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Diversi gli accusati di associazione per delinquere e truffa

Bari: test truccati all'Università, rinvio a giudizio per 127 indagati


Bari: test truccati all'Università, rinvio a giudizio per 127 indagati
24/05/2010, 22:05

BARI - Ad essere state coinvolte nell'inchiesta sui test d'ingreso truccati sono le facoltà a numero chiuso di medicina e odontoiatria delle università di Bari, Foggia, Ancona e Chieti.
In tutto, tra docenti studenti e genietori, gli indagati sono 127. Tra di essi spicca Marcantonio Pollice, ex biologo e professore di liceo pensionato  che, per il Pm  Francesca Romana Pirrelli, è da considerarsi come l'ideatore ed il principale manovratore di quella che è stata inquadrata come una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Accusati anche la moglie ed il figlio di Pollice insieme al consigliere comunale Giuseppe Varcaccio, al  direttore della cattedra di odontoiatria di Ancona  Maurizio Procaccini, al padre di uno dei candidati Emanuele Valenzano ed al tecnico informatico  Francesco Avellis.
Per gli inquirenti, gli indagati appena citati, avrebbero allestito per i test d'ingresso del settembre 2007 un'efficiente centrale operativa dalla quale venivano inviati centinaia di sms contenenti le risposte alle domande dei test ministeriali.
In effetti, come conferma anche "Il Messaggero", il sistema utilizzato era molto semplice: gli studenti "convenzionati" facevano partire i messaggi con i quesiti e, dal centro operativo, venivano inviate in breve tempo tutte le risposte sempre via sms. Il ruolo dei genitori che sono stati coinvolti nell'inchiesta sarebbe stato quello di intermediari tra le centrali operative e gli aspiranti iscritti ai corsi di laurea.
Un meccanismo collaudato ed apparentemente sicuro che veniva "oliato" anche dalla partecipazione (poi scoperta) di falsi studenti che in realtà si iscrivevano ai test solo per aiutare coloro che avevano deciso di pagare per superare illecitamente lo sbarramento del numero chiuso. E a proposito di sbarramento, per i magistrati, in caso di successo della prova Pollice solitamente intascava compensi che arrivavano anche alla somma ragguardevole di 50.000 euro.
Dopo aver subito gli arresti domiciliari con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa pluriaggravata per una sola settimana, l'ex docente è stato dunque rinviato a giudizio ed attende un verdetto che, però, sembra già scritto.

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di Germano Milite
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