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Antiriciclaggio: D’Oca: Rivedere normativa

Commercialisti non sono detective

Antiriciclaggio: D’Oca: Rivedere normativa
24/10/2013, 14:49

PALERMO - “Gli adempimenti della normativa antiriciclaggio caricano i professionisti della responsabilità di individuare soggetti ed operazioni “sospette”. Ma i sospetti oggettivi e soggettivi non sono definiti normativamente; al contrario, sono lasciati all’interpretazione del professionista il quale diventa consulente del cliente nonché suo sorvegliante, giudice, denunciatore e, in caso “omissivo”, correo anche penalmente”. Lo ha detto Pia D’Oca, presidente Unagraco Palermo.
“I commercialisti chiedono con forza la depenalizzazione dei reati connessi agli eventuali inadempimenti connessi alla normativa: siamo sottoposti ad adempimenti non professionali, non siamo detective al servizio dello Stato, ma – continua la numero uno dell’Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili di Palermo – le norme deontologiche ci obbligano a porre al di sopra dell’interesse e/o convenienza del cliente l’osservanza delle leggi”.
“Inoltre, il panorama normativo – conclude D’Oca - è sempre più impegnativo anche perché partorito da non addetti ai lavori o demagogicamente preoccupati della pubblica opinione, facendoci assistere all'emanazione di una infinita serie di norme talvolta persino in contrasto fra loro ma millantate come rimedi “indolori”.
“Dobbiamo aprire gli occhi – conclude – e prendere atto del nostro sempre minore peso istituzionale, come categoria non più validamente riconosciuta né considerata, malgrado l'enorme mole di adempimenti a carico dei nostri studi”. 

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di Redazione
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