Istruzione e lavoro / Università

Commenta Stampa

Ministro Profumo: “ Si farà il prossimo 21”

Borse di studio: fermato il decreto. Le Regioni frenano


Borse di studio: fermato il decreto. Le Regioni frenano
07/02/2013, 21:19

Scontro sul decreto che riguarda il diritto allo studio universitario che è stato rinviato di due settimane. Una piccola vittoria, dunque, per le associazioni studentesche che da mesi lo contestano e che anche oggi hanno dato vita ad un  sit-in. Ma a frenare la loro esultanza ci ha pensato il ministro Profumo che ha dichiarato che il decreto "si farà", ma poco dopo arriva lo stop da parte  del presidente delle Regioni: "Va modificato".
Proprio questa mattina, infatti, c’è stata la Conferenza Stato-Regioni ha decretato il rinvio del decreto al prossimo 21 febbraio. Gli assessori all'Istruzione di diverse regioni italiane avrebbero bocciato per ben due volte le bozze "migliorative" presentate dal ministro.

"Si farà per dare più risorse al diritto allo studio. Lavoriamo ora ad una soluzione che sia equa e che tenga conto delle disuguaglianze". Lo ha detto il ministro Profumo nonostante la dichiarazione del presidente delle Regioni Vasco Errani  che sottolinea come il decreto necessiti di essere modificato.  "Quel decreto non ci convince, e per questa ragione è stato rinviato di due settimane. "Non condividiamo  -  dice Errani -  i nuovi criteri di accesso alle borse, vanno modificati i fondi per il 2013 e vanno distribuiti con i vecchi criteri. Poi  -  conclude  -  si ragioni nei mesi successivi su come modificarli collaborando con regioni, università e studenti”.
"Il Ministro dimissionario Profumo non è riuscito a stravolgere tutto il sistema di diritto allo studio nell'arco di una settimana. Questa volta l'abbiamo fermato. Questo decreto rischia di espellere migliaia di studenti dal sistema delle borse di studio lasciandoli senza alcun tipo di supporto", ha dichiarato  tramite una nota Michele Orezzi, coordinatore dell'Unione degli Universitari.
Secondo gli studenti, il decreto approntato dal ministero riduce le possibilità di accedere alle borse di studio e fa leva su entrambi i criteri previsti: il merito e la condizione economica. Abbassa le soglie massime di accesso alle borse di studio che vengono differenziate per regione e aumentano, fino a raddoppiare, i crediti minimi per mantenere  -  anno per anno e per tipologia di laurea  -  la borsa di studio negli anni a seguire. Ma non solo. Il decreto interviene anche sull'importo delle borse di studio, che contrariamente alla logica, subiscono un taglio rispetto attuali per studenti residenti in sede e pendolari.
Come se non bastasse, qualora il decreto venisse approvato, lo status di fuori sede non verrà più calcolato  in base alla distanza chilometrica dell'ateneo dal luogo di residenza ma ai tempi di percorrenza dei mezzi pubblici. Una novità che non convince gli studenti perché in Italia i mezzi di trasporto  -  treni, pullman e autostrade  -  sono parecchio diversificati da Nord a Sud e, questa volta verrebbero penalizzati gli studenti settentrionali.
"Ci auguriamo ora che il ministro non tenti inutili colpi di coda a tre giorni dalle elezioni con il chiaro obiettivo di strumentalizzare un tema così importante come il diritto allo studio e il futuro degli studenti per meri fini elettorali - dichiara Luca Spadon, portavoce di Link coordinamento universitario - Pretendiamo la definitiva cancellazione del decreto e l'apertura di un reale dialogo con gli studenti". 

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©