo prototipo del sistema ConnectedRide viene installato su una K1300S. Questo sistema, nato per le auto, consente di mettere in comunicazione veicoli diversi, auto e moto, con la rete infrastrutturale, consentendo a chi conduce il veicolo, auto e moto che sia, di ricevere in tempo reale informazioni relative a situazioni di potenziale pericolo elaborate istantaneamente da un sistema on board che allerta l’utente.

Non bisogna dimenticare che si aumenta il livello di sicurezza attiva anche con un corretto abbigliamento che possa assicurare al pilota il giusto comfort climatico prescindendo dalla temperatura esterna, perché il pilota possa concentrarsi esclusivamente sulla guida.

BMW Motorrad ha sviluppato una linea di abbigliamento tecnico per il motociclista, per qualsiasi tipo di uso e per rispondere a qualsiasi necessità. Gli standard adottati per confezionare i capi sono probabilmente tra i più elevati, per assicurare il comfort climatico e la versatilità da un lato e, dall’altro, per assicurare, in caso di caduta, la necessaria resistenza all’abrasione o, grazie alle protezioni omologate secondo la normativa europea, per proteggere la parte del corpo esposta in caso di urto. Anche in questo ambito BMW Motorrad è andata oltre studiando e sviluppando dei sistemi di protezione innovativi come ad esempio il Neck Brace System, un collare in carbonio, che, in caso di caduta, può ridurre il pericolo di danni alle vertebre cervicali riducendo il grado di inclinazione della testa rispetto al collo o riducendo il pericolo di schiacciamento dello stesso.

Un fattore decisivo: i comportamenti di guida e l’educazione stradale
Realizzare automobili e motociclette all’avanguardia in termini di sicurezza attiva e passiva non è sufficiente. Altrettanto impegno va posto nell’educazione stradale dei conducenti e nella loro formazione. Per questo motivo a Monaco di Baviera esiste da 30 anni una scuola di guida sicura per le auto e una per le moto. In Italia BMW supporta dal 1985 scuole di guida sicura e dal 2006 gestisce direttamente la BMW Group Italia Driving Academy erogando corsi di guida negli autodromi di tutto il territorio nazionale. Nei quattro anni di attività sono stati effettuati 11.000 corsi di guida sicura.
Analogo impegno per le due ruote con differenti declinazioni: strada, fuoristrada e pista.

La scuola di guida sicura di BMW Motorrad da quest’anno è partecipata dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI): la BMW Motorrad Riding Academy (nata nel 2004) è diventata la Scuola Federale ASC powered by BMW Motorrad Riding Academy che erogherà circa 1.000 corsi l’anno. La BMW GS Academy, che dal 2008 ha avuto circa 200 allievi ogni anno; ultima nata la Sport Academy che offre agli allievi gli strumenti per guidare, in pista, in maniera corretta.

Inoltre nel 2010 è stata ideata un’iniziativa con il Comune di Segrate che fa un ulteriore passo avanti: coinvolgere i bambini in un percorso pedagogico-formativo sull’educazione stradale in un’area appositamente studiata per le scuole che riproduce, in scala ridotta, la viabilità del Comune.

La sensibilità nei confronti dell’educazione stradale di BMW Group nel nostro Paese è testimoniata anche da un altro elemento molto importante. Infatti, nell’ambito delle iniziative per la sicurezza stradale è stato firmato nel settembre 2009 un protocollo d’intesa tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e BMW Group Italia finalizzato alla definizione di uno studio sugli effetti dei corsi di formazione alla guida sicura avanzata sulla sicurezza stradale. Oggetto dello studio anche la definizione dei parametri standard dei corsi che affronteranno, sotto l’aspetto sia teorico che pratico, le varie situazioni che si presentano nella normale circolazione e le condizioni di emergenza o imprevisti.

Il progetto “Strade più sicure”
ll progetto “Strade più sicure” – nato nel 2007 in collaborazione con la Facoltà del Design del Politecnico di Milano e la Fondazione 3M – ha l’obiettivo di identificare soluzioni innovative per migliorare – in termini di sicurezza – la circolazione dei veicoli a due ruote all’interno delle città. Oggetto dell’analisi sono state le strade, le intersezioni, la segnaletica stradale e gli elementi di arredo urbano all’interno delle aree urbane. Proprio tali aree – come evidenziano le ricerche sull’incidentalità stradale su due ruote (Fonte Maids, 2004) – per varie ragioni sono infatti teatro della maggior parte degli incidenti in cui sono coinvolti i motociclisti.
Il progetto “Strade più sicure” è stato sviluppato da BMW Motorrad Italia in collaborazione con la Facoltà di Design del Politecnico di Milano ed il Centro Studi Sicurezza Stradale di 3M con il Patrocinio dell’Associazione Nazionale dei Costruttori di Moto ed Accessori (ANCMA). L'iniziativa è partita nel 2007 con un workshop presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano che ha visto coinvolti circa 40 studenti della Facoltà. Tre i progetti scelti alla fine.
“Sixth Sensor” è un progetto che si propone come sistema di rilevamento e segnalazione di veicoli in arrivo in prossimità di incroci con scarsa visibilità. Il sistema si propone di operare in tutte quelle situazioni in cui la conformazione della strada non permette la visibilità completa dell’incrocio e non c’è nessun semaforo (oppure fuori uso) per gestire il traffico.

Il progetto “i-Ciuffo” permette di sostituire i dissuasori rigidi alla sosta, con un sistema composto da cilindri in polimero, disposti in serie, che si pone la duplice funzione di prevenire gli incidenti (sicurezza attiva) e limitare i danni ai motociclisti in caso di scivolata e conseguente urto (sicurezza passiva).

Il progetto ‘Street that lives’ nasce invece per risolvere il problema della difficile visibilità, in particolare nelle ore notturne, di fratture o buche nell’asfalto che possono, in special modo per i motociclisti, essere fonte di pericolo perché non viste in tempo utile per una manovra di emergenza. Non essendo possibile evitare che le buche si formino e non potendo, in molti casi, intervenire immediatamente, la soluzione proposta è quella di inserire uno strato intermedio di colore contrastante nell’asfalto che renda visibile la buca appena si forma, in modo da consentire al motociclista di evitarla.

Il progetto “Strade più sicure” nel 2010 ha spostato la propria attenzione su sistemi innovativi di protezione personale.

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di Redazione
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