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Caldoro e Di Nocera presentano il IX Rapporto Civita


Caldoro e Di Nocera presentano il IX Rapporto Civita
18/06/2012, 16:06

Martedì 19 Giugno alle ore 10 presso la Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, l’Associazione Civita presenterà il suo nono Rapporto, dal titolo “CITYMORPHOSIS Politiche culturali per città che cambiano”.

All’evento, organizzato in collaborazione con la Fondazione dei Campi Flegrei, l’Associazione Amici di Capodimonte e l’Università Suor Orsola Benincasa, prenderanno parte, tra gli altri, Stefano Caldoro, Presidente della Regione Campania, Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli ed Albino Ruberti, Segretario Generale dell’Associazione Civita.

Curato da Marco Cammelli, docente di Diritto amministrativo presso l’Università di Bologna e Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Pietro Antonio Valentino, docente di Economia Urbana presso l’Università di Roma “La Sapienza” ed edito da Giunti Editore, il volume prende in esame il rapporto tra città e cultura, un tema strategico per la definizione di politiche innovative per uscire dalla crisi del mondo Occidentale.

La presentazione del Rapporto a Napoli, città d’arte e primario polo turistico, intende costituire un momento di riflessione e confronto sul ruolo strategico che la cultura può rivestire nello sviluppo urbano, in particolare nel caso di una città che, per propria indole, dispone di straordinarie testimonianze storiche, artistiche ed archeologiche.

Le grandi trasformazioni seguite all’affermarsi della globalizzazione e dell’economia della conoscenza richiedono un ripensamento nel modo di concepire e guidare le città, reali centri propulsori e diffusori dello sviluppo regionale e nazionale. Una definizione delle politiche culturali, appare oggi quanto mai centrale nelle linee di governo più innovative che un’amministrazione, sia a livello centrale che comunale, voglia mettere in atto. È quanto sostiene il Rapporto Civita, realizzato grazie al contributo di AXA Art e Fondazione di Venezia, che, attraverso il contributo di esperti e al confronto con analoghe realtà europee, raccoglie alcune riflessioni strategiche per comprendere le principali condizioni e dinamiche da porre alla base di politiche culturali di successo, capaci di produrre effetti concreti in termini di benessere, integrazione e crescita per il tessuto sociale ed economico locale.

La ricerca condotta dal Centro Studi “Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita è partita da quattro possibili macro-aree di sviluppo per le politiche culturali urbane: la valorizzazione integrata del patrimonio culturale, le mostre, i festival e il sistema dell’arte contemporanea, aree che rappresentano l’elemento centrale dell’industria culturale e, di conseguenza, dell’industria creativa, che si interseca fortemente con i settori direttamente produttivi.

La Città produce Cultura, e la Cultura diviene, così, un elemento-chiave, per lo sviluppo della città perché crea identità e rendite di posizione che la proteggono dalla competitività.

A livello europeo, città come Londra, Parigi ed in particolare Berlino, nuovo punto di riferimento dell’industria culturale europea, rappresentano, in termini di attività politiche, risultati raggiunti, infrastrutture ecc., un traguardo difficilmente raggiungibile nell’immediato. Per accorciare tali distanze, le nostre città dovranno mettere in atto politiche culturali efficaci che tengano conto di alcuni elementi suggeriti dal Rapporto:

- Definire sistemi di governance e relativi strumenti attuativi fortemente connessi con l’eredità politica delle città e del loro territorio. Grazie ad un adeguato piano strategico-culturale, le città (come nel caso di Bilbao, Barcellona e Lione) sono in grado di creare sinergie ed elementi di complementarietà indispensabili per il loro sviluppo.

- Pensare alle politiche culturali come parte integrante di una strategia complessiva in grado di creare reti urbane materiali e immateriali grazie ad una forte coesione interna, frutto di un lavoro congiunto tra Società e Istituzioni, pronte ad abbracciare la stessa sfida.

- Garantire una corretta definizione del rapporto Stato-Città in un’ottica di cooperazione, anche a livello territoriale.

- Migliorare il rapporto pubblico-privato, attraverso una semplificazione delle procedure amministrative e fiscali, e l’opportunità di ritorni in termini di immagine e visibilità per le imprese che intendono investire in Cultura.

Questi i temi intorno ai quali si confronteranno al Suor Orsola alcuni dei rappresentati delle principali istituzioni culturali della città: dalle Fondazioni impegnate nella valorizzazione del patrimonio culturale al mondo del teatro e dello spettacolo, dalle organizzazioni dedite alla conservazione e al recupero del patrimonio storico-artistico fino alle realtà sociali impegnate in azioni di volontariato per il rilancio dei quartieri più disagiati.

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di Redazione
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