Istruzione e lavoro / Lavoro

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Dibattito all'Hotel Terminus di Napoli

Art. 18, il mondo della cultura si mobilita

Giornalisti e attori contro il precariato

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Art. 18, il mondo della cultura si mobilita
24/04/2012, 16:04

Il mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione si mobilita contro le scelte del governo in merito alla riforma del mercato del lavoro. Riuniti nelle rispettive sigle sindacali, si sono dati appuntamento all’hotel Terminus di Napoli per dibattere sulle possibili soluzioni al precariato che attanaglia anche i settori della produzione culturale e dell’informazione. L’iniziativa è nata da un appello a sostegno dell’articolo 18 promosso dalla Camera del Lavoro di Napoli e sottoscritto dai lavoratori dell’informazione e dello spettacolo. Sono stati, inoltre, affrontati temi importanti per il mondo del lavoro come le problematiche relative al mondo dell'informazione televisiva, della carta stampata e del web. I lavori sono stati introdotti dal Segretario della Camera del Lavoro di Napoli, Gianluca Daniele, che ha evidenziato le falle della riforma del lavoro relativamente ad ogni settore lavorativo e nello specifico per i settori della produzione culturale e dell'informazione. "L'iniziativa oggi rappresenta una tappa importante nella mobilitazione della Cgil a difesa dell'articolo 18 - ha dichiarato Daniele - la grande partecipazione di esponenti del mondo della cultura, dell'infomrazione e dello spettacolo ci impegna a proseguire nella battaglia in difesa di un principio di civiltà e nella richiesta al governo di politiche tese allo sviluppo ed all'equità fiscale". Tra le altre, presente anche la sigla sindacle nella quale si riuniscono gli attori italiani, il Sai, di cui Giulio Scarpati è il segretario generale. La mattinata è poi proseguita con numerosi e illustri interventi conclusi con l'intervento del Segretario Cgil Nazionale Fulvio Fammoni, che ha sottolineato quanto, negli ultimi anni, la situazione lavorativa nel paese sia andata precipitando, sia per il tasso di disoccupazione, che per il numero ingentissimo dei lavoratori in nero e l'inesorabile crescita dei precari, evidenziando come non sia certo l'articolo 18 il problema del lavoro in Italia.

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di Veronica Riefolo
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