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Berlusconi e lo stato di polizia, la provocazione del Coisp


Berlusconi e lo stato di polizia, la provocazione del Coisp
08/03/2010, 10:03


ROMA - L'impressione è che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sia ossessionato dalla Polizia. Dopo aver detto che l'Italia si sta trasformando in uno Stato di polizia, riferendosi ai provvedimenti dei giudici, ha ripetuto la stessa cosa parlando dell’opposizione. Insomma, chiunque la pensi in maniera diversa da lui (non dal suo partito o dalla coalizione ma da lui) vuole creare uno stato di polizia. “E allora provocatoriamente - dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia - noi rilanciamo alle affermazioni che riteniamo pericolose del Presidente del Consiglio dicendo: Caro Presidente, se uno stato di polizia, significa uno Stato dove il primo obiettivo è il rispetto delle regole, delle persone e delle Istituzioni, se uno stato di polizia è uno stato dove sicurezza e legalità sono al primo posto, se uno stato di polizia significa che i diritti di tutti diventano condivisione e soprattutto la possibilità di eguali garanzie, allora Le lanciamo la nostra provocazione, l’Italia deve diventare uno stato di polizia, perché ci consenta Presidente - continua Maccari - forse Lei non si rende conto che perpetuando con alcuni atteggiamenti ed esternazioni crea il clima adatto per tutte quelle tensioni sociali per combattere le quali colleghi, Magistrati e gente comune è morta, ha perso la vita. Forse, Presidente, il suo obiettivo è proprio questo, indebolire lo Stato indebolendo gli uomini che lo rappresentano e questo, ci scusi Presidente per la franchezza, per noi è assolutamente inaccettabile. Ricordi – conclude il leader del Coisp - sempre che è la presenza degli uomini di Stato che consente che le sue pericolose esternazioni non abbiano conseguenze peggiori. Signor Presidente non si occupi sempre di un ipotetico stato di polizia, ma di una concreta e funzionale Polizia di Stato che merita decisamente più attenzione e più rispetto da parte delle Istituzioni, in primis dal Suo Governo”.

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di Redazione
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