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APPALTI ROMEO, STUDENTI NAPOLETANI IN ASSEMBLEA PER LE POLITICHE ABITATIVE


APPALTI ROMEO, STUDENTI NAPOLETANI IN ASSEMBLEA PER LE POLITICHE ABITATIVE
27/01/2009, 17:01

Domani, mercoledì 28 gennaio, assemblea pubblica a Palazzo Corigliano Università Orientale.

Lo "scandalo Romeo", scoppiato più di un mese fa, continua ancora ad attirare l'attenzione dei maggiori quotidiani nazionali e in particolare delle pagine locali relative alla città di Napoli. Le intercettazioni telefoniche tra politici e affaristi mostrano il baratro di irrapresentabilità nel quale l'amministrazione di questa città è caduta e che ci induce ad aprire un confronto cittadino sul fallimento della gestione del patrimonio pubblico.

Prima fra tutte la questione del diritto all'abitare con migliaia di persone in emergenza, sotto sfratto, in coabitazione forzata o costrette a vivere nelle nuove baraccopoli; con le tantissime persone che non ce la fanno più a sopportare affitti e mutui impossibili, una vita di precarietà ed acrobazie per arrivare alla fine del mese. Gli studenti e le studentesse dell'Orientale denunciano "con forza la partecipazione della Romeo all'appalto per la gestione di tutti i servizi delle varie sedi dell'ateneo per un valore di 2 milioni di euro", rimarcando la ferma e ostinata "opposizione a chi dopo aver messo le mani sulla città di Napoli ora punta all'Università".

"Ma non basta; denunciamo con forza - prosegue il cominicato - l'assenza di politiche per l'assegnazione di residenze universitarie che avessero l'obiettivo di soddisfare una forte domanda di alloggi, che ha costretto migliaia di studenti a vivere in case costose e fatiscenti sotto il ricatto di un mercato nero degli affitti di cui ci sentiamo le vittime illustri.
 
Studenti, migranti e giovani precari, spazi sociali e comitati di cittadini insieme possono costruire una metropoli inclusiva, dell'accesso e dei diritti contro una metropoli del valore e dello sfruttamento. Una città dell'incontro e della solidarietà fra persone e culture diverse contro le logiche della guerra fra poveri, la militarizzazione ed il controllo.
 Una città degli spazi sociali e della cultura diffusa, più rispettosa dell'ambiente e più vivibile contro ogni mercificazione e speculazione. . 
 
Un'altra città è necessaria e va riconquistata attraverso una nuova stagione di lotte e conflitti, strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà. 
 
 Vogliamo farlo, però, dentro un ragionamento ed un percorso più ampio, comune e molteplice, in grado di liberare le energie necessarie non solo a non cedere neanche un millimetro di quello che abbiamo strappato in questi anni con la gioia e la fatica delle nostre vite in movimento, ma a riprenderci tutto quello che ci spetta.

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di Redazione
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