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APPALTI NAPOLI: I GIOVANI NAPOLETANI STUDIANO PER EVITARE CHE SI RIPETA UN NUOVO CASO ROMEO


APPALTI NAPOLI: I GIOVANI NAPOLETANI STUDIANO PER EVITARE CHE SI RIPETA UN NUOVO CASO ROMEO
19/01/2009, 12:01

 

E' un vero boom di domande da Napoli quello che sta registrando l'Università Lumsa di Roma per il Master in Public & Parliamentary Affairs che inizierà il 31 gennaio.
"E' la prima volta - dichiara il coordinatore del master Franco Spicciariello, che cura anche il portale di settore LobbyingItalia.Info - che abbiamo  un riscontro di decine di domande che vengono da una sola provincia italiana. Particolarmente interessante è che i tre quarti delle domande vengono da parte di professionisti della comunicazione o della pubblica amministrazione. Questo è il segnale di un malessere evidente di molti professionisti o giovani interessati alla politica o a lavorare negli enti pubblici che chiedono rapporti più chiari tra aziende e istituzioni".
 
Il Master in Public & Parliamentary Affairs della LUMSA - giunto quest'anno alla sua III edizione - è finalizzato a formare profili professionali indirizzati a carriere negli organi costituzionali italiani e dell’Unione Europea, nelle organizzazioni di rappresentanza o nelle aziende, nelle aree professionali che devono relazionarsi con i decision makers pubblici. Come docenti la LUMSA ha chiamato - come già in passato – alcuni dei migliori costituzionalisti, parlamentari, lobbisti, giornalisti e comunicatori, mirando a fornire una formazione ai massimi livelli e unica nel suo ambito in Italia. Nel Consiglio Scientifico peraltro spiccano i nomi del Sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas, dei vicesegretari di Camera e Senato, del costituzionalista Paolo Ridola e di Tullio Camiglieri, già direttore della comunicazione di Sky e oggi a capo della società di lobbying e comunicazione Open Gate Italia. A questi si aggiunge poi la partnership con l’associazione “Il Chiostro”, che rappresenta i lobbisti italiani.
 
"L’affaire Romeo - continua Spicciariello -, che sta coinvolgendo politici e amministratori tra Napoli e Roma, arrivando a toccare anche alcuni esponenti della politica nazionale, è l’ennesimo esempio non tanto di un malcostume diffuso (con responsabilità personali, nel caso specifico, tutte ancora da definire), ma di come un’assenza totale di regole di trasparenza possa portare a situazioni di confusione fra politica e affari, con comportamenti e rapporti tutto sommato “normali” che finiscono nel mirino della magistratura e nel tritacarne mediatico, oltretutto con gran ritardo sull’accadimento dei fatti stessi. Se fossimo stati negli Stati Uniti (o in altri paesi in cui l’attività di lobbying è regolata e trasparente, quali ad esempio Canada, Polonia, Ungheria e persino Perù), da molti mesi sarebbero stati noti al pubblico ed ai media, in quanto inclusi in documenti accessibili: gli incontri di Alfredo Romeo, o di suoi collaboratori, con i vari politici e amministratori, le motivazioni e i fini (legislazione, appalti, ecc.), i soldi spesi dalla società di Alfredo Romeo per l’attività di lobbying (inclusi convegni, campagne media, ecc.), le agenzie di lobbying e comunicazione utilizzate e le rispettive spese e gli eventuali benefit ricevuti da politici e amministratori coinvolti.
 
Ma l’Italia – conclude Spicciariello- non è gli USA, come Napoli non è Washington, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per questo al Master si passa dallo studio delle best practices sulla regolamentazione dell’attività di relazione con le istituzioni alle migliori tecniche di lobbying, passando però per un’approfondita formazione sui processi decisionali di Governo, Parlamento ed enti locali. Conoscenze queste necessarie per operare all’interno o con le istituzioni apportando professionalità di cui le istituzioni stesse e i privati hanno oggi un profondo bisogno, come proprio i fatti degli ultimi mesi hanno dimostrato inequivocabilmente.  
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di Redazione
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